Diritti / Opinioni

Usi e abusi degli antibiotici in Italia

L’utilizzo eccessivo dei medicinali sta creando resistenza alla cura delle malattie e infezioni. Una ulteriore emergenza da affrontare, accanto a Covid-19. La rubrica di Nicoletta Dentico

Tratto da Altreconomia 245 — Febbraio 2022
© Nastya Dulhiier, unsplash

Da qualche settimana si registra in Italia la scomparsa dello Zitromax (azitromicina), un antibiotico ormai introvabile in farmacia. L’azienda produttrice, Pfizer, ha assicurato che tornerà disponibile a febbraio. L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha spiegato che “la carenza attuale di azitromicina non deriva da esportazioni o altre anomalie distributive, ma dalla prescrizione del farmaco al di fuori delle indicazioni previste”, richiamando al fatto che l’uso prudente e serio degli antibiotici “deve essere un impegno e un dovere per tutti, dai professionisti sanitari alla popolazione generale, come principale arma di contrasto al problema della resistenza agli antibiotici”. L’agenzia ha ribadito che “l’azitromicina, e nessun antibiotico in generale, è approvato, né tantomeno raccomandato, per il trattamento del Covid-19, scoraggiandone fortemente l’uso”.

L’Italia, lo sappiamo, è il Paese del “fai-da-te”. L’uso dei farmaci non fa eccezione. Il Sistema sanitario nazionale è frantumato in 21 microsistemi regionali e non vigono ovunque i rigorosi criteri di somministrazione dei farmaci previsti dalle linee guida. In molti Paesi è buona pratica somministrare il numero esatto di pastiglie, o fiale, richieste in farmacia per lo specifico trattamento identificato dal medico. In Italia qualche linea di febbre fa scattare il ricorso agli antibiotici, complice la disinformazione e la cattiva abitudine a prescriverli anche quando non sono necessari.

Il nostro è il Paese europeo con il più alto consumo di antibiotici, secondo Aifa. I rischi non sono ancora noti, come l’abuso di farmaci e l’aumentato sviluppo di ceppi batterici resistenti. Molti malanni stagionali sono imputabili a infezioni virali, non a batteri. Ma la maggior parte dei pazienti che entra nello studio dal proprio medico di famiglia per un mal di gola o una bronchite ne esce con una prescrizione per antibiotici. Sono spesso i pazienti a insistere, soprattutto se si ammala un bambino: in pediatria l’uso prescritto finora è stato scorretto nella metà dei casi. Intanto i batteri si sono abituati alle terapie antibiotiche di uso diffuso e sono diventati, nel tempo, resistenti.

Da almeno un decennio l’antibiotico-resistenza è evidente su scala globale. Il fenomeno si determina quando batteri, virus, funghi e parassiti cambiano e si adattano nel tempo così da non rispondere più ai medicinali che li attaccano: ciò rende impossibile debellare importanti malattie e infezioni. L’Organizzazione mondiale della sanità calcola che almeno 700mila persone muoiono ogni anno di antibiotico-resistenza nel mondo e ha dichiarato questa pandemia una delle dieci sfide sanitarie del Pianeta.

È pari al 50% la percentuale di resistenza che, negli ospedali italiani, i ceppi della Klebsiella pneumoniae mostrano ai carbapenemi, una classe di antibiotici ad ampio spettro d’azione con struttura simile alle penicilline e cefalosporine (Fondazione Umberto Veronesi, 2021)

Gli scienziati impegnati contro le malattie infettive attribuiscono un surplus di decessi all’inefficacia degli antibiotici: tra 10 e 20 milioni di morti in più ogni anno in pazienti di tutte le età. In India il fenomeno produce un elevato tasso di mortalità neonatale. In Europa circa 33mila persone muoiono ogni anno a causa dell’antibiotico-resistenza, diecimila in Italia. Con la Grecia e la Romania, l’Italia ha i tassi più alti di resistenza ai Gram-positivi e negativi. Dall’adozione del piano d’azione strategico europeo sulla resistenza agli antibiotici nel 2011 e la pubblicazione del Piano d’azione globale (GAP-AMR) nel 2015, la maggior parte degli Stati ha intensificato gli sforzi per affrontare il problema. Almeno il 20% dei Paesi europei non ha alcuna capacità di generare dati di sorveglianza della resistenza antimicrobica o raccoglierli in modo standardizzato. Sulla scia di Covid-19 appaiono altre incredibili emergenze da affrontare.

Nicoletta Dentico è giornalista ed esperta di diritto alla salute. Già direttrice di Medici Senza Frontiere, dirige il programma di salute globale di Society for International Development

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