Una voce indipendente su economia, stili di vita, ambiente, cultura
Diritti / Attualità

Poliomielite a Gaza: la tregua per le vaccinazioni è necessaria ma insufficiente e ipocrita

© Emad el Byed - Unsplash

L’Onu e l’Oms hanno chiesto di vaccinare circa 640mila bambini e Israele ha apparentemente concesso una finestra. “Ma l’unico modo per proteggere completamente tutti i bambini di Gaza è un cessate il fuoco permanente, la ricostruzione di Gaza, la fine dell’occupazione”. Altrimenti si rischia solo di salvare la faccia di Tel Aviv a spese dei civili. La lettera aperta di accademici e medici italiani

Pubblichiamo la lettera di accademici e medici italiani in occasione della campagna vaccinale straordinaria contro la poliomelite in corso nella Striscia di Gaza


L’ultima goccia della complicità dell’Unione europea solleva la nostra indignazione. In questi ultimi giorni a Gaza è emerso lo spettro della diffusione della poliomielite, malattia gravissima di cui abbiamo un lontano ricordo ma che si ripresenta dove le condizioni igieniche sono gravemente compromesse. Non stupisce che sia ricomparsa a Gaza, dove da undici mesi la popolazione vive ammassata, i rifiuti e i liquami sono riversati per strada e manca tutto, soprattutto acqua pulita. 

Le Nazioni Unite e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno chiesto di vaccinare circa 640mila bambini, per la prima volta i nati dal 2023 e con richiamo per quelli fino ai dieci anni. Israele ha apparentemente concesso che per nove ore al giorno per tre giorni e in ognuna delle aree in cui mantiene divisa con la forza Gaza, ci sia una sospensione degli attacchi, i quali riprenderanno dunque dopo le 15 e fino alle 6 quotidianamente. 

L’Oms e le organizzazioni Onu sul territorio hanno iniziato a prepararsi per essere attive domenica primo settembre, esprimendo però scetticismo sul fatto che queste finestre temporali saranno rispettate da Israele e che siano adeguate al compito.

Una delle preoccupazioni dell’Oms è che sia permesso accesso sicuro, anche in questi periodi limitati, alle vaccinazioni al personale medico e alle famiglie dei bambini. E hanno ragione: il 27 agosto per un ennesimo “errore” le forze di difesa israeliane (Idf) hanno colpito ripetutamente un’auto del World food programme, di cui avevano “concesso e coordinato” il passaggio. Il 30 agosto ha mirato a un’auto di Anera, organizzazione umanitaria a cui era stato “concesso” di spostarsi per distribuire aiuti. L’attacco ha ucciso cinque persone con il pretesto che ci fossero “sospetti” intorno alle auto. 

Siamo convinti e convinte, come l’Oms, che l’operazione possa non essere efficace, che metta a rischio le vite dei vaccinatori e delle famiglie che si recano a fare vaccinare i figli, e che le condizioni imposte non siano adeguate allo scopo di effettuare una vaccinazione capillare. Non c’è dubbio che le famiglie e il ministero della Salute di Gaza siano allarmati dal diffondersi della polio, in aggiunta a quella di altre malattie, e che anche loro faranno il possibile per proteggere i bambini di Gaza, già gravemente decimati o malati, e spesso malnutriti. Tutti i soggetti coinvolti proveranno certamente a fare un intervento utile. 

Quello che indigna, e che disturba profondamente in questo contesto in cui si cerca di proteggere la salute di bambini, è che non si faccia nulla per impedire che restino le vittime possibili, e apparentemente predilette, dell’Idf. Infatti sono molti i bambini vittime di “cecchinaggio”, come documentato da medici internazionali operanti a Gaza. Indigna inoltre l’incompetenza dei rappresentanti politici europei e italiani, i quali, al minimo, dovrebbero conoscere ed essere consapevoli delle loro responsabilità e capaci di usare gli strumenti che hanno per fermare il genocidio. 

Invece, abbiamo sentito l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea, Josep Borrell, chiedere tre giorni di cessate il fuoco come se fossero la panacea per Gaza, a seguito della stessa richiesta espressa dagli Stati Uniti. Sembra che Borrell non abbia mai visto neanche una foto di che cosa è adesso Gaza e di come sia costantemente sotto attacco, e che non si domandi che senso abbia vaccinare i bambini per poi non proteggere la loro vita. 

Ma come mai arriva ora questa ansia della vaccinazione salvifica in poche ore (27) per circa 210mila destinatari in ciascuna zona e accolta con caveas e scetticismo dagli organismi Onu coinvolti? Come mai questa iniziativa ha avuto tanta eco nei palazzi dell’Ue e apparentemente nei suoi governi, ed è stata lodata dal rappresentante statunitense alle Nazioni Unite? 

Quale sarà il suo “vero e sicuro” esito è chiaro. Anche se solo in parte si riuscirà a vaccinare, anche se nessuno dei convogli e delle persone che convergeranno, a piedi e sotto il sole, a far vaccinare i propri piccoli sarà per “malinteso” attaccato tra le 6 e le 15, l’aver concesso questa “tregua vaccinale” ha già ottenuto, con il suo solo annuncio, il risultato di fornire a Israele una protezione dalle accuse di ulteriori crimini contro l’umanità e di genocidio in aggiunta a quanti già documentati, cosicché, più facilmente, se vi saranno attacchi si parlerà di incidenti e di altri “errori” dell’Idf. 

Questo esito di miglioramento di immagine pubblica è chiaro ai politici, a Borrell, alla maggior parte dei governi europei, e agli Stati Uniti, considerato che si sono esercitati a lungo e con buon risultato nell’attività di proteggere Israele dalle responsabilità penali. Un esercizio tanto ben fatto che dopo 11 mesi l’Unione europea non parla nemmeno di sospensione degli accordi economici o della cooperazione scientifica e tecnologica, persino quando l’utilizzo militare di questa è evidente e nonostante questo venga richiesto dal diritto umanitario, né parla di sanzioni allo Stato di Israele, in ottemperanza al pronunciamento della Corte penale internazionale mentre, in ritardo anche sugli Stati Uniti, Borrell suggerisce timidamente di sanzionare qualche colono, individualmente. 

Denunciamo quindi la proposta di tregua umanitaria per le vaccinazioni: essa è necessaria, ma è insufficiente e ipocrita. L’apparente valenza umanitaria della richiesta da parte di Borrell e degli Stati Uniti copre in realtà un’oggettiva complicità con Israele, che potrebbe migliorare la propria immagine internazionale grazie a essa, tuttavia senza essere costretto a dare nessuna garanzia che le vaccinazioni siano concretamente fattibili. Un po’ come è stato per il ponte statunitense per gli aiuti umanitari, solo che questa volta paga l’Onu. 

Vaccinare la popolazione, e soprattutto i bambini, è assolutamente necessario, ma non si può permettere e ignorare che, al termine della tregua, la situazione di Gaza torni drammatica, con stragi giornaliere, una media di 40 morti al giorno di cui gran parte donne e bambini, e che la popolazione continui a sopravvivere nella più completa distruzione di scuole, ospedali, infrastrutture, e nell’impossibilità di accedere agli aiuti umanitari. L’Ue e gli altri Stati europei hanno strumenti legalmente leciti e invocati dalla Corte penale internazionale per fermare il massacro di Gaza e l’estensione del genocidio nei territori occupati in Cisgiordania. Devono usarli tutti. 

Non accettiamo più questa ignoranza e la malafede politica. Come dichiarato anche dal direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, “l’unica medicina duratura è la pace” e “l’unico modo per proteggere completamente tutti i bambini di Gaza è un cessate il fuoco”. 

Aggiungiamo noi: un cessate il fuoco permanente, la ricostruzione di Gaza, la fine dell’occupazione israeliana. Altrimenti, qualsiasi iniziativa umanitaria, per quanto necessaria e auspicabile, purtroppo copre la pulizia etnica per mano di Israele, che la continua e la estende in Cisgiordania. 

Chiediamo quindi all’Ue di prendere posizione perché le vaccinazioni siano accompagnate dal cessate il fuoco permanente, abbandonando la politica complice che si è perseguita fino ad ora e finalmente sanzioni Israele per mancato rispetto del diritto umanitario e per crimini di guerra. 


In calce le prime firme.

Prof.ssa Paola Manduca, Genetista, NWRG-odv
Dr. Giorgio Mariani, Sapienza Università di Roma
Dr. Antonello Petrillo, sociologo, Università degli Studi S.O. Benincasa, Napoli
Carla Pagano, dottoranda, Università di Napoli L’Orientale
Prof.ssa Laura Guazzone, Sapienza Università di Roma
Dr. Maria Elena Indelicato, CEEC Individual FCT Researcher, University of Coimbra, Center for Social Studies | UNPOP Researcher
Dott.ssa Chiara Tenti, ASIT – Università degli Studi di Padova
Antonio Banfi, biblioteca sede Medicina, Università di Milano Bicocca
Dr. Giulia Rossi, TNPEE Milano e Torino
Dr. Mariasilvia Giamberini, ricercatrice, Consiglio Nazionale delle Ricerche
Dr. Paolo Cuttitta, Università di Genova
Dr. Stefano Portelli, Università Roma Tre
Prof. Giovanni Capellini, Università Roma Tre
Dr. Francesca Geymonat, Università di Torino
Dr. Greta Persico, Università di Milano-Bicocca,
Dr. Michele De Sanctis, Università Sapienza di Roma
Dr. Simone Sibilio, Università Ca’ Foscari Venezia
Dr. Monica Zoppè, Istituto di Biofisica, CNR
Dr. Caterina Bori, Università di Bologna
Dr. Antonino Adamo, CNR
Dr. Matteo Bassoli, Università degli Studi di Padova
Dr. Annalisa Pascarella, IAC-CNR
Alice Franchini, dottoranda, Scuola Normale Superiore
Dr. Lorenzo Iannuzzi, Università di Firenze
Dr. Antonio Barrocu, Università degli Studi di Torino
Dr. Francesco Vacchiano, Università Ca’ Foscari, Venezia
Dr. Lea Nocera, Università di Napoli L’Orientale
Dr. Monica Dall’Asta, Università di Bologna
Dr. Simona Troilo, Università dell’Aquila
Dr. Vladimiro Andrea Boselli, Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente CNR-IREA, Milano
Dr. Giulia Gozzelino, Università degli Studi di Torino
Dr. John W. Gilbert, Dipartimento FORLILPSI, Università di Firenze
Dr. Chiara Pilotto, Università di Bologna
Dr. Alberica Bazzoni, Università per Stranieri di Siena
Dr. Melania Del Santo, Istituto Nazionale di Astrofisica
Dr. Mariateresa Crosta, Istituto Nazionale di Astrofisica
Dr. Antonella Peli, Assegnista di Ricerca – Università Iuav di Venezia
Dr. Mariagiulia Agnoletto, Psichiatra, Salaam ragazzi dell’Olivo Onlus, comitato di Milano
Dr. Lucia Amorosi, Assegnista di ricerca, Scuola Normale Superiore
Dr. Claudio Musicò Università degli studi Roma Tre
Dr. Vittorio Agnoletto, medico, professore a contratto, Università degli Studi, Milano
Dr. Stefano Luisi, Chirurgo, Univ. Pavia
Dr. Achille Marotta, Ricercatore, Istituto Universitario Europeo (Firenze)
Dr.ssa Francesca Collotto, Educatrice Professionale, ASL Toscana centro
Dr.ssa Maria Elvira Renzetti, ginecologa ospedaliera in pensione
Dr. Alessia Carnevale, Università degli Studi di Napoli l’Orientale
Dr. Gianna Palmieri, CNR-IBBR
Dr. Costanzo Frau Psicoterapeuta Manchester Metropolitan University (MMU)
Dott.ssa Roberta Atzas, Infermiera, Asl Oristano
Dr Ennio Cocca, CNR-IBBR
Prof. Giovanni Piccoli, Università di Trento
Sandro Frassanito, infermiere, Roma
Dr. Susanna Rossi, medico, Empoli
Dr. Alessia Di Eugenio, Università di Bologna
Dr. Gianmarco Giovannardi, ricercatore, Università di Firenze
Dr. Diego Luis Gonzalez, ricercatore associato, IMM-CNR, Bologna
Dr. Antonella Lanotte, medico d’emergenza urgenza, Bologna
Prof.ssa Marcella Corsi, Sapienza Università di Roma
Dr. Carmine Pecoraro, Pediatric Nephrologist, National Ethics Committee for Pediatric Trials
Dr.Bruno Cigliano, Pediatric surgeon, Università Federico II, Napoli
Dott.ssa Cinzia Tani, UFC Neuropsichiatria Infantile, USL Toscana centro
Dr. Simona Taliani, Università L’Orientale Napoli
Dr. Cipriani Francesco, medico d’ emergenza -urgenza, ordine dei medici di Arezzo
Maria Assunta Patrizia Longo, Medico Supervisor Counselor / Trainer Counselor
Dr. Jacopo De Leo, Tecnico Sanitario di Laboratorio, AOUP, Pisa
Dott.ssa Valeria Volonté, Fisioterapista, libera professionista, Ordine FNOFI Lombardia Centrale
Dr Aldo Infantino, chirurgo in pensione, Padova -SpGV
Dr Chiara Sambalino, medico medicina interna, USL Toscana Centro
Dr Franco Camandona, ginecologo, Genova NWRG -odv
Dr. Danilo Aceto Zumbo, Università di Roma Tor Vergata – Grant Office
Nicola Mancini, dottorando, Università di Urbino Carlo Bo
Dr. Giovanna Citti, Università di Bologna
Dr. Rosy Galbo, Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva
Dr. Jalna Rossi, Ordine medici veterinari di Milano
Dr . Alberto Del Nero , Urologo , Milano
Dr. Paola Rivetti, Dublin City University
Dr. Marco Ammar Università di Genova
Dr. Stefania Bertonati, Università di Pavia
Dr. Sevgi Doğan, Assegnista di ricerca, Scuola Normale Superiore
Dr. Gabriella Martis, Psichiatra, Ordine Medici di Cagliari
Dr. Vincenzo Caporaso, Psicoterapeuta, Ordine Emilia Romagna.
Dr. Gabriella Bezzoli, Terapista della neuropsicomotricita dell’ Età Evolutiva, Asl Roma
Dr. Danilo Aceto Zumbo, Università di Roma Tor Vergata – Grant Office
Prof. Roberto Beneduce, Anthropologist and Psychiatrist, University of Turin
Mario Zazzaro fisioterapista
Dott.ssa Sara Messeri psicologa, psicoterapeuta, Firenze
Dott. Roberto Bussi Pediatra in pensione SPGV
Prof. Gennaro Gervasio, Università Roma Tre
Claudia Angeli, Padova
Nicola Biasio, Università di Bologna
Antonella Pedrini
Vincenzo Luisi, Palestine Children’s Relief Fund Italia
Dr. Paolo Schievano, pediatra in pensione SPVG, CCWW
Dr.Filippo Bianchetti, medico di famiglia, Brescia

Associazioni

Medicina Democratica
NWRG, odv (New Weapons Research Group)
Associazione Frantz Fanon, Torino
Associazione Renken, Torino 

© riproduzione riservata

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Altreconomia per non perderti le nostre inchieste, le novità editoriali e gli eventi.


© 2024 Altra Economia soc. coop. impresa sociale Tutti i diritti riservati