I protagonisti dell’ultimo romanzo di Alberto Prunetti sono personaggi che raramente si incontrano nei libri di storia, se non intruppati in entità collettive e senza volto come “le masse”, “i proletari”, “il popolo”, spiega la quarta di copertina. “Troncamacchioni” (Feltrinelli, 2024) ricostruisce le vicende maturate all’interno di una comunità maremmana, Tatti, a partire da un delitto maturato nel 1922, agli albori del fascismo. “Il titolo è una parola che non esiste nemmeno sul dizionario -racconta lo scrittore, che è anche insegnante di italiano per stranieri, direttore della collana editoriale Working class e del Festival di letteratura Working class per la casa editrice Alegre-, ma che io e le persone che vivono intorno a me usiamo da una vita, parlando una lingua costruita dal basso”.
Prunetti, nel suo lavoro di ricerca, che diventa narrazione intorno alla working class, è arrivato a parlare di braccianti e ciabattini in Maremma: che cosa aiuta a capire una v