Ambiente / Attualità

Salviamo i prati. Il festival a difesa della terra che unisce Torino a San Donato Milanese

Il 23 e 24 aprile il comitato “Salviamo i prati” della Borgata Parella di Torino ha organizzato un evento dal titolo “Tutti su(olo) per terra”. “Difendere il suolo non è difficile -spiegano i promotori: basta lasciarlo esistere”. Un’occasione di gemellaggio con altri territori a rischio cementificazione

L’11 aprile 2021 su Altreconomia raccontavamo la storia di Borgata Parella, alla periferia Ovest di Torino, dove il comitato Salviamo i prati tentava dal 2019 di salvaguardare una striscia di verde in mezzo ai palazzi e ai supermercati e dove era prevista l’edificazione di un palazzetto dello sport e uno studentato per le Universiadi 2025. A distanza di un anno il comitato può festeggiare una bella notizia: il pratone Parella, per ora, è salvo. È stato infatti stralciato dal Piano delle alienazioni attraverso il quale il Comune lo avrebbe venduto. “Riteniamo sia un ottimo segnale che ci incoraggia. Il pericolo sarà definitivamente scongiurato solo con una variante del Piano regolatore che stabilisca la destinazione a verde pubblico del pratone”, racconta Maria Cariota, portavoce del comitato.

“Potrebbe essere reinseirito nel Piano degli anni successivi ma diventa una cosa poco probabile che lo faccia questa amministrazione, sia perché non ci sarebbe poi il tempo per costruire gli studentati sia perché, da dichiarazioni fatte dalla vicesindaca Michela Favaro, la Giunta intende salvare l’area dalla cementificazione. Quindi lo stralcio è un’ottima notizia e definisce una posizione molto chiara dell’attuale amministrazione”, prosegue Cariota. La richiesta di cambio di destinazione è anche l’oggetto della Proposta di deliberazione di iniziativa popolare che è stata firmata da più di 2.000 torinesi: un’iniziativa coordinata da Salviamo i prati e che presto sarà discussa in Consiglio comunale.

Per sensibilizzare la città di Torino sul tema del consumo di suolo, il comitato Salviamo i prati di Parella ha organizzato per il 23 e 24 aprile un festival dal titolo significativo “Tutti su(olo) per terra”. Anche lo slogan che ne accompagna il lancio è evocativo: “Difendere il suolo non è difficile: basta lasciarlo esistere”. È ambientato a Torino, sul prato appena liberato da intenti edificatori, e vede il gemellaggio con chi porta avanti una battaglia simile.

Il comitato torinese si è infatti alleato con Salviamo il pratone di San Donato Milanese, che da anni porta avanti una campagna analoga alle porte di Milano. “A differenza del pratone di Torino, a San Donato Milanese c’è ancora molto da fare”, racconta Flavio Mantovani, co-fondatore del comitato nell’agosto 2020 insieme a Fabrizio Cremonesi, entrambi soci dell’associazione N>O>I – Network Organizzazione Innovazione, e Luca Colapaoli e Innocente Curci dell’Associazione GreenSando. “Siamo riusciti a portare il prato di San Donato tra i temi affrontati dai candidati sindaci: il 12 giugno di quest’anno si vota e quella data segna il destino di questo immenso spazio libero”.

Secondo Mantovani, se l’attuale amministrazione dovesse essere riconfermata, è certo che il pratone verrà asfaltato nonostante gli sforzi del comitato. Stiamo parlando di 92mila metri quadrati di terreno, nove campi da calcio. Uno spazio, però, non più pubblico: a San Donato sorge il quartier generale di Eni che lo ha messo in vendita già negli anni 90 e dopo vari passaggi di proprietà è arrivato nelle mani del gruppo Caltagirone, che attualmente possiede i diritti edificatori del 30% dello spazio e sui quali intende costruire cinque palazzine con 200 alloggi.

Il pratone di San Donato Milanese, che si inserisce nel Parco agricolo Sud di Milano, il più grande d’Europa, non è compreso nell’attuale Pgt (Piano di governo del territorio) del Comune ma la sua edificazione potrà essere approvata per mezzo di una variante. “Nel Pgt si usano parole quali riqualificazione e rigenerazione urbana. Però dire che il Pgt è green non è corretto, in quanto poi si fanno rientrare, per mezzo di varianti, progetti che esistevano prima dello strumento urbanistico in questione”, continua Mantovani. Come il progetto, ben più grande, che insiste sull’area San Francesco: quattro volte più estesa del Pratone di San Donato, si tratta di un’area circondata dagli svincoli delle tangenziali. Qui si vorrebbe realizzare un liceo sportivo e un palazzetto da 18mila posti (più parcheggio), “quando a 500 metri in linea d’aria, in zona Santa Giulia-Rogoredo, è stata già approvata la costruzione del futuro Palaitalia, palazzetto che verrà realizzato in occasione delle Olimpiadi 2026”, conclude Mantovani. “Con questo festival vogliamo che i beni pubblici si trasformino in beni di cittadinanza attiva, perché finché i cittadini non capiscono l’importanza di salvaguardare il suolo e gli spazi verdi non faremo lo scatto necessario per difenderli”.

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