Cultura e scienza / I nostri libri

21 lettere: la “nuova” cassetta degli attrezzi per comunicare bene

Un vero e proprio alfabeto -e un manifesto- per la comunicazione etica post pandemia: perché è tempo di predisporre linguaggi differenti e usare chiarezza, gentilezza, misura, obiettività. Per comunicatori, professionisti e dilettanti

Tratto da Altreconomia 235 — Marzo 2021
© Raphael Schaller - Unsplash

La comunicazione è un fatto umano: è attraverso questo gioco di ruolo e di reciproche narrazioni, infatti, che il sapiens riconosce la propria specie. In questo momento, in particolare per i professionisti della comunicazione, l’esercizio di questa narrazione diventa ancora più sfidante perché è più alta la responsabilità di dire il vero, nel tempo giusto, e a tutti: e questo non riguarda solo i “professionisti” ma ogni “essere narrante”. Luca Montani, esperto di comunicazione pubblica, reputation e crisis management, lobbying, attraversa in questo libro -lettera dopo lettera- la materia densa delle parole e del loro significato profondo; affrontando con levità temi pesanti, dalla libertà di parola alla disinformazione digitale. La “stregoneria” della comunicazione, come la definisce Stefano Rolando nella bella prefazione, comprende tutti i registri, dal grido fino al silenzio. Perché -spiega l’autore- “la professione del comunicatore è ostetricia, astrazione, incarnazione”.

È un lavoro di cura, con la missione di forgiare “parole-cioccolato” (vedi alla lettera C) e moderare il tono di voce, e con l’imperativo categorico di usare bene il nostro alfabeto. Luca Montani indica “la necessità di una nuova etiquette per la comunicazione (sociale o professionale, poco importa): buone maniere, senso di responsabilità, obiettività, etologia della lettura e della scrittura, svelamento dei destini generali, corresponsabilità. Le sfide del momento interpellano la mia professione di comunicatore. Mi interpellano come cittadino, come utente di servizi, come abilitatore di contenuti”.

Il naturale precipitato dell’alfabeto è il “Manifesto per la nuova comunicazione”, uno strumento che rappresenta un bugiardino per chi fa questo mestiere ma anche per chi parla con un amico: ripartire dai fatti e dai dati, tornare ad ascoltare, usare chiarezza, gentilezza, misura, obiettività. Un libro mite e al contempo incalzante. Perché la professione del comunicatore sia intesa sempre di più nel futuro come magistero civile.

“21. Alfabeto per la comunicazione etica post pandemia”, Luca Montani, 160 pagine, 14,00 euro

 

IN DETTAGLIO
Viaggio al termine della crisi

L’economia va verso l’ignoto del post pandemia. Per Alessandro Volpi sono due i nodi gordiani da affrontare: il primo è la “necessità di considerare in modo nuovo il debito pubblico, […] il solo strumento capace di garantire un reddito universale e una spesa pubblica indispensabili per evitare un brutale impoverimento sociale”. Il secondo è “una radicale riforma fiscale che colpisca i nuovi modi di produzione dei redditi e della ricchezza immateriali e operi da […] strumento di redistribuzione e di giustizia sociale”. Per evitare che la rabbia di chi sarà più colpito dalla crisi travolga le democrazie.

“Viaggio al termine della crisi. L’economia e l’ignoto”, Alessandro Volpi, epub, 7,99 euro

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