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Cultura e scienza / Intervista

Piersandro Pallavicini. Il bello della chimica

Piersandro Pallavicini è docente all’Università di Pavia, dove fa ricerca nel campo della nanochimica inorganica - © Alessandro Levati

Qualità e debolezze della ricerca italiana viste dal docente di nanochimica inorganica. Che in Università -in crisi e senza giovani- scruta la materia che regola la vita

"Ah la chimica, ridono, quando spiego alla gente il lavoro che faccio. ‘La materia di cui a scuola non ho mai capito un’acca’. Perché sei fesso, mi verrebbe voglia di ribattere”. Piersandro Pallavicini è docente all’Università di Pavia, dove fa ricerca nel campo della nanochimica inorganica. “La chimica della bellezza” è il primo lavoro in cui coniuga i suoi due mestieri: scienziato e romanziere di successo. In esso, attraverso le vicende del suo alter ego, cui si deve la battuta iniziale di questa intervista, si ripercorrono molte tappe fondamentali della chimica recente e in particolare l’epopea della chimica supramolecolare (che quest’anno ha vinto il Nobel, peraltro come vaticinato proprio nel romanzo).

Che cosa distingue la chimica dalle altre scienze, la chimica supramolecolare in particolare, e perché questo atto di amore nei suoi confronti?
PP In esergo al libro c’è una frase di Roald Hoffmann (Nobel per la chimica nel 1981) che dice, più o

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