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La trappola delle sigarette elettroniche. L’Oms ne denuncia i danni, specie sui minori

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità le e-cigarette promosse dalle aziende come strumento per ridurre i danni da fumo e aiutare a smettere hanno effetti dannosi sulla salute ed esercitano una forte attrattiva sui minorenni. I governi dovrebbero vietarne gli aromi e uniformarne la tassazione agli altri prodotti del tabacco

© gabriel-ramos - Unsplash

I governi e i decisori politici devono intervenire con urgenza per regolare le sigarette elettroniche (e-cigarette), proteggere bambini e non fumatori e ridurre i loro impatti sulla popolazione. Se da un lato, infatti, non esistono evidenze dell’efficacia delle e-cigarette nell’aiutare a smettere di fumare, dall’altro stanno emergendo sempre più prove dei loro effetti dannosi sulla salute.

Lo afferma l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) mettendo in guardia rispetto ai rischi dei prodotti “senza tabacco” che vengono invece promossi dalle aziende come metodo per smettere di fumare e ridurre i danni da fumo, risultando estremamente attrattivi per i minori. “I bambini vengono reclutati e intrappolati in età precoce all’uso delle sigarette elettroniche e possono di conseguenza diventare dipendenti dalla nicotina -ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms-. Esorto i Paesi a mettere in atto misure rigorose per prevenire l’uso di questi prodotti e per proteggere i loro cittadini, soprattutto i più giovani”. 

Le e-cigarette sono dispositivi elettronici in grado di produrre un aerosol a partire da un liquido, talvolta aromatizzato e che può contenere o meno nicotina. A questi prodotti si aggiungono le loro versioni usa e getta, dette anche puff bar, che sono pensate per essere consumate e sostituite nel giro di pochi giorni. Secondo l’Oms le sigarette elettroniche contenenti nicotina creano una forte dipendenza e sono dannose per la salute e sebbene i loro effetti a lungo termine non siano del tutto noti, è stato stabilito che il loro fumo contiene sostanze tossiche, alcune delle quali note per causare il cancro e altre per aumentare il rischio di disturbi cardiaci e polmonari. L’uso delle sigarette elettroniche può anche influire sullo sviluppo del cervello e portare a disturbi dell’apprendimento nei giovani mentre l’esposizione in gravidanza può avere un impatto negativo sullo sviluppo del feto. Infine, anche chi non le utilizza può essere esposto agli effetti del fumo passivo. Preoccupazioni che sono condivise anche dalla Fondazione per la ricerca sul cancro (Airc). 

“Le sigarette elettroniche si rivolgono ai bambini attraverso i social media e gli influencer, anche grazie a una gamma di oltre 16mila ‘gusti’. Alcuni di questi prodotti utilizzano personaggi dei cartoni animati e hanno un design elegante e aggressivo, che attrae le giovani generazioni. Si registra un allarmante aumento dell’uso di questi prodotti tra i bambini e i giovani, con tassi di utilizzo maggiori rispetto a quelli degli adulti in molti Paesi”, ha aggiunto Ruediger Krech, medico e direttore dell’Oms per la Promozione della salute. Secondo l’Organizzazione, infatti, i minorenni tra i 13 e i 15 anni tendono a utilizzare la sigaretta elettronica con frequenza maggiore degli adulti in tutti gli Stati esaminati. Ad esempio, in Canada il tasso di utilizzo di questi prodotti nella fascia di età tra i 16 e i 19 anni è raddoppiato tra il 2017 e il 2022 mentre nel Regno Unito il numero di utilizzatori giovani è triplicato negli ultimi tre anni.

Una situazione simile si ritrova anche in Italia dove, secondo i dati Istat, il numero di over 14 che fumano la sigaretta elettronica è raddoppiato dal 2014 al 2021. In particolare, nel 2021 il 2,8% dei minorenni ha affermato di usare questi prodotti, nonostante il divieto di vendita stabilito dalla legge, mentre la maggiore popolarità si riscontra nella fascia d’età tra i 18 e i 34 anni dove è utilizzata dal 5% della popolazione. In generale 34 Paesi vietano la vendita di sigarette elettroniche, 88 non hanno stabilito un’età minima in cui possono essere acquistate e altri 74 non impongono alcuna regolamentazione per questi prodotti. 

“Anche una breve esposizione a contenuti relativi alle sigarette elettroniche sui social media può essere associata a una maggiore intenzione di utilizzare questi prodotti e a un atteggiamento più positivo nei loro confronti. Gli studi hanno dimostrato che i giovani che utilizzano le e-cigarette hanno quasi tre volte più probabilità di fumare i prodotti a tabacco ‘tradizionale’ più avanti nella vita. Sono necessarie misure urgenti per prevenire il loro utilizzo e e contrastare la dipendenza da nicotina, insieme a un approccio globale al controllo del tabacco e alla luce delle circostanze nazionali”.

© Oms su Facebook

Secondo l’Oms i Paesi che hanno vietato le e-cigarette dovrebbero rafforzarne il divieto tramite interventi di controllo e investimenti nella salute pubblica mentre quelli che ne permettono la commercializzazione come beni di consumo devono puntare a ridurne l’attrattiva verso i minorenni. Iniziando da un divieto totale sugli aromi, dal limitare la concentrazione di nicotina dei liquidi utilizzati e dall’adeguare la loro tassazione a quella degli altri prodotti da fumo.

“L’industria del tabacco trae profitto dalla distruzione della salute e utilizza questi nuovi prodotti per sedersi al tavolo delle politiche con i governi e fare pressione contro le norme sanitarie. Il settore finanzia e diffonde prove false per affermare che le e-cigarette riducono i danni da fumo, mentre allo stesso tempo le promuove ai bambini e ai non fumatori e continua a vendere miliardi di sigarette -ha concluso l’Oms-. È necessaria un’azione forte e decisa per impedire l’adozione delle sigarette elettroniche, sulla base del crescente numero di prove del loro uso da parte di bambini e adolescenti e dei danni alla salute”. 

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