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Diritti / Genova 2001 lo speciale

La polizia si è sempre sottratta al confronto

Il corteo dei migranti, che si è svolto giovedì 19 luglio e a cui hanno partecipato circa 50mila persone. I manifestanti cattolici della Rete Lilliput con le mani dipinte di bianco © Manuel Vignati

Il racconto di un incontro inatteso, nel 2002, a Genova, tra un gruppo di persone che si trovavano nella scuola Diaz e alcuni rappresentanti del sindacato di polizia. Un tentativo di apertura a un dialogo che non si è mai concretizzato

Tratto da Altreconomia 239 — Luglio/Agosto 2021

Era passato appena un anno dall’infernale notte della Diaz quando ci ritrovammo -una decina su 93- di nuovo a Genova. Nemmeno ci conoscevamo fra di noi. Ci incontrammo la sera prima del convegno in una pizzeria nella zona del porto: una cena, un saluto, una scoperta reciproca, una rievocazione a mezze parole del pestaggio subìto e di quanto seguì, tutto in un clima sereno, affettuoso, ma certo non di festa. Non c’era nulla da celebrare, semmai da prepararsi -un po’ stupiti di noi stessi- al convegno della mattina dopo. 

Noi, un pugno di reduci della “notte dei manganelli”, a raccontarci e a confrontarci in pubblico con un manipolo di poliziotti: un paio indicati nel programma ufficiale, qualche altro presente in via informale. Non erano quei poliziotti, bensì agenti non coinvolti nei fatti e legittimati dal ruolo sindacale a parlare di un evento sconvolgente e ancora scottante. Ma erano pur sempre poliziotti. Noi e loro, insieme a discutere di quanto er

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