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Finanza / Opinioni

Il nesso tra la dipendenza dal gas Usa e gli accordi con l’Arabia Saudita

Giorgia Meloni incontra il principe ereditario e primo ministro dell’Arabia Saudita, Mohamed bin Salman, durante una visita nel Paese il 26 gennaio 2025 © governo.it

Entrambi aumentano il potere e l’influenza delle Big three e della super finanza americana. A scapito degli interessi italiani. La rubrica di Alessandro Volpi

Tratto da Altreconomia 279 — Marzo 2025

Il 2024 è stato l’anno record per le importazioni di gas “naturale” liquefatto (Gnl) dagli Stati Uniti verso l’Europa e in particolare verso l’Italia e la Germania. Ormai oltre il 50% del Gnl importato nel Vecchio continente viene dagli Stati Uniti che hanno sostituito le forniture di gas metano e stanno praticando prezzi particolarmente alti, frutto delle speculazioni finanziarie operate, in primis, dai grandi fondi americani. Alle spalle delle compagnie energetiche americane, possedute dalle Big three (BlackRock, Vanguard e State Street) si colloca il Gnl proveniente dalla Norvegia e dalla Russia.

Nel secondo caso, è evidente il contrasto con le sanzioni che in pratica si traducono soltanto in un aumento dei prezzi dello stesso gas, con palesi benefici per la Russia e altrettanto chiari danni per l’Europa: effetti negativi che cresceranno con le politiche trumpiane di avvicinamento alla Russia di Vladimir Putin proprio per tenere alti i prezzi internazionali del gas.

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