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Esteri / Attualità

Monitor, osservatorio sul mondo (dicembre 2023)

In Sudan si intensificano le violenze sui civili. Stop al primo progetto per il nucleare “di piccola scala” negli Stati Uniti. Le proteste dei lavoratori europei contro la logistica della guerra di Israele. Uno studio del World weather attribution imputa al cambiamento climatico la siccità che da tre anni colpisce il Medio Oriente

Tratto da Altreconomia 265 — Dicembre 2023
Clementine Nkweta-Salami, coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite per il Sudan © flickr.com/photos/ecsp/

Le violenze sui civili in Sudan si aggravano
Africa

La violenza contro i civili in Sudan sta “rasentando la malvagità pura”. A lanciare l’allarme è Clementine Nkweta-Salami, coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite per il Paese dove, dallo scorso aprile, è in corso un conflitto tra l’esercito regolare e le Rapid support forces (Rsf). “Continuiamo a ricevere notizie terribili di violenze sessuali e di genere, sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie e gravi violazioni dei diritti umani e dei bambini”, ha dichiarato Nkweta-Salami in una conferenza stampa a inizio novembre. Ha poi aggiunto che circa 25 milioni di persone hanno bisogno di aiuto umanitario e che più del 70% delle strutture sanitarie nelle aree di conflitto sono fuori servizio, con conseguenti epidemie di colera, dengue, malaria e morbillo ed elevati livelli di malnutrizione tra i bambini. Il timore, scrive Al Jazeera, è che nel Paese -e in particolare nella regione del Darfur- vengano commessi omicidi e stragi su base etnica come era già avvenuto
a seguito del conflitto dei primi anni Duemila.


In Amazzonia rallenta la deforestazione
America Latina

La distruzione della foresta amazzonica brasiliana registra un significativo rallentamento: tra luglio 2022 e agosto 2023 è diminuita del 22,3%, raggiungendo il suo valore minimo degli ultimi cinque anni. Lo rivela il rapporto annuale dell’Istituto nazionale brasiliano per la ricerca spaziale (Inpe) pubblicato a novembre. La notizia segna una prima vittoria per il presidente Luiz Inácio Lula da Silva, che aveva fatto della protezione dell’Amazzonia uno dei temi centrali della sua campagna elettorale, scrive Le Monde. Gli interventi messi in atto dalle autorità per evitare le operazioni di disboscamento illegali hanno permesso di evitare l’emissione in atmosfera di 133 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Gli Stati in cui si sono registrati i miglioramenti più significativi sono quelli di Para, Rondonia e Amazonas. Mentre nel Mato Grosso, il principale produttore di soia, la deforestazione è cresciuta del 9%. Nonostante il buon risultato, però, la più grande foresta pluviale del mondo ha comunque perso novemila chilometri quadrati: un’area pari alle dimensioni dell’isola di Cipro.

© freepick.org

Il cambiamento climatico dietro la siccità in Siria e Iran
Medio Oriente

La grave siccità che dal luglio 2020 interessa Siria, Iraq e Iran non si sarebbe verificata senza lo stravolgimento globale del clima causato dalle attività umane. È la conclusione di uno studio della World weather attribution pubblicato l’8 novembre. I ricercatori hanno esaminato le temperature, le precipitazioni e i livelli di umidità della regione e confrontato quanto accaduto negli ultimi tre anni con molteplici simulazioni al computer delle condizioni in un mondo senza cambiamenti climatici causati dall’uomo.

Se da un lato non c’è stata una riduzione significativa delle precipitazioni (che sono state scarse, ma non troppo rare) dall’altro l’evaporazione dell’acqua da laghi, fiumi e zone umide “è stata molto più alta di quanto sarebbe stata in assenza di temperature così elevate”, ha spiegato la ricercatrice Friederike Otto. La conclusione è inequivocabile: si tratta di un caso in cui il climate change “ha intensificato in modo innaturale le normali condizioni di siccità della regione, trasformandole in una crisi umanitaria che ha lasciato le persone senza cibo e acqua, costringendole a lasciare le proprie case”, si legge nella ricerca. “Finché continueremo a bruciare combustibili fossili o a concedere nuove licenze per l’esplorazione di giacimenti di petrolio e gas, questo tipo di eventi non potrà che peggiorare -conclude Otto-. Questo non è un problema solo per alcune parti del Pianeta, ma per tutti”.


Tra ottobre 2022 e ottobre 2023 la temperatura media globale è stata di 1,32 gradi superiore rispetto a quella del periodo pre-industriale, secondo le stime del centro di ricerca statunitense Climate Central.


Giornalista filippino ucciso in diretta
Asia

Il 5 novembre il conduttore radiofonico filippino Juan Jumalon (noto come dj Johnny Walker) è stato ucciso con un colpo di pistola mentre stava trasmettendo in diretta. Si tratta del quarto cronista assassinato nel Paese dal giugno 2022, quando si è insediato il nuovo presidente Ferdinand Marcos Jr. A fine maggio 2023 era stato assassinato Cresenciano Aldovino Bunduquin, noto giornalista radiofonico.

© Human Rights Watch

The Middle East’s play to rule global sports” è il titolo di un longform pubblicato il 7 novembre dal Washington Post. Indaga le strategie messe in atto da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar.


I lavoratori europei contro la logistica della guerra di Israele
Europa

Tra fine ottobre e la prima metà di novembre in diversi Paesi europei si sono registrate manifestazioni e prese di posizione per fermare l’export di armi verso Israele e chiedere il cessate il fuoco immediato. A Rochester, nel Regno Unito, il 10 novembre circa 400 persone hanno bloccato l’ingresso dello stabilimento della società aerospaziale Bae System (che fornisce componenti ai jet militari israeliani utilizzati per bombardare Gaza) chiedendo “la fine della complicità del governo britannico nei crimini di guerra commessi in Palestina”. Il 31 ottobre i sindacati belgi del settore dei trasporti hanno invitato i loro iscritti a rifiutarsi di scaricare le attrezzature militari destinate a Tel Aviv: “Mentre in Palestina è in corso un genocidio, i lavoratori di vari aeroporti del Belgio vedono spedizioni di armi in direzione della zona di guerra -si legge nel comunicato congiunto-. Come sindacati siamo al fianco di coloro che si battono per la pace”. Il 6 novembre l’Organizzazione degli scaricatori portuali di Barcellona -il più rappresentativo tra i 1.200 lavoratori del comparto- ha deciso di “non consentire le attività delle navi contenente materiale bellico per proteggere la popolazione civile, indipendentemente dal territorio”.

© twitter.com/Workers4Pal

 Secondo le stime delle Nazioni Unite, al 10 novembre i decessi nella Striscia di Gaza sono stati 11.087. Il 68% sono donne e bambini


Si ferma il “nucleare di piccola scala”
Stati Uniti

L’unica azienda statunitense ad avere ottenuto l’approvazione per l’attivazione di una piccola centrale nucleare modulare (Small modular reactor, Smr) ha cancellato il progetto a causa dell’aumento dei costi. A dare la notizia, lo scorso 8 novembre, è stata la stessa NuScalePower. Secondo quanto riferisce l’agenzia Reuters, la società aveva pianificato di sviluppare un progetto a sei reattori da 462 megawatt che sarebbe dovuto entrare in funzione nel 2030. Per realizzarlo era stata inizialmente prospettata una spesa pari a 3,6 miliardi di dollari, in parte coperti da finanziamenti del governo. Una cifra che invece nel 2021 aveva già raggiunto i 9,3 miliardi. Nonostante la battuta d’arresto di NuScalePower, il Dipartimento per l’energia statunitense ha confermato di voler continuare a “fare tutto il possibile” per diffondere queste tecnologie.

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