Ambiente / Reportage

“Fiumanità”: pratiche dal basso a salvaguardia del Tanaro. E non solo

In provincia di Cuneo il progetto unisce associazioni e singoli in iniziative per tutelare il patrimonio fluviale e la biodiversità, colpiti dal consumo di suolo e dagli eventi estremi. Il fiume è un collegamento tra temi cruciali di impatto ambientale

Tratto da Altreconomia 231 — Novembre 2020
Il moncone dell’autostrada Asti-Cuneo durante una marcia organizzata dall’Osservatorio per la tutela del paesaggio di Langhe e Roero Onlus © Osservatorio per la tutela del paesaggio di Langhe e Roero Onlus

“Sarebbe interessante capire quanto spazio è stato tolto al fiume dal dopoguerra a oggi. Rappresenterebbe uno studio molto prezioso che non è ancora stato fatto”, racconta Pietro Contegiacomo poco prima di tornare a spalare fango tra le strade di Ceva. Il paese cuneese è stato duramente colpito dagli effetti della pioggia caduta nel fine settimana del 2 e 3 ottobre 2020: in 24 ore sono scesi 600 millimetri di acqua, quasi il doppio rispetto alla pioggia caduta nel 1994 quando qui c’è stata “la grande alluvione” e il fiume Tanaro, che nasce dalle Alpi liguri e si unisce al Po nella provincia di Alessandria, è straripato.

“Le costruzioni lungo gli argini hanno mangiato lo spazio che era del fiume”, riprende Contegiacomo che è impegnato in due associazioni ambientaliste in difesa del Tanaro. “L’unica soluzione sarebbe indennizzare tutti gli abitanti che si affacciano al fiume perché trovino una casa altrove e poi dragare tutto l’argine per ricreare il suo spazio originario. So che è una proposta impraticabile ma è l’unica che ha un senso. C’è chi scarica la colpa sul Tanaro per tutto questo ma sappiamo benissimo che la colpa è interamente nostra”.

Il messaggio lanciato da Contegiacomo interessa diverse associazioni e comitati tra cui le due che lui stesso rappresenta, “Amici della Tanaria” e “Amici del fiume”; da un anno a questa parte sono confluite nel progetto Fiumanità, una rete che intende far incontrare e collaborare tutte le realtà e i comitati che si affacciano sul Tanaro e sui suoi affluenti e che si impegnano in lotte ambientali sia per la salvaguardia del fiume sia per ciò che ci sta intorno.

Tra i promotori di Fiumanità c’è Carlo Borgogno, che gestisce la libreria indipendente “Milton” nel centro storico di Alba. “Circa un anno fa organizzammo come libreria una serata in memoria della lotta storica che interessò la Valle Bormida contro l’inquinamento dello stabilimento chimico ACNA ai danni del fiume Bormida (affluente del Tanaro, ndr). Quella sera, confrontandomi con due amici, già attivi in un comitato che proponeva di analizzare le acque del Tanaro per misurarne il livello di inquinamento, decidemmo di organizzare una giornata con tutte le realtà ambientali del territorio. Così il fiume è diventato, oltre che collegamento fisico, anche un collegamento metaforico tra persone. Inoltre alla difesa del fiume si collegano poi tanti altri temi cruciali di impatto ambientale”.

600 millimetri di acqua sono caduti in 24 ore la notte tra il 2 e il 3 ottobre 2020 a Ceva, in provincia di Cuneo. Sono quasi il doppio rispetto alla pioggia caduta nel 1994 quando c’era stata la “grande alluvione” e il fiume Tanaro era straripato

Partire a piedi da un bosco di cerri rari, passare tra i campi di segale e allevamenti di mucche allo stato brado, fino ad arrivare al moncone dell’autostrada abbandonato è una camminata molto significativa. Fiumanità punta a portare le persone a esplorare il territorio intorno per conoscerlo e capire che cosa si rischia di perdere. Il moncone in questione è quello dell’autostrada Asti-Cuneo, a oggi ancora incompleta: i lavori per portare a termine l’autostrada sono fermi dal 2014 da quando la società Autostrada Asti-Cuneo del gruppo Astm (famiglia Gavio) ha richiesto una “procedura di riequilibrio” a causa delle maggiori previsioni di spesa (circa 590 milioni di euro) e un minor traffico rispetto a quanto previsto dal suo piano economico-finanziario. Dopo anni di braccio di ferro con la Regione, si va verso un epilogo non felice per il territorio: i comitati hanno presentato un progetto alternativo per ridurre l’impatto ambientale del lotto mancante ma concessionario e istituzioni tirano dritto verso la soluzione che prevede più cementificazione e che taglierà alcune zone di pregio inserite in zona Unesco tra cui i campi di una delle aziende agricole biologiche più longeve della zona.

La camminata di di “Fiumanità” sulle sponde del Tanaro, sotto l’autostrada Asti-Cuneo in costruzione © Fulvio Silvestri

“Chi fa parte di Fiumanità agisce quotidianamente attraverso buone pratiche ecologiche e, dove necessario, impegnandosi in azioni di protesta e lotta in difesa dell’ambiente”, spiegano Arianna Marengo e Michela Lenta che da anni collaborano al progetto di comunità agricola LaCasaRotta, ecovillaggio a pochi chilometri dall’autostrada interrotta dove si pratica l’agricoltura biodinamica e si recuperano antiche varietà di grano e mais. “Fiumanità è anche l’occasione per rivalorizzare il nostro territorio in un’ottica di turismo più consapevole e sostenibile. Per questo abbiamo organizzato un’altra giornata dove, dopo una camminata in un’oasi naturale recuperata dalle associazioni locali, ognuno potesse proporre idee in merito”.

“Chi fa parte di Fiumanità agisce quotidianamente attraverso buone pratiche ecologiche e, dove necessario, impegnandosi in azioni di protesta in difesa dell’ambiente” – Arianna Marengo e Michela Lenta

Da quell’assemblea all’aperto, seguita da polenta e musica, sono scaturite diverse idee, alcune nate da progetti già in corso e tutte con alla base la partecipazione di cittadinanza attiva e consapevole: c’è ad esempio chi propone gruppi di acquisto collettivo di aree verdi perché queste possano rimanere bosco, chi valorizza sentieri e piste ciclabili su strade bianche, chi ha proposto alle amministrazioni locali di aggiungere al piano regolatore uno dedicato alla biodiversità, chi sta mappando i luoghi abbandonati per rivendicarne l’uso da parte della società civile e altro ancora. “Insomma abbiamo intercettato molti bisogni e solo facendo massa critica tutti insieme possiamo dare concretezza a questi progetti”, concludono Marengo e Lenta.

C’è anche chi ha deciso di recuperare l’eredità di progetti non conclusi dalle lotte del passato. Nell’associazione storica Valle Bormida Pulita c’è chi vuole riprendere la proposta datata 1990 di introdurre nella Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia dell’Onu il diritto per il bambino a non essere inquinato. “Negli anni Novanta, quando la lotta in difesa del fiume Bormida aveva raggiunto il suo apice -racconta l’attivista Marco Sicco- i portavoce dell’associazione, in primis la giornalista e scrittrice Patricia Dao recentemente scomparsa, proposero che tutta la legislazione ambientale dovesse parametrare il livello di rischio da inquinamento non più sull’individuo adulto ma bensì sul bambino in quanto proprio i minori sono le prime vittime dell’inquinamento ambientale. Abbiamo ripreso quella petizione in mano perché dopo trent’anni la troviamo ancora molto attuale e significativa”.

“Lavorare sul bene comune fa stare meglio le persone: è questo che mi piacerebbe trasmettere a chi guarda Fiumanità crescere dall’esterno”, conclude Carlo Borgogno. “Tanti di noi sentono il bisogno di impegnarsi nella società, di confrontarsi, di far lavorare il cervello in una direzione comune. Accolgo l’appello dello scrittore e attivista francese Cyril Dion che nel suo libro ‘Piccolo manuale di resistenza contemporanea’ invita a ragionare come se vivessimo a disastro ambientale in corso e quindi su quali comportamenti adottare tutti insieme per contrastare gli effetti di un cambiamento climatico che già c’è, anche qui da noi, e che dipende da azioni comuni. Noi siamo convinti che queste di cui stiamo discutendo siano le azioni buone e sostenibili da mettere in campo”.

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