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Esteri / Approfondimento

Sequestrato in Senegal un carico milionario di munizioni di produzione italiana

Durante la perquisizione di una nave cargo partita da La Spezia le autorità di Dakar hanno individuato a metà gennaio tre container con munizioni militari prodotte dall’italiana Fiocchi per un valore di 4,6 milioni di euro. “Era tutto autorizzato”, sostiene l’azienda. Rete italiana pace e disarmo, Opal e Weapon watch chiedono chiarimenti e trasparenza alle autorità italiane

© Joe - Unsplash

Le autorità del porto di Dakar in Senegal hanno sequestrato nella metà di gennaio 2022 tre container di munizioni, per un valore pari a 4,6 milioni di euro, trovati a bordo di una nave cargo. Si tratterebbe di cartucce di calibro 9 millimetri per pistole e di 5,56 millimetri utilizzate per fucili d’assalto di fabbricazione occidentale prodotte dall’azienda italiana Fiocchi. Le riprese video del sequestro, diffuse sui social media, mostrano infatti diverse scatole con il logo dell’azienda di Lecco. Incluse quelle pubblicate da Sunufm.

La Rete italiana pace e disarmo, l’Osservatorio permanente sulle armi leggere (Opal), e Weapon watch hanno chiesto a stretto giro “a tutte le autorità italiane in materia di esportazioni di materiali d’armamento e di munizionamento militare e civile di fare immediatamente chiarezza e al Parlamento di richiedere con urgenza tutte le informazioni necessarie”. Esiste il rischio, secondo la Rete, di trovarsi davanti “a un traffico illecito di munizioni che vedrebbe implicata non solo una delle più note aziende italiane, ma le stesse autorità nazionali”.

Un’immagine del sequestro che mostra diversi scatoloni con il logo di Fiocchi

Il carico sarebbe stato individuato durante un’ispezione della nave cargo Eolika battente bandiera di Guyana. Secondo le informazioni ottenute da Vesselfineder, piattaforma che permette di monitorare gli spostamenti della marina sia civile sia militare, il cargo sarebbe partito dal porto italiano di La Spezia il 2 dicembre 2021 per poi dirigersi verso le coste atlantiche africane. Dopo aver sostato al porto di Las Palmas nelle Isole Canarie, la nave si è diretta in Senegal per rimanere ferma al largo del porto di Dakar per diversi giorni. “Questo comportamento ha allertato le autorità portuali -spiega ad Altreconomia Giorgio Beretta, analista di Opal-. È infatti nota la prassi di navi che si fermano in prossimità delle coste di un Paese per sbarcare materiali su natanti locali per traffici illeciti”. Dopo aver gettato l’ancora al porto di Dakar, l’imbarcazione è stata perquisita dalle autorità insospettite dalla mancanza di documenti di navigazione e trasporto marittimo attendibili. Durante le operazioni sono stati rinvenuti tre container contenenti munizioni militari di produzione Fiocchi. Secondo le dichiarazioni del capitano, attualmente in stato di fermo insieme agli altri membri dell’equipaggio, il carico sarebbe stato destinato alla Repubblica Dominicana. L’osservatorio Opal afferma però che “non risultano negli anni dal 2018 a 2020 autorizzazioni all’esportazione di munizionamento militare dall’Italia verso il Paese centroamericano. Le licenze potrebbero essere state rilasciate lo scorso anno e per questo è necessario che l’Unità per le autorizzazioni materiali d’armamento (Uama) e l’Agenzia della Dogane facciano chiarezza”. Altreconomia ha contattato Fiocchi sul punto per chiedere un chiarimento. Stefano Fiocchi, presidente della società, ha dichiarato che le munizioni in questione erano destinate in Repubblica Dominicana con regolari autorizzazioni rilasciate della Uama nel 2021

La Capitaneria di porto di La Spezia ci ha riferito inoltre che la nave Eolika avrebbe effettivamente imbarcato munizioni di piccolo calibro disponendo di tutte le autorizzazioni previste dalla legge. Tuttavia la Capitaneria non è stata in grado di specificare dettagli sulla destinazione del carico affermando come queste informazioni non fossero di loro competenza. Per le organizzazioni della società civile è fondamentale che la Capitaneria e le autorità del porto forniscano informazioni precise sulla natura delle munizioni, il calibro e la loro quantità. “Se l’esportazione è avvenuta su autorizzazione di Uama è comunque necessario chiarire tipologia, quantità, valore e soprattutto il Paese destinatario finale del carico di munizioni -continua Beretta-. Non è da escludere inoltre la possibilità che il comandante ucraino della nave abbia pensato di approfittare del carico di munizioni per fare affari con qualche trafficante in Senegal. Ma anche in questo caso vien da chiedersi perché sia stata scelta dagli spedizionieri questa nave cargo e quali controlli siano stati fatti in Italia riguardo al suo comandante e all’equipaggio”.


Il comunicato stampa di Fiocchi Munizioni Spa del 20 gennaio 2022

“Con riferimento ai fatti riportati da alcuni mezzi di informazione nazionali ed internazionali circa le problematiche concernenti una spedizione di munizioni attualmente ferma al porto di Dakar, Senegal, Fiocchi Munizioni S.p.A. (di seguito “Fiocchi”) comunica che la merce attenzionata è di propria produzione e dichiara la regolarità dell’operazione commerciale di propria competenza. Tale operazione, non diretta in Senegal bensì in Repubblica Domenicana, è stata oggetto di preventiva autorizzazione da parte delle Autorità italiane. Fiocchi ha commissionato il trasporto diretto a destino con previsione di scalo tecnico in Spagna e non ha ricevuto notifica preventiva dell’esigenza dello scalo a Dakar, di cui ad oggi ignora ancora le motivazioni. Fiocchi conferma pertanto la correttezza del proprio operato ed anzi lamenta un danno reputazionale ed economico ingente. Con l’obiettivo di risolvere la questione, Fiocchi ha già e tempestivamente allertato sia le Autorità nazionali competenti sia le Autorità diplomatiche in territorio senegalese richiedendo supporto. Fiocchi intraprenderà ogni opportuna azione ai fini di tutelare i propri interessi e diritti e diffida chiunque dalla diffusione di notizie false e non verificate tese a ledere la propria reputazione”.

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