Diritti

Violenze in caserma, un caso da approfondire

 L’associazione Sucar Drom ha diffuso questa gravissima notizia, che ha suscitato una risposta da parte dei carabinieri che avrebbe bisogno di verifiche e approfondimenti, a tutela di tutti. Al momento nessun altro commento. Peccato, anche stavolta, che non esista in Italia…

 L’associazione Sucar Drom ha diffuso questa gravissima notizia, che ha suscitato una risposta da parte dei carabinieri che avrebbe bisogno di verifiche e approfondimenti, a tutela di tutti. Al momento nessun altro commento. Peccato, anche stavolta, che non esista in Italia un organismo indipendente al quale rivolgersi in casi del genere.
 Bussolengo (VR), picchiati e umiliati dai Carabinieri

Venerdì 6 settembre 2008, verso a mezzogiorno, tre famiglie Rom italiane hanno parcheggiato le proprie auto con le roulotte in un parcheggio comunale di Bussolengo (VR). Le famiglie sono formate da Angelo e Sonia Campos con i cinque figli minori, il figlio maggiorenne della coppia con la moglie e due minori e il cognato con moglie e tre minori.

Mentre stavano preparando il pranzo una pattuglia di Vigili urbani è arrivata e ha intimato alle tre famiglie di sgomberare. Le famiglie hanno spiegato che avrebbero mangiato e sarebbero subito ripartite.
Dopo alcuni minuti, intorno alle ore 13.00, è giunta nel parcheggio una pattuglia dei Carabinieri ed è successo il finimondo. Hanno intimato immediatamente lo sgombero e hanno subito iniziato a picchiare le persone, minorenni compresi. In quel momento entrava nel parcheggio Denis Rossetto con moglie e figlio e anche lui è stato immediatamente coinvolto.
Tutti sono stati portati in caserma e per sei ore e mezza sono rimasti in balia di una violenza inaudita. In particolare un figlio di Angelo e Sonia Campos è stato picchiato selvaggiamente, tanto da fargli perdere tre denti. Ma non è tutto perché qui avviene l´inimmaginabile: un carabiniere immobilizza il bambino di undici anni e gli immerge ripetutamente e completamente la testa in un secchio pieno di acqua, mentre un altro carabiniere divertito filma la scena con il telefonino. Poi un carabiniere si è denudato e ha invitato sempre il bambino di undici anni ad avere un rapporto orale.
 

Alle 19.30 finisce l´incubo e sono rilasciati tutti, all´infuori di Angelo e Sonia Campos e Denis Rossetto che vengono accusati di resistenza a pubblico ufficiale. Sabato mattina c´è stata la prima udienza e i tre “accusati” avevano difficoltà a camminare per le violenze ricevute. In queste ore l´associazione Nevo Gipen (Brescia) sta supportando le famiglie nella presentazione della denuncia.
Noi di sucardrom non abbiamo parole per commentare quanto raccontato dagli attivisti di Nevo Gipen, speriamo che la magistratura faccia piena luce su questo episodio gravissimo di chiara matrice razzista. Invitiamo tutti i lettori a rilanciare la notizia per evitare insabbiamenti.

La versione dei carabinieri

Da Sucar Drom

Pubblichiamo la versione dei Carabinieri di Bussolengo sul gravissimo fatto accaduto venerdì 6 settembre. Nel verbale di arresto e di denuncia non è menzionato il minore di undici anni, sono menzionati solo due minori sui cinque presenti. Il verbale indica nelle ore 14.00 l’arrivo dei Carabinieri nel parcheggio di Piazzale Vittorio Veneto a Bussolengo e nelle ore 17.00 la stesura del verbale. Poniamo in rilievo che sono tre ore. Inoltre, è da sottolineare che nel verbale i signori Angelo e Sonia Campos sono identificati come “di fatto nomade”.

Giunti presso la roulotte in usa a Campos Angelo e dalla sua famiglia, questi cominciava ad andare in escandescenza, assumendo atteggiamento di sfida e ponendo il suo volto su quello del Maresciallo Ordinario Carusone. Il militare lo allontanava invitandolo ad assumere un atteggiamento corretto ma questi per tutta risposta cominciava a farsi beffe del militare. Il militare senza aderire alle provocazioni chiedeva i documenti che l’uomo rifiutava di fornire.  Non potendo più la pattuglia soggiacere alla villania dell’uomo che solo successivamente verrà identificato, ed essendosi lo stesso rifiutato di fornire le generalità lo si invitava a salire nell’autovettura di servizio, per poi condurlo presso il Comando per l’identificazione.

L’uomo veniva portato al veicolo e fatto salire a bordo. Mentre avveniva la suddetta operazione, la moglie del Campos Angelo ed i figli minorenni di questi coadiuvati dal Rossetto Denis, approfittando che i due militari erano di spalle, perché stavano facendo salire l’uomo sul veicolo, cominciavano a colpirli con calci, pugni e spintoni. I militari dapprima sopraffatti, essendo stati colti di sorpresa, lasciavano l’uomo e cercavano di fermare i vili aggressori. Mentre la Campos Sonia, il Campos Giorgio (minorenne), il Campos Michele (minorenne) ed il Rossetto Denis colpivano i militari, ai quali verrà strappata la divisa, il Campos Angelo, ne approfittava per lasciare il veicolo ed unirsi agli aggressori.

Il Maresciallo Ordinario Carusone, durante la colluttazione che era scaturita con le cinque persone, subiva il tentativo di furto della pistola ad opera della Campos Sonia, la quale approfittando della superiorità numerica, apriva la fondina e riusciva a sfilare la pistola all’ispettore. Questi avvedutosi di quanto stava avvenendo bloccava la donna e riusciva a recuperare l’arma. La Campos Sonia veniva ammanettata, mentre Campos Angelo, Campos Giorgio e Rossetto Denis, scappavano a bordo del veicolo da quest’ultimo condotto. In quel momento i militari riuscivano a dare l’allarme alla Centrale operativa che faceva convergere sulla zona tutte le pattuglie in servizio in quel momento. I fuggitivi venivano fermati dopo un inseguimento, che si concludeva a Caselle di Sommacampagna.

Stante la condotta tenuta dai cinque nomadi si procedeva a dichiarare in arresto i tre maggiorenni, deferendo in stato di libertà i minorenni, ritenendoli responsabili del reato di resistenza e tentato furto in danno dei Carabinieri della Stazione CC di Bussolengo.

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