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Le sfide delle economie trasformative a vent’anni dal Forum sociale di Firenze

L’11 novembre la Rete italiana economia solidale organizza un incontro con le realtà impegnate nel promuovere forme “altre” di economia, di commercio e di finanza. “Dobbiamo rimetterci in gioco alla luce di un contesto geopolitico completamente diverso e trovare una voce comune”, spiega Jason Nardi

Un’altra economia è possibile? È la ricerca di questa risposta che sta alla base dell’incontro “Sfide delle economie trasformative per costruire comunità solidali” organizzato dalla Rete italiana economia solidale (Ries) in programma a Firenze venerdì 11 novembre dalle ore 12. Né la data né il luogo sono casuali: vent’anni fa esatti nel capoluogo toscano si è svolta infatti la prima edizione del Forum sociale europeo. Una ricorrenza che una rete di organizzazioni e movimenti sociali europei ricordano con l’iniziativa 2022Firenze in programma dal 10 al 13 novembre. Un appuntamento ricco di significati anche per il mondo dell’economia solidale, proiettato però sull’oggi: “Molte delle iniziative attualmente attive in Italia hanno avuto nel Forum del 2002 un luogo di riconoscimento e di crescita: penso ad esempio ai Gruppi d’acquisto solidale che all’inizio degli anni Duemila si stavano strutturando e da cui sono poi nate altre realtà, come ad esempio i Distretti di economia solidale -spiega Jason Nardi, presidente della Ries-. Per questo ci sembrava importante tornare a confrontarci su questi temi alla luce dei molti cambiamenti avvenuti negli ultimi vent’anni. L’incontro vuole essere un’occasione per fare il punto su ‘dove siamo’ e per guardare a queste iniziative con una prospettiva di scala per capire come diffonderle ulteriormente e come ‘contaminarci’ ancora di più tra noi”.

L’incontro vuole essere un momento per “ri-connettersi e ri-conoscersi” dopo due anni difficili ed è rivolto a tutte le realtà che stanno promuovendo forme di economia “fuori mercato” e di altro mercato, di finanza solidale, di comunità di pratica e di cura, di beni comuni e di giustizia sociale. Tante realtà diverse per statuto, attività, finalità e organizzazione che però possono essere riunite sotto un comune denominatore: l’essere “economie trasformative”, capaci cioè di portare avanti idee diverse su come fare economia, commercio e finanza. “E che non si limitano a mettere una pezza ai danni provocati dal sistema di mercato -sottolinea Nardi-. Ma ci mostrano concretamente in che modo è possibile riappropriarsi di una sovranità (che non è sovranismo) sui modi di produzione e di consumo”.

Un confronto plurale, dunque, perché ci sono tanti approcci diversi, accomunati da valori condivisi (da cui ripartire) e che permettono di perseguire una visione di futuro condivisa, anche in tempi drammatici come quelli odierni, tra la minaccia di guerra nucleare, l’aumento drammatico delle povertà e delle disuguaglianze, le emergenze quotidiane ambientali e sociali della crisi eco-climatica, la riduzione degli spazi democratici.

L’incontro di Firenze, spiega ancora Nardi, si inserisce all’interno di un percorso di riflessione che Ries ha avviato negli ultimi mesi “ripartendo dalla nostra carta dei principi e inserendola in un contesto geopolitico che è completamente diverso da quello di vent’anni fa”. La finanziarizzazione dell’economia, la crescente concentrazione delle risorse, il ruolo sempre più debole delle istituzioni democratiche e la sproporzione di mezzi e potere del mercato globalizzato rispetto all’economia reale impone anche al mondo dell’economia solidale una riflessione. “Dobbiamo alzare il tono e la nostra capacità di incidere, per non essere più una nicchia -rilancia Jason Nardi-. In un momento storico in cui c’è molta più attenzione ai nostri temi, ma al tempo stesso anche una maggiore rassegnazione dobbiamo rimetterci in gioco. E per farlo dobbiamo innanzitutto unire le forze tra i vari movimenti cerando di avere una voce comune che possa essere ascoltata”.

Ma le sfide per il mondo dell’economia solidale non sono finite: c’è l’esigenza di ripensare al proprio rapporto con le istituzioni e la politica, oltre all’emergenza climatica ed ecologica che impone di costruire pratiche locali che possano costruire un reale cambiamento dal basso: “Occorre fare un passo avanti dal punto di vista delle pratiche: ad esempio nella produzione e distribuzione di energia elettrica attraverso le comunità energetiche rinnovabili gestite però con criteri solidali e mutualistici -spiega Nardi-. Per questo è fondamentale avere un’interlocuzione con la politica a tutti i livelli”. Ultimo tema al centro dell’incontro di venerdì saranno i rapporti internazionali: “Avremo per ospiti delegati da Tunisia, Marocco e Algeria con cui stiamo collaborando per una visione comune dell’economia sociale e solidale che ci permetta di favorire gli scambi di esperienze e di saperi e costruire una comunità ed economie inclusive e che rafforzano la società civile”.


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