Ambiente / Attualità

C’è un’aria irrespirabile

L’inquinamento dell’aria da PM10 in Italia non dipende solo dall’utilizzo dei combustibili fossili nel settore dei trasporti. I sistemi di combustione “non industriali” (come le caldaie per il riscaldamento alimentate a biomasse), danno un contributo quattro volte maggiore. Lo spiega l’inventario delle emissioni redatto dall’ISPRA

Tratto da Altreconomia 192 — Aprile 2017
La città di Milano avvolta dallo smog. Il 20 febbraio di quest’anno si è toccato il picco di Pm10 pari a 92 microgrammi per metro cubo: il doppio del livello massimo fissato dal Protocollo regionale sulla qualità dell’aria - foto di Stefano Porta / ANSA
ANSA/STEFANO PORTA
La città di Milano avvolta dallo smog. Il 20 febbraio di quest’anno si è toccato il picco di Pm10 pari a 92 microgrammi per metro cubo: il doppio del livello massimo fissato dal Protocollo regionale sulla qualità dell’aria - foto di Stefano Porta / ANSA ANSA/STEFANO PORTA

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© riproduzione riservata

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  • Wyatt “the Pino” Earp

    Questo articolo dimostra che al livello divulgativo l’Informazione fa abbastanza poco: al pubblico non esperto di questioni termiche arrivano solo gli inviti a non utilizzare le auto private (bloccando quelle più obsolete) e ridurre le temperature degli ambienti vivibili e di lavoro. La dimostrazione palese che gli impianti termici di riscaldamento incidano più del traffico (ma poi ci sono anche gli impianti industriali e di produzione della corrente elettrica) viene dal periodo nel quale normalmente si superano i valori soglia di attenzione e di pericolo per la concentrazione delle Polveri fini ed ultrafini: d’inverno e quando si verificano particolari condizioni climatiche.

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