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“Umanitalia”, un crowdfunding per salvare l’accoglienza

La cooperativa “InMigrazione” ha lanciato un progetto di raccolta fondi per sostenere le famiglie a rischio espulsione dai centri di prima accoglienza. Il 12 dicembre, intanto, il Parlamento europeo ha approvato l’emendamento che potrebbe permettere agli enti locali di accedere ai fondi per asilo, migrazione e integrazione

Steve e Victoria sono fuggiti dalla Nigeria. Sopravvissuti alla Libia e alla traversata del Mediterraneo, in Italia hanno chiesto asilo e avuto la possibilità di ricominciare la propria vita e qui è nato Christian, il loro primo figlio. Ottenuta la protezione umanitaria la famiglia è stata ospitata in un appartamento gestito dal consorzio “Meeting Point” nell’ambito di un progetto di prima accoglienza diffusa in provincia di Roma. Durante questi mesi trascorsi in Italia hanno gettato le basi di quella che sarà la loro vita futura, in attesa di entrare in un centro Sprar: hanno frequentato i corsi di italiano, Victoria ha frequentato le lezioni del CPIA per il conseguimento della licenza media e successivamente un corso professionale tenuto dalla Comunità di Sant’Egidio di Roma. Mentre Steve ha cercato lavoro come fattore nelle aziende agricole della zona.

Ma l’entrata in vigore del “Decreto Salvini” impedisce a chi, come Steve e Victoria, ha ottenuto la protezione umanitaria di accedere allo Sprar. Un provvedimento che rischia di azzerare, a un passo dal raggiungimento dell’autonomia, il lungo e faticoso percorso che questi giovani hanno realizzato con il supporto delle associazioni che li hanno sostenuti lungo il loro cammino.

Di fronte alle prime conseguenze dell’entrata in vigore del “Decreto Salvini” -che ha visto l’allontanamento dai centri di accoglienza di centinaia di migranti titolari di protezione umanitaria- la cooperativa “InMigrazione” ha lanciato il progetto “Umanitalia – Diamo un rifugio alle famiglie vittime del Decreto Salvini”. “Vogliamo passare dalle parole ai fatti –spiega Simone Andreotti, presidente di InMigrazione- praticando una pacifica disobbedienza civile, aiutando subito e concretamente quelle famiglie che fino a ieri avevano diritto all’accoglienza e da oggi si trovano a vivere per strada”.

“Umanitalia” è un progetto di crowdfunding lanciato sulla piattaforma “Produzioni dal Basso” che ha come obiettivo quello di raccogliere le risorse economiche necessarie a sostenere le cooperative e le associazioni che gestiscono Centri di accoglienza virtuosi in tutta Italia, ospitando nuclei familiari con protezione umanitaria. Saranno garantiti non solo vitto e alloggio, ma anche i servizi fondamentali per conquistare una concreta autonomia: scuola di italiano, sostegno psicologico e sociale, corsi di formazione professionale e tirocini, assistenza medica e attività a  supporto dei minori. “In questa prima fase abbiamo individuato due famiglie che hanno già avviato un percorso verso l’autonomia, ma che necessitano di alcuni ulteriori mesi in accoglienza per consolidarsi -spiega Andreotti-. Abbiamo stabilito un periodo massimo di quattro mesi, che possono essere prorogati in caso di necessità per le situazioni più critiche e vulnerabili”.

Lanciato da poco meno di una settimana, “Umanitalia” ha già raccolto più di seimila euro. Risorse che in questo momento verranno utilizzate per sostenere il percorso di due famiglie: oltre a quella Steve e Victoria, ci sono anche Abegal, Solomon e i loro due gemellini. “In base ai fondi raccolti allargheremo il progetto: l’obiettivo è tutelare quanti più nuclei familiari possibili, che sono più vulnerabili. Anche se, purtroppo, il problema è molto più esteso -spiega Simone Andreotti-. E non riguarda solo i migranti”. L’entrata in vigore del Decreto Sicurezza, infatti, rischia di mettere in seria difficoltà anche i Comuni che si trovano a gestire, senza avere adeguati strumenti, una massa di persone allontanate dai centri di accoglienza.

Per il 2019 il mondo dell’accoglienza potrà contare su un’importante novità: mercoledì 12 dicembre il Parlamento europeo ha approvato il bilancio (451 voti a favore) con cui non solo aumenta i fondi destinati alla gestione dell’immigrazione ma contiene anche un emendamento voluto dall’eurodeputato Daniele Viotti con cui apre agli enti locali la possibilità di accedere direttamente ai fondi europei. “Il mio timore è che il governo non intenda accedere alle risorse messe a disposizione dall’Europa nell’ambito del Fondo asilo immigrazione e integrazione (Fami) che, tra l’altro, è stato incrementato con 33 milioni di euro aggiuntivi -spiega Viotti ad Altreconomia-. Ora la parola passa alla Commissione europea che, dal 1° gennaio, è obbligata a modificare il regolamento di accesso al fondo per renderlo accessibile agli enti locali”.

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