Diritti / Attualità

Gli “scatti” che inchiodano Frontex: l’Agenzia sapeva dei respingimenti illegali nell’Egeo

L’Agenzia chiamata a sorvegliare le frontiere esterne europee era a conoscenza dei pushback operati dalla guardia costiera greca verso la Turchia a danno dei richiedenti asilo. E li ha coperti. L’inchiesta di Der Spiegel aggrava le accuse di violazione dei diritti umani e smonta la difesa del direttore Fabrice Leggeri

© Frontex, fonte: https://twitter.com/Frontex/status/1499013874594500612/photo/1

Alcune immagini pubblicate in esclusiva dal settimanale tedesco Der Spiegel il 17 marzo inchiodano le responsabilità dell’Agenzia europea Frontex nei respingimenti illegittimi di richiedenti asilo dalla Grecia verso la Turchia e mettono in discussione la leadership del direttore esecutivo Fabrice Leggeri. Le foto scattate dall’aereo dell’Agenzia che sorvola il Mar Egeo mostrano una motovedetta della Guardia costiera greca che lascia alla deriva l’imbarcazione verso le coste turche. L’attività di Frontex -che ha il compito di sorvegliare le frontiere esterne europee- è così nuovamente sotto accusa: mentre in Germania Der Spiegel pubblicava l’inchiesta, l’Ong Front-lex dava notizia che un suo assistito, un cittadino siriano di 22 anni, aveva denunciato l’Agenzia alla Corte di giustizia dell’Unione europea per aver “collaborato” nell’operazione di respingimento dell’imbarcazione su cui ha tentato di raggiungere la Grecia. 

Queste due notizie arrivano in un momento già complesso per Frontex. L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) ha concluso nelle settimane scorse la sua indagine sull’attività della “super Agenzia”, che per il 2022 ha un budget di 754 milioni di euro. Sempre Der Spiegel spiega che “i documenti suggeriscono che l’intero stile di leadership di Leggeri è sotto esame”. L’esito dell’indagine, avviata nel 2021, è secretato ma il giornale, in collaborazione con il collettivo di giornalisti Lighthouse reports ha rivelato che Ville Itälä, capo di Olaf, rivolgendosi ai membri del Parlamento europeo a porte chiuse, ha dichiarato: “Abbiamo molti testimoni, molte prove”. Si riferiva all’insabbiamento dei respingimenti illegali dalla Grecia alla Turchia, nascosti da tre dirigenti dell’Agenzia all’ufficio che monitora il rispetto dei diritti fondamentali. La Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (Libe) del Parlamento europeo, che nel luglio 2021 ha istituito il gruppo di lavoro Frontex scrutiny working group (Fswg) per il controllo dell’operato di Frontex, chiede che venga reso pubblico il documento finale dell’indagine, oltre 200 pagine. Quel che è già noto, invece, grazie al lavoro dei giornalisti di Der Spiegel, sono le fotografie -pubblicate sul profilo Twitter del giornalista Steffen Lüdke- che provano in maniera “inequivocabile” come l’Agenzia fosse a conoscenza del respingimento di una barca con a bordo richiedenti asilo, dalla Grecia verso la Turchia, nella notte tra il 18 e il 19 aprile 2020.

Gli scatti dell’aereo dell’Agenzia che sorvola l’Egeo mostrano, in sequenza, l’imbarcazione trainata da una motovedetta della Guardia costiera greca. Gli agenti fanno salire i richiedenti asilo a bordo, poi li imbarcano nuovamente sul gommone ricominciando a trainarli verso le coste turche. Il fotogramma successivo mostra il gommone in mezzo al mare, lasciato alla deriva, senza motore. Una “modalità” di respingere le persone, da parte delle autorità greche, denunciata ormai da più di un anno da diverse inchieste giornalistiche. Ora le foto “provano” che Frontex sapeva. Il direttore dell’Agenzia Fabrice Leggeri non ha rilasciato commenti a Der Spiegel, trincerandosi dietro la “segretezza” che deve accompagnare le indagini dell’Olaf in corso. La sua direzione, messa più volte in discussione per una gestione non accurata dei fondi, ora trema. Quel che è certo è che Leggeri ora dovrà comparire davanti al Consiglio di amministrazione per chiarire la sua posizione. Le nuove rivelazioni accendono ulteriormente i riflettori anche su un altro fronte, ovvero sull’attività del Politecnico di Torino che ha stipulato proprio con l’Agenzia un contratto per la produzione di cartografia aggiornata. Un accordo che, come raccontato su Altreconomia, lascia carta bianca a Frontex nell’utilizzo dei prodotti della ricerca. E in cui la tutela dei diritti umani, come visto, viene messa sistematicamente in secondo piano per raggiungere l’obiettivo di “proteggere” i confini europei. 

L’Ong Front-lex (front-lex.eu), come detto, ha dato conto che un suo assistito, Alaa Hamoudi, 22 anni, ha citato in giudizio l’Agenzia alla Corte di giustizia dell’Ue chiedendo un risarcimento pari a 496mila euro per essere stato respinto a fine aprile 2020, con altri 20 richiedenti asilo, una volta raggiunta l’isola di Samos, a pochi chilometri dalla costa turca. Hamoudi racconta di essere stato caricato su un gommone e lasciato andare alla deriva, per più di 17 ore in balia delle onde, fino a raggiungere la Turchia. Frontex, secondo quanto ricostruito, “monitorava” il respingimento collettivo dall’alto con un suo mezzo aereo. Un caso analizzato anche dai giornalisti di Bellingcat, nell’ottobre 2020, che hanno condotto una lunga indagine, in collaborazione con Lighthouse reports e diversi media, tra cui anche Der Spiegel, dove ricostruivano le responsabilità dell’Agenzia nella violazioni dei diritti delle persone che facevano ingresso in Ue dalla Grecia. Piccole crepe nella “fortezza”.

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