Ambiente / Attualità

“Brianza senza plastica”: partire dalle scuole per promuovere stili di vita “plastic free”

Un progetto del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” di Como punta a sostituire le stoviglie monouso di una mensa scolastica con alternative durevoli e riutilizzabili. Oltre a organizzare incontri con studenti e genitori. “Sensibilizzare la popolazione è indispensabile per proteggere l’ambiente e la biodiversità”

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Rendere plastic free la mensa della scuola elementare di Cabiate (in provincia di Como) e promuovere una serie di incontri e di conferenze di sensibilizzazione rivolti a scuole e famiglie per incentivare piccoli cambiamenti quotidiani, come l’utilizzo della borraccia al posto delle bottigliette e ridurre il ricorso ai contenitori monouso. Sono questi gli obiettivi di “Brianza senza plastica”, iniziativa promossa dal Circolo ambiente “Ilaria Alpi” di Como e finanziata da Fondazione Cariplo che coinvolge quattro Comuni del territorio lariano: Cabiate, Carugo, Inverigo e Lurago d’Erba. “Il progetto avrebbe dovuto iniziare nella primavera del 2020 ma la pandemia da Covid-19 ha fermato i lavori -spiega il presidente del circolo, Roberto Fumagalli-. Abbiamo ripreso le attività questa primavera appena le restrizioni sanitarie ce lo hanno permesso”. Cuore dell’iniziativa è la sostituzione, a partire dal prossimo anno scolastico, di piatti, bicchieri e posate di plastica monouso dalla mensa della scuola elementare di Cabiate con alternative durevoli e lavabili; oltre all’installazione all’interno dell’istituto di una linea di lavaggio stoviglie. Il costo dell’iniziativa è di circa 50mila euro, sugli 80mila totali del progetto.

Ma l’intervento presso le scuole non si limita a questo. Gli attivisti del circolo “Ilaria Alpi” hanno organizzato infatti lezioni e incontri per sensibilizzare gli alunni sull’importanza di scegliere prodotti plastic free e di ridurre l’uso della plastica monouso sulla base della “regola delle sei R”: riduci i consumi, rifiuta i prodotti monouso, ripara invece di buttare, riusa i contenitori, ricicla e raccogli ciò che gli altri hanno buttato. Evitare merendine confezionate o succhi di frutta con la cannuccia e privilegiare l’utilizzo della borraccia al posto delle bottigliette acquistate al bar o al supermercato sono alcuni dei cambiamenti che vengono proposti ai più piccoli.

“L’inquinamento da plastica e la dispersione delle microplastiche rappresentano un grave problema per i fiumi e i laghi della Brianza e della Lombardia, come dimostrano le ricerche condotte sia dall’Università Insubria sia dalla Statale di Milano -spiega Fumagalli-. Sensibilizzare la popolazione sulla gravità di questo problema e incentivare l’uso di alternative ecologiche e sostenibili è indispensabile per proteggere l’ambiente e la biodiversità”.

Incontri di sensibilizzazione sono stati organizzati anche per le famiglie e sono dedicati in particolare per promuovere il consumo dell’acqua del rubinetto. “Purtroppo in Italia esiste un pregiudizio: si pensa che non sia buona da bere e per questo il nostro Paese è uno dei maggiori consumatori di acqua in bottiglia -continua Fumagalli-. In passato quando in alcune mense scolastiche si è deciso di portare in tavola le brocche c’è stata una certa resistenza da parte di alcuni genitori”. Per questo motivo, tra i relatori è prevista la presenza di tecnici degli acquedotti che illustreranno pregi e dei vantaggi del consumo di acqua pubblica. “Penso che le cosiddette ‘case dell’acqua’ (postazioni che la erogano filtrata e refrigerata, ndr) rischiano di essere ‘ingannevoli’ perché possono suggerire l’idea che quella che esce dal rubinetto abbia bisogno di un passaggio in più per essere bevuta. Inoltre, molti dei filtri e delle aggiunte successive sono superflue in quanto l’acqua pubblica è già buona e sicura”.

Altri consigli riguardano l’invito a utilizzare stoviglie e contenitori durevoli, sacchetti riutilizzabili per la spesa, evitare detersivi e prodotti confezionati, preferendo saponi e shampoo solidi o prodotti alla spina). Oltre a queste iniziative in autunno sono previste delle uscite di plogging ed ecotrekking: brevi corse o escursioni accompagnate dalla raccolta di rifiuti incontrati lungo il percorso. “La raccolta differenziata della plastica non rappresenta certo la soluzione al problema, visto che la media italiana del riciclo è inferiore al 30%; resta inoltre il problema dei rifiuti che vengono abbandonati nell’ambiente”, conclude Fumagalli.

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