Altre Economie / Attualità

Tutti a Bologna per una “Terra (più) Equa”

Sabato 8 e domenica 9 aprile si tiene la sesta edizione del Festival emiliano-romagnolo del commercio equo e dell’economia solidale. A Palazzo Re Enzo 50 espositori declineranno per il pubblico l’idea di una moda etica e sostenibile, e perché deve diventare di moda “fare un’altra economia”. Venite a cercare il nostro banchetto: Ae è media partner dell’evento

Il cortile di Palazzo Re Enzo, nel centro storico di Bologna, ospita Terra Equa. Nella foto, l'edizione del 2016
Il cortile di Palazzo Re Enzo, nel centro storico di Bologna, ospita Terra Equa. Nella foto, l'edizione del 2016

“Mettiamo insieme commercio equo e solidale ed economie solidali, con l’obiettivo di mostrarne il terreno comune, e lo facciamo nello spazio più prestigioso di Bologna, nel Palazzo Re Enzo: vogliamo poter coinvolgere le persone che passano per strada, chi ancora non ci conosce, e anche se ‘Terra Equa’ è anche una manifestazione commerciale, a noi non servono gli spazi ampi della Fiera di Bologna, che ci avevano offerto”. Giorgio Dal Fiume è da sei anni il coordinatore di Terra Equa, il festival del commercio equo e dell’economia solidale dell’Emilia-Romagna, un evento progettato e realizzato dalle 14 organizzazioni locali che si occupano di fair trade, con il contributo della Regione e del Comune di Bologna. L’appuntamento è per sabato 8 e domenica 9 aprile.
Dopo aver realizzato quattro edizioni generaliste (dal 2012 al 2015), per il secondo anno consecutivo Terra Equa ha un tema. E se lo scorso anno la scelta “monografica” (come la descrive Dal Fiume) era dedicata al cibo e alle filiere alimentari, nel 2017 il filo rosso della mostra è il tessile: “Ri-vestiti”. È questo, infatti, uno dei settori in cui sono più acuti i problemi per i produttori, legati alle dinamiche del commercio internazionale, ed è un prodotto di “massa”, che coinvolgendo potenzialmente quasi 7 miliardi di consumatori.

50 espositori, 26 laboratori, 4 sfilate, cinema, parole, musica e cibo per la sesta edizione del Festival del commercio equo e dell’economia solidale dell’Emilia-Romagna, a Bologna sabato 8 e domenica 9 aprile

“Ri-vestiti” diventa -sui manifesti- “la moda di fare un’altra economia”, e declina questa missione a partire da quattro concetti chiave: la qualità del prodotto, che non deve mai essere dissociata dalla dignità delle persone; la sostenibilità per chi indossa un abito, che non può prescindere dalla sostenibilità della vita di chi lo ha prodotto; la naturalità delle materie prime, cui si deve poter accompagnare la bellezza di quello che indossiamo; la responsabilità che abbiamo come consumatori (che votano ogni volta che comprano un vestito), che è strettamente correlata a quella che abbiamo come cittadini verso il Pianeta.

Sono una cinquantina gli espositori che per due giorni trasformeranno Bologna nella cittadella dell’economia del futuro, e tra questi ci sarà anche Altreconomia. Poiché gli spazi sono limitati, la priorità nella scelta è -spiega il coordinatore di Terra Equa- “alle organizzazioni: a chi garantisce un’adesione non parziale, non effimero, non casuale, alle tematiche sociali ed ambientali proprie del commercio equo e delle economie solidali”. Nel corso della due giorni si terranno anche 26 laboratori e 4 sfilate, oltre a cinema, parole, musica e cibo (con un ristorante-caffetteria-birreria bio-equa e locale). “Porteremo le collezioni di moda del commercio equo e solidale nella piazza del Nettuno, ma altre sfilate coinvolgeranno gli abiti usati (in collaborazione con Mani Tese Bologna) produzioni di artigiani locali, e abiti realizzati da una cooperativa sociale che si occupa dell’inserimento lavorativo di giovani portatori di handicap” racconta Dal Fiume.

Il programma dettagliato di Terra Equa -i due giorni sono ad ingresso libero- è a questo link.  Altreconomia è anche media partner dell’evento.

© riproduzione riservata

Commenta
  • Carlo Schiavo

    Nel 2015 in realtà l’edizione non è stata generalista, ma dedicata all’arte: “l’arte di fare un’altra economia”.

Newsletter

Iscriviti e ricevi la newsletter settimanale di Altreconomia