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Sindaci contro le mafie

L’educazione alla legalità democratica è il fine di “Avviso Pubblico”, associazione di enti locali nata nel 1996. A maggio la incontrate a Certaldo  La lotta alle mafie e alla criminalità organizzata comincia nelle aule dei consigli comunali. È la sfida…

Tratto da Altreconomia 116 — Maggio 2010

L’educazione alla legalità democratica è il fine di “Avviso Pubblico”, associazione di enti locali nata nel 1996. A maggio la incontrate a Certaldo 

La lotta alle mafie e alla criminalità organizzata comincia nelle aule dei consigli comunali. È la sfida di Avviso Pubblico, “Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie” una rete di amministratori di Comuni, Province, Regioni e Comunità montane nata nel 1996 per promuovere azioni di prevenzione e contrasto all’infiltrazione mafiosa nel governo degli enti locali e per aggregare, tra questi ultimi, quelli che hanno manifestato o manifestano il loro interesse verso percorsi di educazione alla legalità democratica .
L’associazione in questi anni ha svolto diverse attività -anche in collaborazione con Libera di don Luigi Ciotti (vedi Ae114)- per la realizzazione di progetti finalizzati a promuovere la cittadinanza e la partecipazione tra i giovani: seminari, workshop, interventi nelle scuole, convegni, pubblicazione di atti e quaderni, documentazione. Attualmente Avviso Pubblico conta 170 soci, tra i quali una dozzina di Province e tre Regioni (Liguria, Puglia e Toscana).
Il presidente è, dal 2002, Andrea Campinoti: 39 anni, è sindaco del Comune di Certaldo (Fi), dove a maggio si terrà la seconda festa nazionale di Avviso Pubblico (vedi box). Nelle sue parole le finalità dell’associazione: “Nel nostro statuto è scritto chiaramente: promozione della legalità democratica. Il nostro impegno quindi è quello di diffondere  le buone pratiche delle amministrazioni locali in tema di mafie e criminalità organizzata. Non dimentichiamoci: l’anno della nascita di Avviso Pubblico, il 1996, è in piena Tangentopoli. Allora emerse subito la necessità per la politica di darsi nuova credibilità, individuando nella lotta alla mafia e alla corruzione il proprio elemento decisivo. Per fare questo lavoriamo su tre filoni: educare alla legalità e alla responsabilità nelle scuole e con la società civile, anche attraverso la creazione di strumenti di partecipazione che favoriscano la promozione della democrazia; rafforzare esperienze di contrasto alla criminalità -anche con sportelli antiusura e racket, e l’utilizzo di beni confiscati-; proporre al legislatore la modifica della normativa. Insieme a questo, lavoriamo costantemente sulla formazione degli amministratori”.
I Comuni in Italia sono però 8mila, eppure meno di 170 sono soci di Avviso Pubblico. Ci sono nomi significativi, come Locri (Rc), Corleone (Pa) o Niscemi (Cl), la Provincia di Napoli e quella di Reggio Calabria, ma mancano all’appello realtà importanti, come Palermo o Milano. “Quando divenni presidente i soci erano 50. Oggi il numero è in crescita, anche se in alcune aree del Paese c’è difficoltà ad ammettere l’esistenza sul proprio territorio del fenomeno mafioso. Un meccanismo di rimozione che costituisce un grosso errore poiché l’indifferenza su questi temi è una colpa. D’altra parte, lavoriamo con un numero di enti locali che è ben superiore al numero dei soci. Perché dire ‘aderisco ad Avviso Pubblico’ vuol dire anche esporsi molto, metterci la faccia. Anche se in pochi lo ricordano, in Italia centinaia di amministratori pubblici subiscono intimidazioni anche gravi nel più totale silenzio, solo perché fanno rispettare le regole degli appalti, tanto per fare un esempio”.

A 18 anni da Capaci, Certaldo
“Insieme per un impegno Comune”. Gli amministratori degli enti locali aderenti ad Avviso Pubblico danno appuntamento nella splendida cornice di Certaldo, in provincia di Firenze, per la seconda festa nazionale dell’associazione, dal 20 al 23 maggio 2010. Ricchissimo il programma (tutte le informazioni sono sul sito www.avvisopubblico.it).
Si comincia giovedì sera con il convegno “Mafia Export. Come Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra hanno colonizzato il mondo”. Venerdì mattina ci si sposta nell’auditorium delle scuole medie con la proiezione del documentario “Schiaffo alla mafia”, mentre la serata è dedicata alla presenza di mafie straniere e italiane in Toscana. Sabato pomeriggio (dopo l’intitolazione del centro polivalente alla memoria di Antonino Caponnetto) assemblea degli amministratori locali aderenti all’associazione, e in serata il convegno “L’antimafia sociale. Quando i cittadini e gli enti locali fanno la loro parte”. Domenica mattina passeggiata amatoriale dedicata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e in serata il convegno “Lo stato della lotta alla mafia a diciotto anni dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio” (23 maggio e 19 luglio 1992). Hanno confermato la presenza alla festa tra i relatori Francesco Forgione, PIetro Suchan, Ettore Squillace Greco, Enzo Ciconte, Pier Luigi Vigna, Angela Napoli, Rita Ghedini e Giorgio Pighi. Sono attesi  anche don Luigi Ciotti, Walter Veltroni, Nichi Vendola e Fabio Granata.

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