Una voce indipendente su economia, stili di vita, ambiente, cultura
Diritti / Opinioni

Il neoliberismo dispensa pessime ricette

Condizionalità e austerity imposte ai Paesi a basso reddito e poi al mondo hanno fatto strame della salute e del Pianeta. Chi è in debito con chi? La rubrica di Nicoletta Dentico

Tratto da Altreconomia 254 — Dicembre 2022
© Geneva global health hub

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha appena licenziato la “bozza zero concettuale” di testo del Trattato pandemico, deciso all’unanimità un anno fa durante una sessione speciale dell’Assemblea. Un documento a cui sono rivolti l’impegno e l’attenzione della comunità sanitaria globale. C’è molta agitazione nell’aria e anche un bel po’ di confusione. I delegati sono chiamati a negoziare il trattato entro il 2024 e nel frattempo a svolgere la revisione dei Regolamenti sanitari internazionali, gli strumenti vincolanti dell’Oms già in vigore per gestire le emergenze sanitarie. Come era prevedibile i due processi si sovrappongono e competono fra loro, sicché le minuscole delegazioni dei Paesi del Sud del mondo hanno il respiro corto e faticano non poco. Ma la consegna è chiara: avanti a tutta velocità. 

Quale che sia l’esito di tutto questo negoziare, ora che l’Oms è alle prese con “prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie” è il momento di affrontare argomenti mai discussi prima. Ad esempio? La giustizia finanziaria per la salute, senza la quale non c’è preparazione pandemica che tenga.

“Geneva global health hub” (G2H2), una coalizione di circa 50 realtà della società civile internazionale, ha preso di petto la questione in un rapporto uscito a novembre. Il report liquida subito il Fondo pandemico: l’ennesimo dispositivo globale ideato dal G20, amministrato dalla Banca mondiale con la “generosità” ingessata dei Paesi donatori, che già faticano a racimolare gli insufficienti 10,5 miliardi di dollari previsti. Di contro, riprende con numeri e statistiche le inequivocabili lezioni della pandemia, con un esercizio di economia politica che offre un quadro complesso della fragile situazione sanitaria.

Decenni di ricette neoliberiste volute dalle istituzioni finanziarie internazionali, infarcite di condizionalità e austerity ai Paesi in via di sviluppo (dagli anni Ottanta) e a tutto il mondo dopo la crisi finanziaria del 2008, hanno fatto strame della salute. Con 37 miliardi di tagli alla sanità, lo abbiamo vissuto anche in Italia. Le stesse misure sono state riproposte durante la pandemia con dati agghiaccianti: circa 134 Stati hanno ridotto la spesa pubblica nel 2021 e si stima che 143 saranno inchiodati dall’austerity entro il 2023. L’85% della popolazione globale (6,7 miliardi di persone) dovrà convivere con la contrazione della spesa pubblica. Questo significa privatizzazione della salute e aumento delle disuguaglianze. Intanto la Banca mondiale calcola tra i 75 e i 95 milioni il numero di persone spinte verso la povertà estrema nel 2022.

Se nel 2020 il G20 e le istituzioni finanziarie avessero cancellato il debito estero dei 76 Paesi a più basso reddito sarebbe stato possibile “liberare” 40 miliardi di dollari. Includendo anche il 2021 si sarebbe arrivati a 300 miliardi. Fonte: Debt Justice

Che dire poi della crisi del debito, pronta a esplodere? Il Covid-19 è arrivato in una congiuntura finanziaria abrasiva per i Paesi indebitati, la situazione è solo peggiorata con la pandemia. Nelle nazioni povere l’indebitamento è cresciuto dal 58% al 65% tra il 2019 e il 2021. Va interrotta questa spirale, ma niente si muove: le soluzioni del G20 sono posticce e di poco impatto. 

Il debito va cancellato, per restituire ai Paesi la sovranità monetaria perduta da tempo, ma indispensabile a finanziare sistemi sanitari pubblici e politiche di prevenzione delle pandemie. E se fosse il momento per gli Stati poveri di smettere di pagare? Anche perché il debito ecologico di quelli ricchi, accumulato in anni di devastazione del Pianeta, è molto superiore. Europa e Stati Uniti sono responsabili di oltre la metà della distruzione ecologica della Terra negli ultimi 50 anni, stabilisce una recente analisi di The Lancet Planetary Health. Di chi è, veramente, il debito?

Nicoletta Dentico è giornalista ed esperta di diritto alla salute. Già direttrice di Medici Senza Frontiere, dirige il programma di salute globale di Society for International Development

https://altreconomia.it/dona/

© riproduzione riservata

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Altreconomia per non perderti le nostre inchieste, le novità editoriali e gli eventi.