Ambiente / Approfondimento

Gas e nucleare minacciano la tassonomia europea per la finanza sostenibile

Entro sei mesi il Parlamento e il Consiglio europeo dovranno decidere la natura della tassonomia “verde”, chiarendo quali attività verranno considerate sostenibili e in linea con le politiche di decarbonizzazione. Diversi Paesi (e aziende) spingono però per includere fonti fossili o insostenibili. L’Italia resta in silenzio. La denuncia del think tank Ecco

© Ilja Nediljo - Unsplash

Entro sei mesi il Parlamento e il Consiglio europeo dovranno decidere la natura della tassonomia “verde”, ossia stabilire quali attività verranno considerate sostenibili e in linea con le politiche di transizione ecologica. Questo strumento -avverte Ecco, think tank italiano sulla transizione ecologica- è minacciato da gas e nucleare: se inclusi nella tassonomia, potrebbe indebolirla ritardando finanziamenti destinati alle vere energie rinnovabili. La tassonomia è un sistema di reporting pensato per creare una finanza sostenibile fornendo uno standard per gli investitori e indirizzando i capitali verso attività, sia pubbliche sia private, in linea con gli obiettivi Ue in termine di decarbonizzazione. Il rispetto delle politiche sulla decarbonizzazione permetterebbe di contenere l’aumento della temperatura media terrestre entro 1,5°C dall’epoca preindustriale. La definizione di tassonomia è stata proposta dal Tecnical expert group (Teg), assemblea nominata dalla Commissione europea e composta da 35 esperti di finanza sostenibile provenienti da istituiti finanziari (come Bloomberg, Allianz e Bnp), università e società civile. L’Italia è rappresentata da Cassa depositi e prestiti e Borsa italiana.

Ecco denuncia il tentativo di far rientrare nella tassonomia gli investimenti su centrali a gas e nucleare. Nonostante lo stesso Teg si sia espresso contro l’inserimento delle centrali a gas, considerate non sostenibili e responsabili di emissioni climalteranti, diversi Paesi dell’Est Europa stanno spingendo per il gas. Sul nucleare, sebbene sia una fonte energetica a emissioni zero, rimangono dubbi sull’impatto dei processi di estrazione e lavorazione del combustibile, sulla produzione e sullo stoccaggio delle scorie radioattive. Secondo Ecco questi processi non sarebbero compatibili con i principi della tassonomia verde basati sul non recare un danno significativo all’ambiente. “Nonostante la Francia non abbia ancora preso una posizione ufficiale -afferma Ecco- esiste il rischio di una sua coalizione con i Paesi dell’Est Europa per promuovere nucleare e gas”.

Il loro inserimento nella tassonomia rischia di indebolirne l’efficacia compromettendo la sua funzione di definire in modo netto i settori considerati green. “Gli investimenti nel gas e nei combustibili fossili non sono in linea con la roadmap dell’International energy agency (Iea) per il mantenimento del riscaldamento globale entro 1,5°C”. La priorità è definire in modo chiaro che cosa siano le tecnologie sostenibili per indirizzare gli investimenti in modo corretto. Per evitare ambiguità diversi importanti attori finanziari -come Axa, Bnp, Banco Santander e Barclays- hanno scritto una lettera in cui si chiede di mantenere gas e nucleare al di fuori degli investimenti sostenibili. Introdurre queste fonti energetiche nella tassonomia minerebbe la credibilità dell’Unione europea come leader mondiale nella strada per la decarbonizzazione. “Paesi come Russia e Cina stanno guardano all’Ue come modello per i loro piani di transizione ecologica. L’introduzione del gas nella tassonomia Ue -denuncia Ecco- non solo compromette la credibilità dell’Unione ma rischia di scatenare una corsa al ribasso negli standard green internazionali”.

La tassonomia non esclude che si possa investire anche su campi al di fuori di essa e non stabilisce standard obbligatori in termini di sostenibilità per i prodotti finanziari. Anche se un settore non è incluso nella finanza sostenibile questo non impedisce a investitori pubblici e privati di sostenerlo, ma previene casi di greenwashing dove gli investimenti nei combustibili fossili o nella fissione nucleare vengono presentati come sostenibili. Una eventuale “bocciatura” del nucleare e del gas fossile non comprometterebbe gli investimenti nel campo e non ostacolerebbe le ricerche di nuove tecnologie.

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