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I primi due anni di Molce, la sartoria terapeutica di Milano contro la violenza

Nato nel 2021, l’atelier sociale offre alle donne vittime di abusi la possibilità di imparare un mestiere e percorsi di sostegno psicologico. La rete delle persone coinvolte e le commesse sono in aumento: si punta a una nuova assunzione da sostenere con un crowdfunding

© Tomas Petz, unsplash

Molce atelier, la sartoria terapeutica di Milano per vittime di violenza e abusi, festeggia il secondo anno di attività. E si è trasferita in una nuova sede (dal quartiere Dergano a quello di Niguarda, sempre a Nord della città), consolidando di giorno in giorno il suo percorso verso una sostenibilità orientata alla promozione dei talenti e all’inclusione lavorativa delle donne che accedono ai servizi gratuiti di formazione professionale e sportello di sostegno psicologico, in squadra con la Rete informale dei centri antiviolenza del Comune e i principali centri antiviolenza del territorio.

Oggi Molce può contare su un buon numero di donne che, completato il percorso di formazione, continuano a collaborare con la sartoria. La buona notizia è che è sono aumentate anche le commesse e quindi ora c’è bisogno anche di un paio di mani in più. Per questo motivo è stata lanciata una campagna di crowdfunding con l’obiettivo di raccogliere i 22mila euro necessari all’assunzione a tempo indeterminato di Yasmin, una donna di origine siriana in fuga dalla guerra. “L’abbiamo conosciuta bene durante un periodo di tirocinio che ora si avvia alla conclusione e abbiamo capito che non vogliamo perderla perché è una sarta competente, appassionata e fidata -si legge sul sito della campagna di raccolta fondi-. Perché il nostro obiettivo è promuovere l’emancipazione professionale e personale delle donne che seguiamo, a partire da lei”.

Chi sceglie di sostenere il crowdfunding attraverso un’offerta definita può prenotare una ricompensa: una gonna, una giacca, un paio di pantaloni o una blusa sartoriale confezionati dalle sarte di Molce. “La nuova collezione -spiegano dalla sartoria- è caratterizzata da frasi ricamate a mano che promuovono l’empowerment femminile con slogan in tutte le lingue: ‘Quiero ser libre, no valiente’, ‘Ni una menos’, ‘Yo si te creo, hermana’, ‘Vita, donna, libertà’, ‘Shatter the silence, stop the violence’, ‘Respect!’, ‘La notte ci piace, vogliamo uscire in pace’. Così i capi sartoriali confezionati con cura e passione dalle nostre sarte diventano anche potenti messaggi da indossare”.

Molce non è solo un semplice laboratorio di formazione professionale. Il progetto aveva preso vita nel 2021 con due obiettivi ben precisi: sostenere e accompagnare le donne più fragili, in uscita da percorsi di violenze e maltrattamento, insegnando loro un mestiere e offrendo la possibilità di seguire un percorso di sostegno psicologico. Dando così gli strumenti necessari per promuovere un percorso verso l’autonomia, anche economica. Un impegno ben riassunto proprio nel nome scelto per l’atelier: Molce, infatti, viene dal verbo “molcere” che significa lenire, addolcire. Il senso del progetto è avere cura delle donne, di farle stare bene. E il primo passo è avere cura di sé, far crescere l’autostima, avere un luogo sicuro dove essere ascoltate.

Una volta completato il ciclo di formazione, infatti, le sarte che desiderano continuare a lavorare con Molce partecipano attivamente alla produzione dei capi di abbigliamento realizzati in sartoria. Ogni abito e accessorio è accompagnato da un’etichetta parlante che consente a chi lo acquista di ripercorrere la storia di riscatto delle donne che l’hanno confezionato e di sentirsi parte della comunità che le sostiene nel percorso di emancipazione.

La confezione, la distribuzione e la vendita delle collezioni Molce, insieme alla produzione per conto terzi, creano un sistema di economia circolare positivo e sostenibile, sia in chiave culturale che economica. A tutto questo si aggiunge l’attenzione per i tessuti e l’impegno a restituire valore ai materiali esistenti, sempre di ottima qualità e fattura, evitando sprechi e regalando nuova vita ai tessuti donati che provengono da fine stock, fondi di magazzino, scampoli inutilizzabili per produzioni in grandi volumi. In questo modo, anche il più piccolo ritaglio contribuisce a rendere unici, originali e durevoli questi capi. In questi giorni, inoltre, prende il via un nuovo progetto in collaborazione con il centro “Humanitas per lei” di Humanitas San Pio X di Milano, che sosterrà le sarte di Molce donando a tutte le future mamme del punto nascita dell’ospedale un doudou e un fasciatoio cuciti e realizzati a mano nella sartoria terapeutica.

Per restituire il senso e i traguardi di quest’anno cruciale Molce ha infine immaginato una serata-evento venerdì 24 novembre 2023 presso l’Auditorium Teresa Sarti Strada (viale Ca Granda 19, a Milano) in cui la compagnia teatrale Da Da Da ha messo in scena “Figlia di notaio”, pièce teatrale tratta dal “Trittico delle gabbie” di Stefano Massini. Un dialogo tra due donne, una madre e una figlia, che sembrano non avere più nulla da dirsi. Nel corso della serata è intervenuta anche Margherita Marcheselli, cofondatrice dell’Enciclopedia delle donne per presentare “Nei libri c’è la vita”, progetto ora diventato un libro, disponibile al prestito presso il Sistema bibliotecario di Milano, che promuove la lettura come pratica diffusa e vitale e crea occasioni di incontro con le grandi scrittrici. Molce contribuirà con un reading di brani tratti dal volume che coinvolge attrici e attori diplomati alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano.

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