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A Borgo Mezzanone una scuola per capirsi, in memoria di Tomas

Italiano per gli stranieri, inglese per i “locali”: l’associazione Fatoma Yaiw costruisce ponti tra gli abitanti del ghetto e i residenti di Manfredonia. In memoria del protagonista del film “One day One day”, morto in un incidente stradale

Tratto da Altreconomia 266 — Gennaio 2024
L’insegnante Antonella durante una lezione di italiano nella scuola Fatoma. Oltre a lei tengono i corsi, anche di alfabetizzazione, Irma, insegnante di teatro e Omar, mediatore culturale © Scuola Fatoma

Una stanza all’interno di un sindacato, sei banchi da due posti ciascuno e una lavagna che si estende sul bianco dei muri circostanti, ricolmi di lettere e post-it. È quanto basta alla scuola Fatoma, animata da due insegnanti e un mediatore culturale, per offrire corsi di alfabetizzazione e di italiano ai residenti del ghetto di Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia. “Tutto il resto è entusiasmo e voglia di imparare, soprattutto perché molti di loro non hanno mai ricevuto una lezione di italiano”, racconta Giacomo Ostini, presidente dell’associazione Fatoma Yaiw e uno degli autori di “One day One day” (Premio Cipputi della Cineteca di Bologna 2022), che ha fatto luce sulla vita quotidiana delle circa tremila persone che vivono nel ghetto.

La scuola, inaugurata il 13 settembre 2023, porta il nome di uno dei protagonisti del film, Fatoma, conosciuto come Tomas dai suoi compagni e morto, poco dopo l’uscita del documentario, in un incidente stradale mentre tornava a casa dal lavoro in bicicletta. “La notizia ci ha sconvolto, avevamo un legame molto forte con lui che, tra le altre cose, nel corso del film prova a imparare l’italiano -spiega Ostini-. Abbiamo così deciso di dare un senso a questo dolore, cercando di cambiare la storia di ingiustizia, indifferenza e illegalità che abbiamo raccontato nel documentario”. Mentre “One day One day” portava in scena in giro per tutta la penisola la realtà di una delle baraccopoli più grandi di Italia, Giacomo e i suoi compagni si attivavano per mettere in piedi la scuola. Comincia così un nuovo percorso di relazioni, fondamentali già per la stessa realizzazione del film, alla cui base c’è un rapporto di fiducia tra i filmmakers e gli abitanti del ghetto. Ma questa volta per la scuola servivano insegnanti, una sede e una struttura organizzativa per farla funzionare.

Il gruppo entra quindi in contatto con Antonella, che da oltre dieci anni insegna italiano agli stranieri nel foggiano che, poco alla volta, coinvolge anche Irma, insegnante di teatro. A loro si aggiunge infine Omar, mediatore culturale, poliglotta di diverse lingue africane, risorsa preziosa considerando che gli abitanti del ghetto provengono da diversi Paesi. “A novembre 2022 pensavamo che fossimo pronti a partire -racconta Ostini- ma non avevamo alcuna idea della burocrazia e della logistica necessaria per creare una scuola da zero, per cui abbiamo dovuto aprire un’associazione, e ci siamo presi del tempo per strutturare meglio l’idea”. Un’altra relazione importante, nata all’interno del ghetto, è quella costruita con la Cgil, che ha portato la scuola ad avere una sede nel paese di Borgo Mezzanone, a cinque minuti a piedi dalla baraccopoli, presso gli uffici del sindacato. “L’idea è stata di Antonella, che ci ha convinto subito perché se volevamo davvero aiutare i residenti del ghetto, bisognava fare qualcosa per portarli fuori”.

Il tempo per le riflessioni si è poi riversato nella progettazione del sito della scuola: nella home page si è scelto di indicare come apertura la data fino a cui è garantita la sua sopravvivenza, una decisione forte che vuole spingere chiunque a posticipare la “data di morte” con un contributo economico. Oltre alle donazioni, sul sito si possono suggerire idee su come rendere la scuola più attiva. “Stiamo ricevendo tante proposte da tutta Italia, medici che si offrono volontari per fare corsi di igiene, oppure la possibilità di un corso di inglese, da offrire anche ai cittadini di Borgo Mezzanone. Tutto ciò, oltre a gratificarci, ci aiuta a conoscere meglio la realtà di cui la scuola e il ghetto fanno parte”.

Le donazioni garantiscono la sopravvivenza di scuola Fatoma, inaugurata nel settembre 2023. Sul sito è possibile dare un contributo economico ma anche proporre corsi, attività o idee che possano aiutare a mantenere vivo il progetto © Vittorio Guarienti, Torio

Scuola Fatoma, infatti, si inserisce in un contesto fragile, in cui gli stessi residenti della piccola frazione di Manfredonia vivono in condizioni precarie. C’è un solo bar, una chiesa, un piccolo supermercato, ma mancano farmacie, un ufficio postale e attività ricreative per giovani. “A un occhio esterno -riprende Ostini- Borgo Mezzanone sembra un posto abbandonato, dove regnano indifferenza e diffidenza. Ci avevano avvisato che fare qualcosa qui ‘per gli stranieri’ sarebbe stato pericoloso. Invece fino a ora ci è accaduto tutto l’opposto: c’è sempre un gruppo di ragazzini che giocano vicino alla scuola e ci salutano quando la apriamo”. Proprio in un’ottica di aiuto anche ai “locali” è nata l’idea di un corso di inglese. “Perché è necessario per gli stranieri poter comunicare in italiano ma allo stesso tempo serve anche agli italiani avere delle conoscenze di lingua per poter parlare con l’altra parte. Oltre a mille altri possibili usi”.

Con scuola Fatoma, il viaggio di “One Day One Day” riparte da dove era cominciato. Inizialmente, infatti, il collettivo A thing by aveva deciso di “vietarlo agli adulti” e proiettarlo solo nelle scuole. Poi, invece, il film è andato in tour nei cinema e infine è stato reso gratuito sul sito della coproduzione. “Una decisione coerente con lo spirito con cui lo abbiamo realizzato -conclude Ostini-. Tomas dice, nel documentario, che ‘la vita è capirsi. L’amore è capirsi. Se non ci capiamo non potremo mai amarci’. Ecco, il nostro obiettivo è continuare far conoscere una realtà invisibile e molto complessa, incontrando e facendo incontrare le persone anche attraverso l’iniziativa della scuola. Per questo il film è accessibile a tutti, perché il contenuto è troppo importante per limitarne la diffusione”.

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