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Assenza di cure e traumi: gli effetti della guerra in Ucraina sui bambini

A seguito dell’invasione russa l’associazione Zaporuka lavora senza sosta per dare sostegno ai piccoli pazienti malati di tumore e ai soggetti più fragili colpiti dal conflitto. Cercando di supplire alle carenze del sistema sanitario

Tratto da Altreconomia 252 — Ottobre 2022
Natalia Onipko, presidente della Ong Zaporuka che dal 2007 assiste i bambini malati di tumore © Archivio Soleterre

Natalia Onipko parla con voce stanca: dal 24 febbraio scorso, quando l’esercito russo ha invaso l’Ucraina, non ha un momento di sosta. “Non mi sarei mai immaginata che in Ucraina nel 2022 un bambino potesse perdere un piede o una mano camminando in un prato oppure raccogliendo da terra un oggetto che all’improvviso esplode”. È la presidente dell’associazione Zaporuka, nata nel 2007 per assistere i bambini malati di tumore, e oggi è impegnata nel supportare l’attività di diversi ospedali in tutto il Paese, con una particolare attenzione ai bisogni dei più piccoli, e per dare risposte alla popolazione colpita dal conflitto. È la Ong “gemella” dell’italiana Soleterre.

“Non c’erano ospedali o servizi specializzati nella riabilitazione di chi ha perso un arto, così ci siamo messi al lavoro per dare una risposta a questo nuovo bisogno -dice Natalia ad Altreconomia-. Fortunatamente il governo fornisce le protesi ma non basta: i pazienti devono affrontare un periodo di riabilitazione e fisioterapia per imparare a usare l’arto artificiale. Per questo motivo stiamo acquistando dei macchinari specifici per la riabilitazione”. I numeri, in questo momento, sono ancora piccoli: “Stiamo seguendo un gruppo tra i dieci e i venti bambini in uno degli ospedali in cui siamo presenti a Leopoli. Ma stiamo lavorando per attrezzare un altro reparto nell’ospedale di Čerkasy, una città a 200 chilometri a Sud-Est di Kiev”. Il timore è che gli ordigni inesplosi e le mine anti-persona possano continuare a mietere vittime non solo durante il conflitto ma anche in futuro: in un briefing pubblicato a giugno 2022 Human rights watch denuncia l’uso da parte dell’esercito russo di sette tipologie diverse di mine anti-uomo in almeno quattro regioni dell’Ucraina: Donetsk, Kharkiv, Kiev e Sumy. 

Il 24 febbraio ha segnato una cesura profonda nella vita di Natalia: “In questi ultimi mesi abbiamo vissuto come se il passato non esistesse più”. Fino ai primi mesi del 2022 il suo impegno era rivolto esclusivamente alla cura e al benessere dei bambini malati di tumore, un’attività che Zaporuka svolge in stretta collaborazione Soleterre, fondazione attiva nel Paese dal 2003 con il suo programma internazionale per l’oncologia pediatrica finalizzato a migliorare le condizioni di vita dei bambini e degli adolescenti oncomalati, le capacità diagnostiche e di cura dei centri specializzati del Paese. “Prima dell’avvio del programma di Soleterre la situazione era estremamente difficile. Basti pensare che la prima attrezzatura che i medici ucraini hanno chiesto di acquistare è stata la sega chirurgica: per tanti bambini con un tumore alle ossa l’amputazione di una gamba o di un braccio era l’unico modo per vincere la malattia”, ricorda. Il sistema sanitario pubblico in Ucraina non aveva le risorse né le competenze per farsi carico delle esigenze di pazienti così complessi e il costo delle cure (ad esempio l’acquisto dei farmaci chemioterapici) pesava in larga parte sulle tasche delle famiglie. “E questo rappresentava un ulteriore peso per i genitori: avere un figlio malato di tumore è un dramma, non poterlo curare perché non hai i soldi per farlo, e stiamo parlando di migliaia di euro, è un dolore indescrivibile”, racconta Natalia. Grazie all’impegno delle due associazioni, nel corso degli ultimi dieci anni la situazione è migliorata in maniera significativa: il tasso di sopravvivenza dei piccoli malati di tumore è passato dal 47% al 60% del 2021.

I programmi di Soleterre e Zaporuka sono attivi all’interno di tre centri specializzati del Paese: l’oncologia pediatrica dell’Istituto del cancro e la neurochirurgia pediatrica dell’istituto di neurochirurgia di Kiev e la pediatria dell’ospedale regionale dell’Ucraina occidentale a Leopoli dove complessivamente venivano curati circa duemila bambini ogni anno. Oltre agli aspetti medico sanitari, le due organizzazioni hanno investito anche nel sostegno logistico e psicologico dei bambini malati e delle loro famiglie: nel 2009 ha aperto a Kiev la “Dacha del sorriso”, una casa di accoglienza che è diventata punto di riferimento importante per chi deve raggiungere la capitale dalle aree rurali o da altre zone del Paese. L’invasione russa e il diffondersi dei combattimenti in aree sempre più vaste del Paese hanno costretto Soleterre e Zaporuka a interrompere le attività ordinarie per dare risposta alle molte emergenze legate al conflitto. “La mattina del 24 febbraio, quando ci siamo svegliati sotto i bombardamenti, la mia prima preoccupazione è stata per coloro che erano ospiti della dacha e le loro famiglie -racconta Natalia-. Ci siamo subito attivati per mettere al sicuro i bambini; mentre erano in corso i bombardamenti su Kiev abbiamo evacuato prima la nostra dacha e qualche giorno dopo l’Istituto del cancro. I piccoli pazienti erano costretti, come tutti, a ripararsi nei rifugi anti-aerei senza poter aver accesso ai macchinari di cui avevano bisogno e in condizioni di scarsissima igiene”. La stretta collaborazione tra Soleterre e Zaporuka ha permesso di organizzare in poche settimane un’imponente evacuazione di pazienti oncologici pediatrici: nel primo mese di conflitto 440 minori sono stati trasferiti in altri Paesi europei, tra cui l’Italia, dove hanno potuto continuare le loro cure. 

Dal 2011 al 2021, il tasso di sopravvivenza dei piccoli pazienti oncologici in Ucraina è passato dal 47% al 60%. Con l’invasione russa tutto è cambiato. Dal trasferimento verso Paesi europei all’acquisto di macchinari specifici passando per il sostegno psicologico: così l’Ong Zaporuka cerca di aiutare i più fragili in tutto il Paese © Archivio Soleterre

Tre mesi dopo l’inizio dei combattimenti il reparto di oncologia pediatrica dell’Istituto nazionale del cancro di Kiev ha ripreso le sue attività. Sono ripartiti gli interventi chirurgici, i trattamenti chemioterapici e il prezioso lavoro degli psicologi: “Attualmente sono una trentina i bambini ricoverati, molti arrivano da Dnipro, Karkiv, Mykolaïv e altre città dove gli ospedali sono stati bombardati e distrutti”, spiega ancora Natalia. Una notizia positiva arriva invece dalla clinica oncologica di Leopoli che, grazie al lavoro e agli investimenti delle due organizzazioni, è diventata la prima unità trapianti nell’Ovest dell’Ucraina: ad agosto, nonostante tutte le difficoltà, sono stati effettuati i primi due trapianti di midollo osseo.

Ma la lista dei bisogni a cui l’associazione cerca di rispondere è diventata molto più lunga rispetto al passato. “Una volta conclusa l’evacuazione dei bambini abbiamo iniziato ad attivaci per aiutare altri ospedali pediatrici, in particolare quelli regionali più piccoli, dove arrivavano i feriti dei bombardamenti e dai combattimenti e che non erano attrezzati per curare così tante persone -spiega Natalia-. Attualmente stiamo sostenendo 13 strutture con forniture di strumentazioni e materiale medico. All’ospedale di Khmelnytsky, ad esempio, abbiamo donato un ecografo e un’ambulanza per il trasferimento dei bambini e a quello di Dnipro, abbiamo fornito aspiratori e un moderno elettrocoagulatore”. Oltre all’assistenza materiale, Zaporuka e Soleterre garantiscono sostegno psicologico sia ai bambini malati di tumore -che ora devono anche affrontare il trauma e il dolore causati dal conflitto- sia alla popolazione civile. “Da molti anni forniamo questo servizio negli ospedali in cui operiamo e questo ci ha permesso di maturare una solida expertise -spiega Natalia-. Abbiamo attivato diversi hub sul territorio, dove sono presenti le nostre psicologhe e abbiamo allestito un servizio psicologico all’interno di un ospedale di Leopoli: la città è diventata un punto di transito per tutti coloro che vogliono lasciare l’Ucraina e anche se il flusso è molto diminuito rispetto alle prime settimane ci sono ancora molti sfollati. Riceviamo moltissime richieste di aiuto anche alla nostra linea telefonica dedicata: tante delle persone che ci chiamano sono vedove, ma ci sono anche molti soldati. Perché nessuno di noi era pronto ad affrontare quello che ci è capitato”.

Riceviamo molte richieste di aiuto: tante delle persone che ci chiamano sono vedove, ma ci sono anche tanti soldati. Nessuno di noi era pronto ad affrontare quello che è capitato”

Ci sono poi le incognite legate all’arrivo dell’inverno: migliaia di persone in Ucraina sono rimaste senza casa a causa dei bombardamenti e hanno trovato rifugio in abitazioni di fortuna o in vecchie case nelle aree rurali. “Può sembrare una cosa banale, ma ci chiedono aiuto persino per acquistare la legna con cui scaldarsi”, spiega Natalia che, assieme a Soleterre, ha avviato a fine settembre un progetto ad hoc per la distribuzione di legna, farmaci, generi di prima necessità e materiale sanitario a questi sfollati che si trovano in aree più difficili da raggiungere. Nel mese di agosto a Novoyarychiv, vicino a Leopoli, sono stati avviati i lavori per la ristrutturazione di un vecchio ostello per ricavare una trentina di appartamenti per altrettante famiglie sfollate dal Donbass: “Attualmente sono state accolte all’interno di una scuola e questo rappresenta un problema perché i bambini non hanno potuto riprendere le lezioni -sottolinea Natalia-. Il nostro obiettivo è terminare i lavori entro novembre per fare in modo che i bambini possano tornare il più presto possibile sui banchi, purtroppo però in tutta l’Ucraina sono tantissime le scuole che sono state distrutte o trasformate in centri di accoglienza”. 

Fondazione Soleterre festeggia a Milano i suoi primi 20 anni

“Venti di pace” è il titolo del festival con cui Fondazione Soleterre festeggia i suoi vent’anni di impegno umanitario. L’iniziativa -di cui Altreconomia è media partner- prevede un fitto calendario di incontri e dibattiti che saranno occasione per approfondire temi quali il diritto alla salute, la giustizia sociale, la salute mentale, l’accesso alle cure, la lotta alle disuguaglianze. Ampio spazio verrà dedicato all’impegno della fondazione in Ucraina. Sono inoltre previsti workshop per adulti e ragazzi, uno spettacolo teatrale e la mostra “In viaggio verso domani” che ripercorre i vent’anni di Soleterre. Appuntamento il 15 e 16 ottobre presso l’Abbazia Mirasole a Opera (Milano).

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