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Economia / Opinioni

Distratti dai trattori: che cosa succede nel mercato agroalimentare

Il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida. A febbraio ha proposto al Consiglio dei ministri le due nomine ai vertici dell’Ismea e del Crea © European Union

Nei giorni delle proteste il governo ha nominato i presidenti di due organismi chiave dell’agricoltura italiana. Uno di questi è l’Ismea, che da fine 2022 è azionista della più grande impresa agricola nazionale, BF, privata e quotata in Borsa. Un passaggio “delicato” che richiederebbe dibattito. L’editoriale del direttore, Duccio Facchini

Tratto da Altreconomia 268 — Marzo 2024

In piena “protesta dei trattori” il Governo Meloni ha deciso a metà febbraio due nomine chiave per l’agricoltura italiana che sono passate in sordina. Si tratta del presidente dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) e di quello del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea). Entrambi i nomi -dell’avvocato Livio Proietti per il primo e del professor Andrea Rocchi per il secondo- sono stati proposti al Consiglio dei ministri dal titolare dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida. I due organismi sono strategici.

Prendiamo il caso dell’Ismea: è un ente pubblico economico che ha inglobato istituti, casse e società attive da anni nella sfera agricola (inclusa la storica Cassa per la formazione della proprietà contadina fondata nel 1948) e che oggi si occupa di realizzare “servizi informativi, assicurativi e finanziari” nonché di costituire “forme di garanzia creditizia e finanziaria” per le imprese agricole e le loro forme associate. Obiettivo: “favorire l’informazione e la trasparenza dei mercati, agevolare il rapporto con il sistema bancario e assicurativo, favorire la competitività aziendale e ridurre i rischi inerenti alle attività produttive e di mercato”. Affianca anche le Regioni nelle attività di “riordino fondiario” e di ricambio generazionale in agricoltura “in base a uno specifico regime di aiuto approvato dalla Commissione europea”.

Non è finita. È uno degli enti attuatori del Programma Rete rurale nazionale, gestisce l’attuazione dei contratti di filiera (dalla carne all’ortofrutta, dal grano duro al vino), e produce soprattutto un importantissimo set di dati, informazioni, analisi per supportare gli operatori istituzionali, i privati e la stampa nell’orientarsi nel mercato agroalimentare (se si vuol capire come funzionano le filiere, Ismea mercati è una fonte imprescindibile).

Già solo questo sintetico elenco di oneri e competenze fa capire quanto l’indipendenza e l’obiettività di un simile strumento pubblico siano fondamentali e decisive per centrare la transizione ecologica che investe anche il comparto agricolo.

Sorprende perciò ritrovare questo ente pubblico economico di diretta emanazione del governo tra gli azionisti della più importante impresa agricola del nostro Paese, che è privata, si chiama BF Spa (l’acronimo deriva da Bonifiche Ferraresi), è quotata in Borsa e deve una parte considerevole dei propri ricavi milionari alla vendita di carburanti fossili per i motori termici dei mezzi agricoli (a proposito di trattori). Dal novembre 2022 l’Ismea ne detiene il 6,04% delle quote.

L’elenco degli altri soci “rilevanti” dà il quadro degli incroci e degli interessi che gravitano intorno a quello che abbiamo definito non a caso il “sovrano dell’agricoltura” italiana: troviamo la Arum Spa dell’imprenditore Federico Vecchioni (amministratore delegato di BF, e coeditore del quotidiano La Verità diretto da Maurizio Belpietro che nega la crisi climatica) con il 20,13%, la Dompé Holdings Srl con il 20,04%, e poi a seguire la Fondazione Cariplo (7,29%), Eni (5,31%), l’Ente nazionale di assistenza degli agenti e rappresentanti di commercio (Enasarco, con il 4%), Intesa Sanpaolo (3,31%), l’Ente nazionale di previdenza per gli addetti e per gli impiegati in agricoltura (la Fondazione Enpaia, galassia Confagricoltura, con il 3,23%), e addirittura l’Inarcassa, cioè la Cassa nazionale di previdenza e assistenza per gli ingegneri e architetti liberi professionisti (con il 3,14%).

Gli azionisti rilevanti di BF Spa al 27 febbraio 2024. Fonte: Consob, 2024

Che cosa ci fa Ismea dentro BF? Quali valutazioni sono state fatte e quali gli obiettivi? Per poter rispondere a queste domande abbiamo chiesto all’Istituto pubblico copia della delibera del Cda che ha dato il la all’operazione con la società quotata privata e che risale al luglio 2022 (prima del Governo Meloni, va detto). La risposta al nostro accesso civico è stata negativa: “ostendere” quella delibera altererebbe la stabilità dei mercati regolamentati e violerebbe un “accordo di riservatezza” stipulato con i “soggetti coinvolti”, ci ha scritto la direttrice generale di Ismea, Maria Chiara Zaganelli. Anche la stessa BF si sarebbe opposta. Oltre al chiasso dei trattori c’è di più.

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