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Ancora una fiera di armi aperta ai minori. La protesta della società civile

Il 30 aprile si apre a Verona l’European outdoor show dove verranno esposte al pubblico armi da caccia, ma anche per il tiro e la difesa personale. La Rete pace disarmo e l’osservatorio Opal chiedono all’ente Veronafiere di adottare un regolamento che vieti l’ingresso agli under 18. Come avviene per il Vinitaly

© Frankie Lu

Dopo l’Exa di Brescia e l’Hit Show di Vicenza il mondo delle armi si dà appuntamento a Verona per la prima edizione della fiera European outdoor show (Eos), in programma dal 30 aprile al 2 maggio 2022, organizzata dal Consorzio armaioli italiani e presentata come la “nuova manifestazione fieristica di riferimento in Italia per la caccia, il tiro sportivo, l’outdoor, la pesca nelle sue varie declinazioni e la nautica”. L’evento avrà luogo nell’area espositiva di Veronafiere e coinvolgerà più di 500 aziende. Oltre ai produttori di armi e attrezzature per caccia e pesca saranno presenti anche le associazioni regionali dei cacciatori, la Federazione italiana della caccia e i media di settore.

Ma non sarà un evento solo per addetti ai lavori: come già successo all’Hit Show ai padiglioni di Veronafiere potrà accedere anche il pubblico, compresi i minorenni se accompagnati. Il 30 aprile, giorno dell’inaugurazione, la Rete italiana pace e disarmo e l’Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza e difesa (Opal), insieme alle associazioni del Comitato veronese per le iniziative di pace, hanno organizzato incontri e iniziative di protesta contro l’evento, considerato come parte di “un’operazione propagandistica volta ad incentivare la diffusione delle armi in Italia”. Le associazioni chiedono agli organizzatori una regolamentazione più rigida in modo da risultare conformi alle intenzioni dichiarate, cioè di essere un evento dedicato a caccia, pesca e attività outdoor.

Un tema che le associazioni considerano particolarmente critico è l’accesso di minori a una fiera in cui si espongono armi da fuoco. Nonostante non vi sia una legge che proibisca esplicitamente l’accesso all’evento da parte di bambini e ragazzi con meno di 18 anni, secondo Giorgio Beretta, analista del commercio internazionale e nazionale di sistemi militari e armi comuni presso Opal e Rete italiana pace e disarmo, si tratta di un problema di responsabilità di impresa. “Nel mese di aprile proprio a Verona si è tenuto il Vinitaly, la più grande esposizione enologica d’Italia -ricorda-. L’ingresso all’evento, in quel caso, era riservato strettamente ai maggiorenni, anche se sarebbe stato possibile permettere l’ingresso libero e allo stesso tempo limitare l’accesso agli alcolici. Gli espositori, però, hanno stabilito che il mondo del vino è solo per adulti: bambine e adolescenti non devono entrarci. Perché i promotori di Eos non fanno altrettanto? O forse Veronafiere pensa sia educativo far entrare i minorenni in una fiera di armi?”.

Un’ulteriore criticità rilevata dalle associazioni riguarda la tipologia di armi esposte al pubblico. Nei padiglioni di Eos, infatti, non ci saranno solo armi dedicate alla caccia, ma anche al tiro e alla difesa personale, oltre al softair. Secondo Beretta mettere insieme ambiti così diversi all’interno di un evento aperto al pubblico rappresenta un’anomalia. “Esistono diverse fiere in altri Paesi europei dedicate alle armi e aperte al pubblico, ma sono tutte legate ad un particolare settore, come la caccia -spiega. L’unico altro evento in Europa che unisce tutti i campi è l’esposizione Iwa outdoor classic che si svolge a Norimberga, ma che è riservata esclusivamente agli operatori del settore e quindi non è aperta al pubblico”. Nonostante non siano esposte in fiera armamenti e strumenti militari o per il law enforcement secondo Beretta esistono delle scappatoie. “In Italia molte delle armi destinate al tiro sportivo sono anche impiegate da forze di polizia o per il law enforcement, inoltre tra gli espositori della fiera possiamo individuare anche aziende, come il produttore bresciano Fabarm, che forniscono equipaggiamenti alle forze dell’ordine”.

Per queste ragioni Opal e Rete pace e disarmo avevano inviato agli organizzatori dell’iniziativa, tra cui Veronafiere (società controllata dal Comune e dalla Provincia di Verona) a pubblicare una regolamentazione di “responsabilità di impresa”. In particolare si chiedeva, oltre al già citato divieto di ingresso per minorenni, di pubblicare una normativa precisa sulle tipologie di armi la cui esposizione è permessa, impedire la propaganda politica e l’esposizione di materiale propagandistico di associazione di stampo paramilitare. “Se si tratta davvero di una esposizione dedicata a caccia, pesca e outdoor -commenta Beretta- è giusto che armi per la difesa personale, per i corpi di polizia, per il softair o da collezionismo siano escluse. Lo stesso vale per iniziative, anche popolari, di stampo ‘politico’ come le raccolte firme per la modifica delle leggi sulla legittima difesa”. Nonostante la Rete pace e disarmo affermi di aver avuto una “positiva interlocuzione con Veronafiere” nulla di tutto ciò è stato fatto.

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