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A Vicenza tornano i “No Dal Molin”, dieci anni dopo

Il 16 gennaio del 2007 Romano Prodi, premier, annunciava il sostegno al progetto Usa di costruire una seconda base militare nella città veneta. Pochi giorni dopo nacque un “presidio”, uno spazio fisico per accogliere chi si opponeva al progetto. Dopo esser stato smontato nel 2013, riapre dal 12 al 27 gennaio 2017

Il tendone che ospiterà a Vicenza, dal 12 al 27 gennaio 2017, le iniziative dei "No Dal Molin" - © Chiara Spadaro
Il tendone che ospiterà a Vicenza, dal 12 al 27 gennaio 2017, le iniziative dei "No Dal Molin" - © Chiara Spadaro

Sono passati 10 anni dal sì di Romano Prodi (allora presidente del Consiglio dei ministri) alla nuova base militare statunitense nell’area Dal Molin, a Vicenza.
“Il governo non si opporrà all’allargamento della base militare Usa”, aveva detto il 16 gennaio 2007 da Bucarest, dove era in visita ufficiale.
L’“editto rumeno” -così passerà alla storia la dichiarazione di Prodi- raccolse però altre opposizioni, quelle dei cittadini di Vicenza e di molte altre persone e associazioni che si sono unite al movimento “no war”. Il Presidio No Dal Molin, un tendone in un campo di sorgo che fu montato nella notte del 16 gennaio 2007 a Ponte Marchese (a Rettorgole, nella zona nord della città), accanto all’area destinata alla futura base militare.

Quel tendone -che è stato smontato nel 2013, nello stesso anno in cui venne poi inaugurata la nuova base statunitense, conosciuta come “Del Din- è riapparso in questi giorni nello stesso campo, che nel maggio del 2009 era stato acquistato collettivamente da 530 persone. “Un tendone in un campo a gennaio”, annunciano i manifesti No Dal Molin che illustrano un ricco programma di iniziative da giovedì 12 a venerdì 27 gennaio.

“Non vogliamo affrontare questo anniversario con una commemorazione o un ricordo nostalgico dei tempi passati, ma utilizzare l’occasione per rilanciare le battaglie nel nostro territorio”, avevano scritto gli attivisti lanciando lo scorso autunno la campagna provinciale #vicenzasisolleva, contro le grandi opere e le servitù militari. L’obiettivo era quello di riportare l’attenzione non solo sulla militarizzazione del territorio, ma su tutte le problematicità emerse in questi anni: dall’ecomostro di Borgo Berga, dove sorge il nuovo tribunale, al crollo della Banca Popolare di Vicenza, dall’inquinamento delle falde acquifere con composti chimici pericolosi al Tav. Temi che saranno ancora al centro delle giornate del Presidio di questo gennaio.

Si parte giovedì 12 gennaio con la lettura scenica di Marta Cuscunà, dedicata ai partigiani, “The beat of freedom”, e fino al 27 ogni giorno è scandito da dibattiti, concerti gratuiti, incontri e momenti di convivialità per rianimare “uno spazio di socialità e democrazia”.
Tra gli appuntamenti principali, sabato 14 alle ore 16.00 si tiene la “Conferenza globale contro le guerra e le servitù militari”, un momento che vedrà confrontarsi esperti da tutto il mondo (Stati Uniti, Filippine, Afghanistan, Hawaii, Guam, Egitto, Inghilterra), Italia compresa -con Antonio Mazzeo, gli attivisti siciliani No Muos e i sardi-. Per sabato 21 gennaio è convocata una manifestazione regionale contro le grandi opere, con partenza alle ore 15.30 da piazza Matteotti.
Domenica 22, dopo il mercato agricolo e artigiano “genuino clandestino” (dalle 10.00), al quale parteciperà anche il consorzio siciliano Le Galline Felici, arriverà al Presidio il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, per parlare della città come bene comune. Giovedì 26 gennaio, infine, Wu Ming 1 e Nicoletta Dosio della Val di Susa, presentano il libro “Un viaggio che non promettiamo breve” (2016).

Il programma completo e in aggiornamento è consultabile dalla pagina Facebook No Dal Molin o sul sito www.nodalmolin.it (i tendoni sono riscaldati e saranno aperti un bar e la cucina).

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