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Diritti / Attualità

Prima le persone: le comunità che accolgono gli esclusi dal sistema

Organizzato dall’associazione Adl Zavidovici di Brescia, dalla cooperativa K-Pax e dalla cooperativa La Rete, Prima le persone” è un progetto rivolto agli esclusi dall’accoglienza istituzionale a causa dello smantellamento del sistema Sprar. © Pierangela Flisi

Da Parma a Brescia fioriscono esperienze di accoglienza al di fuori del circuito istituzionale dei centri straordinari o del Siproimi, l’ex Sprar smantellato dal decreto Salvini. Si sostengono grazie a donazioni e si aprono ai territori

Tratto da Altreconomia 224 — Marzo 2020

Quando sono stati approvati i due decreti sicurezza nel 2018, sapevamo che le conseguenze sulla popolazione migrante sarebbero state disastrose”, spiega Michele Rossi, direttore della organizzazione non profit Ciac di Parma. “Il progetto ‘What a wonderful world’ parte da qui: continuare a garantire un’accoglienza abitativa e percorsi di integrazione alle persone escluse dall’accoglienza istituzionale. È una risposta concreta alla restrizione dei diritti e alla disarticolazione della protezione sociale e giuridica iniziate a ottobre 2018”. Nata negli anni Novanta dopo la guerra nella ex Jugoslavia come ente di tutela dei diritti dei migranti forzati, negli anni Ciac ha avviato progetti di accoglienza per migranti in condizione di necessità. L’organizzazione è stata una delle ideatrici dello Sprar, il sistema unico di accoglienza e integrazione per richiedenti asilo e rifugiati organizzato in strutture e appartamenti di piccole dimensioni gestite in collaborazione tra gli enti locali e l

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