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Ambiente / Approfondimento

Nuove tratte e investimenti per il risveglio dei treni notturni in Europa

Nei primi anni Duemila l’offerta aveva subito una drastica riduzione a causa della concorrenza dei voli low cost. Recentemente si osserva un’inversione di tendenza e una domanda crescente di viaggiatori più attenti all’ambiente

Tratto da Altreconomia 265 — Dicembre 2023
© presse.oebb.at

Dopo nove anni di assenza, lunedì 11 dicembre un treno notturno tornerà a collegare le stazioni di Berlino e Parigi, con partenza prevista dalla capitale tedesca alle 20.18 e arrivo “sotto” la Tour Eiffel per le 10.30 del giorno dopo. “Il servizio è previsto per tre giorni a settimana e da ottobre 2024 diventerà quotidiano”, spiega ad Altreconomia Bernhard Reider, portavoce di Österreichische Bundesbahnen (Öbb, le ferrovie federali austriache) che gestirà il collegamento. Nello stesso periodo Öbb lancerà anche un secondo nuovo collegamento, sempre grazie ai treni “Nightjet”, tra Berlino e Bruxelles, con partenza prevista poco dopo l’ora di cena per raggiungere la capitale belga verso le dieci del mattino seguente.

Le due nuove linee vanno ad aggiungersi alle venti tratte internazionali notturne già attive e gestite dall’operatore austriaco che attraversano Germania, Svizzera, Italia, Slovacchia, Croazia, Slovenia, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca. “Nel 2022 abbiamo avuto circa 1,5 milioni di viaggiatori sui treni notturni -continua Reider-. Nel corso del 2023 questo numero potrebbe aumentare, ma non di molto: già oggi i nostri treni raggiungono tassi di prenotazione del 90% per le cuccette e i vagoni letto. Stiamo investendo 700 milioni di euro in nuovo materiale rotabile e abbiamo ordinato 33 nuovi treni che saranno introdotti progressivamente nella nostra flotta e che offriranno condizioni di viaggio migliori e più confortevoli”.

Oltre ai vagoni letto per una o due persone con servizi sanitari in camera e alle tradizionali cuccette a quattro posti, i “Nightjet” di nuova generazione offrono le più piccole “Mini cabin” e uno scompartimento senza barriere architettoniche che può accogliere fino a due persone su sedia a rotelle e due accompagnatori. Mentre nel “vagone multifunzionale” sono disponibili zone per riporre le biciclette, l’attrezzatura da sci e lo snowboard. “Entro i prossimi due anni andremo quasi a raddoppiare le dimensioni della nostra flotta e ci aspettiamo, di conseguenza, che cresca anche il numero di viaggiatori -spiega Reider-. Sempre più persone sono alla ricerca di un’alternativa sostenibile ai viaggi in auto o in aereo: il treno notturno rappresenta un’ottima soluzione e la domanda aumenta di anno in anno”.

Gli investimenti delle ferrovie austriache sono uno dei diversi segnali del ritorno dei treni notturni in Europa che fa seguito a un lungo periodo di abbandono: dall’inizio degli anni Duemila -a causa della concorrenza dei voli low cost e dell’alta velocità- un numero sempre maggiore di operatori ha progressivamente iniziato a ridurre questo tipo di offerta sia sul mercato interno sia per quanto riguarda i collegamenti internazionali; solo Öbb ha continuato a garantire questi ultimi.

Le componenti del prezzo medio del biglietto dei treni notturni in funzione della distanza percorsa (In chilometri)

Poul Kattler era un fedele utilizzatore della linea notturna che fino al dicembre 2014 collegava Copenaghen a Basilea: “Lo usavo per lavoro e non solo -ricorda- era sempre molto affollato. Eppure il gestore decise di cancellarlo perché non abbastanza redditizio e per concentrarsi sui treni ad alta velocità”. Da quel momento è diventato un attivista di “Back-on-track”, una campagna europea che chiede il miglioramento di questa rete di trasporto tra i diversi Stati dell’Ue e non solo: “I treni notturni non sono qualcosa di antiquato e da buttare ma un mezzo di trasporto che può continuare a svolgere un ruolo importante nella transizione ecologica”.

Il 2023 potrebbe essere stato l’anno della svolta. Lo scorso maggio ha fatto il suo debutto “European sleeper”, una compagnia ferroviaria fondata da due imprenditori olandesi (Elmer van Buuren e Chirs Engelsman) proprio con l’obiettivo di rilanciare questa forma di trasporto. La prima tratta è stata la Berlino-Bruxelles (costo del biglietto circa 120 euro per un posto in cuccetta) e il 10 ottobre la società ha annunciato per il 25 marzo 2024 il lancio di un nuovo collegamento, tre giorni a settimana, tra Bruxelles (partenza alle 19.22) e arrivo a Praga alle 11 del mattino successivo con tappe intermedie ad Amsterdam, Berlino e Dresda. “European Sleeper sta anche progettando un treno notturno invernale tra Amsterdam e le Alpi francesi, oltre a un servizio Amsterdam-Barcellona sostenuto dall’Unione europea che verrà lanciato nel 2025”, scrive il Guardian.

La campagna “Back-on-track” ha pubblicato una dettagliata mappa delle tratte ferroviarie coperte da treni notturni nell’Unione europea

L’esperienza di European sleeper non è isolata: anche i grandi operatori del trasporto su ferro hanno ricominciato a investire per ripristinare le tratte soppresse, potenziare quelle ancora esistenti e persino istituirne di nuove. A dicembre 2022 le Ferrovie ceche hanno deciso di ripristinare un collegamento tra Praga e Zurigo che era stato cancellato nel 2017. Mentre la Sncf, la rete ferroviaria francese, ha annunciato il ripristino della tratta notturna Parigi-Aurliac soppressa all’inizio degli anni Duemila.

Il “rilancio” dei treni notturni registrato a partire del 2020 “è avvenuto in parte in risposta alla crescente urgenza di passare a modalità di trasporto a basse emissioni di carbonio”, riporta la Federazione europea per il trasporto e l’ambiente (Transport&Environment, T&E), ma il problema principale sono i costi. “Sfortunatamente i prezzi dei biglietti restano elevati -commenta Victor Thévenet, coordinatore del settore ferroviario per T&E-. L’Ue sta sostenendo questo sviluppo ma è lenta nell’azione per renderli più economici, mentre il settore dell’aviazione continua a ricevere generosi sussidi dai governi”.

“L’Ue è lenta nel rendere più economici questi treni mentre il settore dell’aviazione continua a ricevere generosi sussidi dai governi” – Victor Thévenet

La struttura dei costi dei treni notturni è infatti svantaggiosa rispetto a quella di un volo low cost: trasportano un numero inferiore di passeggeri ed effettuano meno corse giornaliere rispetto a un “comune” treno diurno. Ci sono poi i costi legati alla sanificazione e alla pulizia degli ambienti, oltre a quelli del personale, più elevati a causa delle maggiorazioni previste per il lavoro notturno. A fronte di questa situazione, T&E chiede interventi precisi alle istituzioni europee: “Azzeramento dell’Iva per i treni transfrontalieri e una riduzione delle tariffe di accesso ai binari che, attualmente, possono variare anche molto da un Paese all’altro: questi provvedimenti permetterebbero di ridurre significativamente il costo dei biglietti”, elenca Thévenet. Interventi che la Federazione ha raccomandato in vista della pubblicazione delle linee guida sui costi dei viaggi in treno che la Commissione europea deve elaborare entro la fine del 2023.

Lo studio del giugno 2023 “All aboard – travelling Europe by night”, realizzato da T&E, stima che con questi provvedimenti il prezzo di un biglietto lungo la tratta Amsterdam-Madrid potrebbe ridursi di 65 euro. Complessivamente lo studio ha esaminato sette linee transfrontaliere in Europa e ha dimostrato che piccole modifiche alle modalità potrebbero ridurre i prezzi dei biglietti in media del 15%, per i viaggiatori d’affari, i singoli e le famiglie. “Poiché un numero sempre maggiore di aziende cerca di ridurre le emissioni dei viaggi dei dipendenti, sarà fondamentale che quelli in treno siano più accessibili anche per chi si sposta per affari -continuano da T&E-. Sulla tratta Napoli-Berlino, ad esempio, sarebbe possibile risparmiare fino a 163 euro, ovvero il 24% del prezzo di partenza”. Mentre per una famiglia di quattro persone che viaggia lungo la stessa tratta i costi si ridurrebbero del 15% (167 euro in meno). Oltre al fascino e alla comodità di questa forma di trasporto non bisogna poi trascurare l’impatto positivo che una crescita della rete dei collegamenti notturni può avere sull’ambiente in termini di riduzione delle emissioni. “Lo sviluppo di carburanti puliti può rappresentare una soluzione per decarbonizzare il trasporto aereo, ma non sarà sufficiente -continua Thévenet-. Il trasporto su rotaia, diurno e notturno, è una delle soluzioni”.

Se venisse azzerata l’Iva per i treni transfrontalieri e si riducessero le tariffe di accesso ai binari si otterrebbe una riduzione media del prezzo del biglietto per i viaggiatori del 15%. La stima è contenuta in uno studio di T&E del giugno 2023

L’Italia, in questo quadro, presenta una situazione particolare come spiegano Davide Grisafi, referente della campagna “Back-on-track” per il nostro Paese e Massimo Ferrari, presidente nazionale dell’associazione Utenti del trasporto pubblico: gli Intercity notte di Trenitalia collegano già diverse città del Nord (Torino, Milano, Trieste e Venezia) con località del Mezzogiorno (Lecce, Palermo, Reggio Calabria) passando per Roma per un totale di venti treni al giorno più quattro periodici nel fine settimana. “L’Italia ha mantenuto e migliorato le connessioni tra il Nord e il Sud del Paese, ma sulle tratte internazionali notturne siamo praticamente isolati -spiegano-. Il collegamento tra Milano e Vienna è gestito da Öbb, mentre la tratta notturna tra Venezia, Milano e Parigi, esercitata dalla società Thellò, è stata soppressa dopo il Covid-19”. Ed è proprio sul ripristino di questa linea che gli attivisti di “Back-on-track” e di Utp si stanno concentrando: “La rete dei treni notturni dovrebbe servire anche a mettere in collegamento a prezzo accessibile, località che vengono trascurate dalle linee aeree -continuano Grisafi e Ferrari-. Una linea tra Venezia e Parigi permetterebbe ai viaggiatori di fare tappa in diverse città d’arte e territori di particolare interesse come i Colli euganei, il lago di Garda o le Dolomiti. La possibilità di trasportare le biciclette, inoltre, può favorire il turismo lento”. Un tema che è al centro di una mozione -approvata nel 2021 dal Consiglio regionale del Veneto- che impegna la Giunta a ripristinare questo collegamento “a vantaggio dell’economia e del turismo delle città d’arte del Veneto e dei suoi territori”.

“In Italia la rete dei treni notturni dovrebbe servire anche a mettere in collegamento a prezzo accessibile, località che vengono trascurate dalle linee aeree” – Grisafi e Ferrari

Contattata da Altreconomia, Trenitalia ha fatto sapere che “non sono previste nuove destinazioni internazionali nel breve termine, tuttavia, non si esclude che si possano prevedere sviluppi nei prossimi anni”. Importanti investimenti, invece, sono stati annunciati lo scorso agosto: grazie alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è stato siglato un contratto da 140 milioni di euro per la costruzione di 70 carrozze da destinare agli “Intercity notte” da e per la Sicilia.

Le nuove vetture, si legge sul sito della società dovranno essere messe a disposizione dei viaggiatori entro giugno 2026: “L’attuale investimento è parte di uno ancora più ampio, di circa 200 milioni, assegnati nell’ambito del Pnrr, per rinnovare le carrozze notte e acquistare sette treni ibridi da utilizzare per i collegamenti Intercity sulla linea Ionica, da Taranto a Reggio Calabria. Inoltre, il contratto sottoscritto prevede la possibilità di acquisto fino a un totale di 370 nuove carrozze notte per un valore totale di circa 730 milioni di euro”.

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