Diritti / Opinioni

La vittima ha sempre ragione. Ma non ha voce

I familiari dei morti delle “stragi di Stato” o chi ha patito la tortura condividono la stessa solitudine. Trasformati in simboli muti del potere. La rubrica "Distratti dalla libertà" di Lorenzo Guadagnucci
Tratto da Altreconomia 194 — Giugno 2017
Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini
In un prezioso libretto uscito qualche anno fa -“Critica della vittima” (Nottetempo, 2014)- Daniele Giglioli  passa al vaglio “l’ideologia vittimaria” del nostro tempo. Inizia così: “La vittima è l’eroe del nostro tempo. Essere vittime dà prestigio, impone ascolto, promette e promuove riconoscimento, attiva un potente generatore di identità, diritto, autostima. Immunizza da ogni critica, garantisce innocenza al di là di ogni ragionevole critica”. Si potrebbe pensare, date queste premesse, a una società solcata dal rispetto e dall’ammirazione per le maggiori...

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