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La Lombardia, laboratorio della lotta alle mafie dove resiste l’omertà

Dalla scuola al mondo dell’arte si è radicata una cultura della legalità. Sono poche le denunce dal settore delle professioni. La rubrica di Pierpaolo Romani (Avviso Pubblico)

Tratto da Altreconomia 235 — Marzo 2021
© LIbera

Qual è lo stato dell’azione antimafia in Lombardia? A questa impegnativa domanda ha cercato di rispondere il terzo rapporto promosso da Regione Lombardia e Polis, redatto dall’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano, sotto la regia del professor Nando dalla Chiesa. Il rapporto si è proposto di studiare la diffusione e le caratteristiche dell’impegno antimafia analizzando con particolare attenzione quattro ambiti: quello della scuola, quello politico-istituzionale, quello dell’economia, del lavoro e delle professioni e, da ultimo, quello dell’arte e della comunicazione. Pur con delle sensibili differenze tra gli ambiti citati, e al loro stesso interno, nel rapporto si legge che in Lombardia vi è stato un passaggio “da un’originaria condizione di inconsapevolezza all’assunzione di un’autentica funzione di laboratorio” nella lotta alle mafie a livello nazionale. Nelle 279 pagine in cui si articola lo studio, si evince come storicamente il mondo della scuola, già dagli anni Ottanta del Novecento, sia stato quello che prima e più di tutti si è speso per promuovere la conoscenza del fenomeno mafioso e diffondere la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile. Passi significativi sono stati compiuti anche nel contesto istituzionale.

113.187: sono le Segnalazioni di operazioni sospette (Sos) ricevute dalla Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia (Uif) nel 2020. L’aumento è del 7% rispetto all’anno precedente. La Lombardia è al primo posto della classifica con 19.632 segnalazioni

A livello regionale sono state approvate specifiche leggi e provvedimenti -come la legge sull’educazione alla legalità e provvedimenti per favorire l’utilizzo dei beni confiscati-, è stata istituita una commissione regionale antimafia, è aumentato il numero dei Comuni aderenti ad “Avviso Pubblico” e i corsi di formazione per gli amministratori locali, è stata svolta un’azione di prevenzione importante su Expo 2015. Elementi di criticità si notano nell’ambito economico e delle professioni dove ancora oggi, a fronte di un’evidente azione aggressiva delle mafie, in particolare della ‘ndrangheta, l’impegno che si riscontra non appare propriamente adeguato. Nel rapporto, infatti, si legge che a fronte “dell’impegno di alcune strutture di rappresentanza economica nel promuovere una adeguata cultura della legalità non corrisponde, scendendo verso i livelli locali dell’agire d’impresa, un’altrettanta sensibilità” e questo è testimoniato anche dalla mancanza di ricadute concrete che erano attese dopo la firma di specifici protocolli d’intesa nonché dal fallimento di sportelli antiracket e antiusura dovuti, in questo caso, alla scarsità di risorse finanziarie stanziate e di professionalità impiegate. Pur essendo ormai accertato da tempo il radicamento della presenza mafiosa sul territorio e nell’economia lombarda, ancora oggi poche sono le denunce degli imprenditori, dei commercianti, degli artigiani e dei liberi professionisti.

Una percezione errata del fenomeno, l’abbassamento dell’etica pubblica, la paura, la complicità e la connivenza, sono elementi che ancora oggi incidono negativamente nel contrasto alle mafie. Preoccupa l’ampliarsi del consenso e della legittimazione sociale verso le cosche in Lombardia, come ha denunciato Alessandra Dolci, coordinatrice della Direzione distrettuale antimafia di Milano. Alcuni ‘ndranghetisti sono stati chiamati a dirimere questioni non solo d’affari ma anche private, tra persone e famiglie. In conclusione: l’azione antimafia è cresciuta e migliorata in Lombardia. Ma molto resta ancora da fare. Il rapporto contiene suggerimenti concreti e importanti.

Pierpaolo Romani è coordinatore nazionale di “Avviso pubblico, enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie

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