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A Cortina va deserta l’asta per la pista di bob: “Olimpiadi 2026 sul baratro”

© Dave Kim - Unsplash

Non sono arrivate offerte per i lavori della costosissima pista per le Olimpiadi di Milano Cortina. Gli organizzatori annunciano così l’avvio di una procedura negoziata “senza previa pubblicazione di un bando di gara”. Un fatto problematico in termini di trasparenza e che mostra la non credibilità di questi Giochi, denuncia Luigi Casanova

È una gara contro il tempo, sempre più stretto. Il 31 luglio 2023, a 27 mesi dall’evento olimpico invernale del 2026, non si è riusciti ad assegnare l’appalto per la costruzione del primo stralcio della pista di bob prevista a Cortina, una pista inserita nel cuore di un parco giochi dentro uno storico lariceto, oltre 200 alberi di duecento e più anni ciascuno, che verrebbe abbattuto.

Nel dossier di candidatura (gennaio 2019) la pista di bob aveva un costo previsto di 47 milioni di euro. In pochi mesi erano già lievitati dapprima a 61 (gli unici stanziati), poi passati a 85 e oggi a progetto definito 124 milioni di euro. Una cifra spaventosa che va a coprire un’attività sportiva minimale. In Italia gli atleti praticanti tra skeleton e bob sono infatti qualche decina. Ma i sospetti sono evidenti: la pista sarebbe potuta costare forse anche fino a 150 milioni. Un’indecenza, uno schiaffo alla comunità bellunese.

La Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 Spa (Simico), alla quale è affidata la regia dell’intera operazione, progettazione, appalto, gestione dei lavori, collaudi e gare preolimpiche (febbraio 2025), in uno scarno comunicato scrive che si darà avvio a una procedura “negoziata” con alcune ditte “senza previa pubblicazione di un bando di gara”.

Questo significa perseguire un percorso problematico in termini di trasparenza: la procedura negoziata si svolge tra attori pubblici e affidatari dei lavori senza un solido controllo della cittadinanza. Che cosa accadrà non lo si può sapere, certo, l’imprevisto alimenta la mancanza di credibilità verso l’intera operazione Olimpiadi invernali 2026.

Nel novembre 2022 gli ambientalisti di comitati e associazioni avevano incontrato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Lo avevano invitato a prendere una iniziativa coraggiosa: abbandonare il sogno proibito e impossibile di Cortina e trattare con Innsbruck. La cittadina tirolese era, lo è ancora, disponibile a ospitare la gare grazie a un eventuale patto tra la Fondazione Milano Cortina 2026, il Comitato olimpico internazionale e proprio la Regione Veneto. Zaia ha rifiutato, dimostrando insofferenza e mancanza di cultura istituzionale, un percorso che gli avrebbe permesso un’onorevole via d’uscita.

Oggi la Simico avvia dunque una procedura negoziale impegnativa se non impossibile. In alternativa si aprono, da subito, le porte affinché le gare si svolgano a Saint Moritz (pur di non offrire credito agli ambientalisti cadorini e nazionali). Andare all’estero lo aveva suggerito mesi fa il presidente del Cio Thomas Bach: nessuna contrarietà a svolgere delle gare in Paesi esterni all’Italia.

Al di là di che cosa si deciderà in proposito (si ritiene che Innsbruck sia l’ipotesi più credibile, cittadina più vicina, anche culturalmente a Cortina, ma ad oggi nessuno della Fondazione è andato in Tirolo a trattare seriamente) quanto accaduto mette in rilievo l’improvvisazione della gestione dell’intera macchina che ci porterà alle Olimpiadi invernali del 2026. Sono previsti già oggi oltre cinque miliardi di euro di costi, ne erano stati programmati, senza spese per lo Stato, 1,3 miliardi.

A ogni osservatore attento balza agli occhi il bisogno di comunicazione corretta, trasparenza, confronto. Tutti passaggi che il Coni, le Regioni interessate e i Comuni hanno accuratamente evitato. In Valtellina come a Milano, in Alto Adige come in Trentino, nel Veneto come a Cortina.

Luigi Casanova (1955), bellunese, di professione Custode forestale nelle Valli di Fiemme e Fassa e ora in pensione, è una voce storica dell’ambientalismo. Il suo impegno sociale è nato nell’antimilitarismo e nel Movimento Nonviolento. È stato presidente di Mountain Wilderness Italia. Per Altreconomia ha scritto “Avere cura della montagna” (2020) e “Ombre sulla neve. Milano-Cortina 2026. Il “libro bianco” delle Olimpiadi invernali” (2022)

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