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Finanza

Una finanza (er)etica

La crisi di sistema non frena le mutue autogestione né Banca Etica. Crescono l’assicurazione solidale, chi investe in “fondi responsabili” e anche il microcredito —

Tratto da Altreconomia 148 — Aprile 2013

Minoritaria, sognatrice ed elitaria. Chi ha sottovalutato la finanza etica, temendone la natura, l’ha definita così. Ma in mezzo alla crisi economica e finanziaria che ha travolto e contraddetto le granitiche certezze di sistema, il piccolo movimento italiano nato alla fine degli anni 70, può affermare #avevamoragionenoi. Anche se l’etichetta “etica” non è forse sufficiente, oggi, a distinguersi davvero, non fosse altro per le dimensioni che hanno raggiunto, ad esempio, i cosiddetti “fondi comuni socialmente responsabili” in Europa: 886 realtà che a giugno 2011 gestivano un patrimonio di 84 miliardi di euro. Ecco perché abbiamo allargato il campo, cercando di raccogliere le testimonianze di quanti fanno respirare ancora l’alternativa a quello che Andrea Baranes -presidente della Fondazione culturale Responsabilità etica nonché membro del comitato etico di Etica Sgr- definisce “il meccanismo redistrubitivo al contrario” che caratterizza l’attuale sistema bancario e finanziario. Dalla mutualità solidale e territoriale delle Mag, a Banca Popolare Etica, passando per chi effettua microcredito (PerMicro) o chi si batte per polizze assicurative eque (il consorzio Caes) fino a chi è convinto, come Etica Sgr, che sia possibile orientare e influenzare i mercati azionari. Abbiamo chiesto loro di riflettere sull’anno che è trascorso, tastando il polso della finanza etica e solidale del Paese, e sul ruolo che ciascuno si è scelto, o ha dovuto scegliere, per il futuro.


Mag Verona, etica e mutualità per erodere il sistema.
Trentacinque anni di storia, una rete a sostegno di 350 imprese sociali e oltre 200 persone, per Mag Verona (magverona.it) il 2012 è stato l’anno della reazione. “Sfrattati dalla sede storica di Chievo, abbiamo lanciato una campagna di azionariato popolare da 475mila euro a sostegno del progetto ‘Casa comune Mag’, che non è soltanto la nostra sede ma ospita anche comitati civici e associazioni”, riflette Loredana Aldegheri, presidente della Mag. La Mutua sta supportando una libraia espulsa dal mercato del lavoro, che sta creando uno spazio autogestito: al momento, il finanziamento ha permesso la firma del contratto d’affitto degli spazi. Le economie marginali sono esperienze cui Mag Verona non è nuova, avendo sempre investito in realtà biologiche, nel commercio equo, nelle attività di recupero e nel lavoro collettivo. “Stiamo cercando di uscire dalla nicchia, provando a erodere e aprire contraddizioni dentro soggetti a noi lontani -prosegue-: questo comporta, ad esempio, di collaborare con Unicredit, che per conto della Provincia di Verona gestisce facilitazioni sull’erogazione della cassa integrazione”. Le prospettive secondo Loredana guardano alla formazione, “per accentuare la vocazione politica delle Mag, favorendo l’intreccio tra via mutualistica e finanza etica”.


Mag Venezia, nei territori che sono periferia di se stessi.
Anche Venezia ha deciso di fare un salto, “ci siamo spostati nel cuore di Mestre, per contrastare una situazione circostante che stava deprimendo la nostra missione, dove l’incertezza e il timore ad avviare attività imprenditoriali è molto forte”, racconta Mara Favaro, presidente della Mag (magvenezia.it), socia di Ae. 470 soci al 31 dicembre 2012, una struttura -tra capitale e depositi- da 2,4 milioni di euro e prestiti in corso per un milione di euro. “Il 2012 è stato l’anno del mantenimento. Abbiamo sì finanziato il mondo della cooperazione, anche se ha sentito drammaticamente i contraccolpi del rapporto con gli enti pubblici e dei ritardi nei pagamenti. E poi quello dell’impresa e della produzione, anch’esso bloccato. Ci si è trovati in parte a uscire dal ‘seminato Mag’, dando una mano ai bisogni quotidiani e alle esigenze anche immediate delle persone”. È questa la finanza etica?, si ragiona a voce alta. “No, ma di necessità si fa virtù, perché nel momento in cui le piccole imprese hanno avuto bisogno di risposte, il mondo della finanza non ha saputo darle. La finanza etica lo può fare, penso alla piccola attività artigiana. Nel 2012 abbiamo poi superato i 100 finanziamenti a persone fisiche, anche se non oltre i 200mila euro, mentre per le persone giuridiche non si è oltrepassata la decina”.

Mag2, Milano, accompagnare oltreché finanziare. 1.400 soci, 2,6 milioni di euro di capitale sociale e 33 anni trascorsi ad investire nelle relazioni. “Le richieste di finanziamento del mondo dell’economia socio solidale in questi ultimi anni sono state discontinue e a momenti latenti -ricorda Barbara Aiolfi, di Mag 2 (mag2.it), realtà socia di Ae-. Nel 2010 e 2011 abbiamo registrato un forte calo delle richieste. Oggi, pur riconoscendo che la nuova imprenditorialità fa fatica ad emergere, abbiamo molte domande di credito per supportare in un momento di fatica o di rilancio imprese già esistenti. Ciò si deve all’incertezza rappresentata dal periodo molto critico appena trascorso, dal 2009 al 2012. Abbiamo un problema di liquidità: alcuni nostri finanziati dipendono a loro volta dai tempi dilazionati dei soggetti pubblici, dalla crisi del mercato immobiliare o da pagamenti dilazionati di privati. Ciò non ha determinato un’interruzione dei finanziamenti -300mila euro rispetto ai 200mila del 2011-, o viziato il consolidamento del numero dei soci, avvicinatisi con frequenza anche a seguito della fortunata esperienza del finanziamento riconosciuto dal 2009 al biocaseificio Tomasoni”. Analoga dinamica per la cascina Lassi (cadelassi.com), azienda del Parco agricolo Sud Milano (vedi a p. 23) convertita al biologico e sostenuta l’anno passato, con 13 Gas, grazie al progetto mutualistico “Col cavolo ti finanzio”. L’attenzione al biologico è confermata, a inizio 2013, con un sostegno ad Aiab Lombardia, che si affianca all’accompagnamento alla gestione dei bilanci familiari -sono 280 i microcrediti sociali erogati dal 2000, per 900mila euro-. “Attraverso un approfondito lavoro di rete, Mag2 è presente nei quartieri popolari di Pioltello (Mi) o Paderno Dugnano (Mi), aree stressate di super condomini indebitati, dove la mutua non è solo un soggetto finanziatore ma uno ‘strumento comunitario’ in mano a persone che quella realtà locale la vivono, o perché coinvolti o perché accompagnatori”.


Torino, lo stallo del Testo unico bancario.
Rallentamento dal punto di vista della raccolta interna, arricchimento sotto il profilo sociale e relazionale. Questo è stato il 2012 di Mag4 (mag4.it), socia di Ae, come ci racconta Maria Pia Osella. Il bilancio chiuso il 31 dicembre scorso dà conto di 1.041 soci e 370mila euro di nuovi finanziamenti erogati, per un totale di prestiti ‘in corso’ di 2,2 milioni di euro. Tra i beneficiari, il Centro di riferimento per l’agricoltura biologica di Torino (Crab, vedi Ae 144), la cooperativa vinicola dell’Oltrepò pavese “La Vigna” (vedi Ae 146) o l’azienda agricola “Ceste da bosco”. “Il 2012 è stato da una parte l’anno dell’avvicinamento e reciproca partecipazione a reti come Etinomia (etinomia.org), con la quale abbiamo collaborato nella campagna ‘Sbanchiamoli’, dall’altra quello della mappatura del territorio piemontese, rappresentato dalle realtà a cui vogliamo avvicinarci, come i Gas, le botteghe del commercio equo, gli eco-villaggi, le associazioni ambientaliste, i laboratori di quartiere”. La riforma del Testo unico bancario “così come approvato lo scorso ottobre dal Consiglio dei ministri non fa che complicare la nostra attività finanziaria rivolta a persone giuridiche -burocratizzandola- aprendo a una forma di microcredito che però non si cura della provenienza del denaro e dell’utilità sociale del finanziamento. Quindi per quel che ci riguarda ci troviamo in un momento di stallo”.

Mag6, Reggio Emilia, investire nella conoscenza. “Il 2012 è stato un anno un po’ particolare per noi” esordisce Chiara Lasala di Mag6 (mag6.it). La cooperativa emiliana  ha 25 anni, 1.344 soci e un capitale sociale di 2,25 milioni di euro. Particolare per l’accompagnamento alla neonata Mag Firenze, che si è tradotto nel “congelamento” del capitale che ha rallentato i finanziamenti, “anche se i prestiti in essere sono 187”, ricorda Chiara. Tra i settori d’intervento spiccano il sostegno all’editoria indipendente, alle associazioni culturali e all’agricoltura  biologica. L’anno scorso la Mag ha sostenuto la cooperativa di raccolta differenziata Eumeo di Parma, la cooperativa sociale Zenzero di Firenze o il forno ambulante Bio Pizza, con ingredienti bio e a km zero, in provincia di Reggio Emilia. “Un’attività finanziaria consolidata che ci ha spinto a ragionare su un piano diverso -afferma Chiara-, premiando strumenti di mutualità. Per questo abbiamo condiviso con la nostra base sociale la rinuncia alla seppur simbolica ‘remunerazione’ di fine anno, utilizzandola collettivamente per organizzare percorsi di formazione, consulenza gratuita, accompagnamento di alcuni soci, laboratori sul denaro, sul reddito di esistenza”.


Mag Firenze, in attesa dell’ok di Banca d’Italia.
Il 2012 della finanza solidale di Firenze è segnato dal raggiungimento del capitale sociale necessario per nascere la cooperativa (magfirenze.it). Poco meno di 620mila euro per 725 soci. Cecilia e Roberto ricostruiscono i passaggi principali, che hanno visto in prima linea l’associazione “Verso Mag Firenze” e il Fondo etico e sociale delle Piagge, animato da don Alessandro Santoro. Dallo sviluppo dei nodi territoriali alla programmazione dell’attività della Mag, divisa in due tronconi. “Da un lato -spiega Cecilia- l’attività ‘tradizionale’ di mutualità autogestita, attraverso un capitale iniziale di 400mila euro. Dall’altro, il sostegno al microcredito con il Fondo delle Piagge, il ‘Progetto SeMe’ del Quartiere 2, il ‘Raggio’ e ‘MiMù’. La struttura è pronta, manca soltanto il via libera all’operatività da Banca d’Italia, entro la fine del 2013”.


Caes, crescere è assicurato.
Il Consorzio assicurativo etico e solidale (consorziocaes.it) compie 18 anni. Maggiore età conquistata con trasparenza, etica, preparazione e mutualità. E nel mondo assicurativo (per imprese, cooperative, associazioni, famiglie e gruppi d’acquisto) non è poco. Gianni Fortunati, dalla direzione, ragiona sul 2012 del Caes:  “È stato un anno particolarmente positivo, in linea con il trend del 2011, che ci ha permesso di portare a tempo pieno due persone ed inserirne una nuova, nonostante la flessione dei premi incassati e la riduzione del fatturato delle cooperative sociali”. L’accelerazione (700 nuovi contratti) è stata in buona parte data dal successo di Eticar, la polizza rc auto lanciata ad inizio dello scorso anno (vedi Ae 135), e dalla crescita registrata nel settore della persona o del singolo nucleo familiare. E nel primo mese del 2013 il numero delle polizze è cresciuto del 20%.


PerMicro, piccoli crediti, grandi prospettive.
PerMicro (permicro.it) società di microcredito nata nel 2007 a Torino, si rivolge ai “non bancabili”. In cinque anni ha concesso 3.550 piccoli finanziamenti -a famiglie e imprese- per un totale di circa 20 milioni di euro-. L’ad Andrea Limone riassume così il 2012: “Lo definirei l’anno del consolidamento. Oggi contiamo su 12 filiali, ne apriremo probabilmente una in Sicilia, e pur chiudendo anche quest’anno in perdita, il radicamento inizia a dare i primi frutti. Se arriviamo al 2014 potremo affermare che il modello funziona, è esportabile e che dare credito paga”. Le forze di PerMicro, seppur minute, sono rivolte soprattutto ai migranti: “Abbiamo un ottimo rapporto con le comunità -prosegue Limone- sul totale dei finanziamenti ad oggi erogati, per quel che riguarda le imprese -dove i settori principali sono il commercio stanziale e ambulante-, i beneficiari italiani stanno sotto al 25%, mentre per le famiglie stanno addirittura sotto al 10%”. Quanto ha pesato la crisi sul vostro settore? “Poco. I nostri interlocutori navigavano a pelo d’acqua allora e vi navigano ancora, quindi la nostra crescita non è data dall’aumento della domanda ma da un perfezionamento dell’offerta”.


Banca Etica, l’isola che c’è e che resiste.
A bilancio 2012 non ancora chiuso, Ugo Biggeri -presidente di Banca popolare Etica (bancaetica.it)- non ha paura a commentare con Ae le positive dinamiche emerse da una prima analisi.Il capitale sociale è in crescita del 20% rispetto al 2011 -da 35 a 43 milioni di euro- “il che conferma la fiducia che i cittadini ci riconoscono (i soci sono 38mila, ndr)” spiega Biggeri. Crescita che si accompagna all’incremento degli impieghi, portando l’istituto a un risultato ambìto, “il ciclo giunto a compimento” come lo definisce Biggeri: il rapporto dell’80% tra la raccolta (795 milioni circa al 31 gennaio 2013, tenendo conto che la raccolta complessiva delle banche operanti nel Paese è pari a 1752,8 miliardi di euro) e i conseguenti impieghi. Cresce però anche il tasso percentuale delle sofferenze, attestatosi tra lo 0,9% e l‘1,1%, pur restando molto al di sotto della media del sistema bancario tradizionale (intorno al 6%). “Questo dato ci suggerisce che il mondo cooperativo e associativo, nonostante la proverbiale capacità di resistere alle difficoltà, è messo a dura prova”. Le strategie di diffusione trascendono dalle filiali, che sono 16, cui dovrebbe aggiungersi Bergamo entro breve, e il pur rafforzato organico dei banchieri ambulanti, cresciuti di cinque unità l’anno trascorso. “La prossima filiale aprirà in Spagna -rivela Biggeri-, in cooperazione con il progetto di banca etica spagnola Fiare. Andare a scoprire le motivazioni dei soci spagnoli è stato come spostare l’orologio indietro di 15 anni, per motivazioni ed entusiasmo”.

Etica Sgr, l’opportunità. Nata nel 2000 per “offrire ai risparmiatori la possibilità di investire i risparmi coerentemente con i propri valori senza rinunciare ad aspettative di rendimento”, Etica Sgr (eticasgr.it) guarda al 2013 con ottimismo. Ad analizzare il 2012 ci pensa Alessandra Viscovi, direttore generale della società di cui Banca Etica è primo azionista (al 45,47%): “Ormai gestiamo 504 milioni di euro, il 37,8% della quota di mercato dei fondi etici in Italia”. I clienti sono quasi 19mila (più 15%), così come il margine di intermediazione (più 8,3%). Tra le numerose imprese del portafoglio azionario dei fondi in cui investe Etica Sgr rientrano anche Piaggio, Terna, Indesit, Kraft e, dal 2012, Snam, partecipata da Eni al 20,23%. Secondo il proprio codice interno, tuttavia, il settore “Oil&Gas” è bandito dal portafogli di Etica Sgr: “Investendoci, possiamo sederci all’assemblea, costringendo i vertici a render conto delle scelte e delle politiche di remunerazione” spiega la Viscovi. Della compagine societaria di Etica Sgr -al 24,44%- fa parte anche Bpm (vedi a p. 18). Socia anche di Anima Sgr, la società che gestisce, su indicazione di Etica Sgr, gli investimenti. La stessa che, definita da Viscovi “un partner necessario e strategico”, ha tra i propri azionisti anche il Monte dei Paschi di Siena.

“Fcre”, conoscere per depositare. “Il 2012 ci dice una cosa molto semplice: parecchie persone si stanno avvicinando al nostro, ancora piccolissimo, mondo -spiega Andrea Baranes, presidente della Fondazione culturale Responsabilità etica (fcre.it)-. Ora ci si domanda con più frequenza se i soldi finiscano alle Cayman o a un’impresa d’armi piuttosto che a sostenere il biologico. È un fenomeno italiano ma anche europeo. Ma senza una conoscenza sufficiente dell’attuale sistema bancario -che in Italia è ad un livello ancora molto basso, salvo qualche inchiesta giudiziaria, che non aiuta però a svelare il distorto meccanismo di fondo-, lo stimolo a spostarsi verso criteri etici sarà ridotto. Bisogna sottrarre il denaro a chi oggi piega la finanza a mera offerta azionaria di tipo speculativo non volendo o riuscendo a concepirla come reale democrazia economica”.—
 

L’etica in assemblea

Banca popolare Etica si rinnova con una doppia assemblea dei soci: la prima, il 29 aprile (a Padova), sarà chiamata ad approvare il bilancio, mentre nel corso della seconda -il 18 maggio a Firenze, nell’ambito di “Terra Futura”, terrafutura.it-, verrà eletto il nuovo consiglio di amministrazione, ad oggi costituito da 13 consiglieri, insieme al collegio sindacale e al comitato dei probiviri.
Sono oltre 38mila i soci, per altrettanti voti (la banca è una cooperativa, dove vige il principio elettorale “una testa un voto”), e avranno a disposizione l’intero mese di aprile per confrontarsi nei territori con tutti i candidati. Persone che hanno raccolto le firme di almeno duecento soci, o i cui nomi siano stati indicati dal cda o proposti dai soci fondatori della banca, ratificati e ufficializzati a fine marzo.
Il 13 aprile presso la filiale di Bologna avrà luogo il primo della serie di incontri, per l’occasione trasmesso in diretta streaming. Per info: www.bancaetica.it

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