Diritti

Un Osservatore e molti finti ciechi

Sui quotidiani italiani l’intervento di Vittorio Nozza, segretario della Caritas italiana, pubblicato dall’Osservatore Romano è stato segnalato e interpretato come un attacco del Vaticano (o della Caritas) al governo Berlusconi. In realrà è molto di più. Nozza mette a fuoco…

Sui quotidiani italiani l’intervento di Vittorio Nozza, segretario della Caritas italiana, pubblicato dall’Osservatore Romano è stato segnalato e interpretato come un attacco del Vaticano (o della Caritas) al governo Berlusconi. In realrà è molto di più.
Osservatore RomanoNozza mette a fuoco un nodo essenziale quando scrive: “Le migrazioni mettono a nudo principalmente due problemi:  la giustizia distributiva e la giustizia politica”. Potremmo anche dire che il fenomeno delle migrazioni sta mettendo alla prova le democrazie dei paese più industrializzati, che sono la terra d’arrivo delle migrazioni e il luogo in cui si concentra il potere economico internazionale.

Già oggi possiamo tracciare un bilancio parziale e affermare, senza timore di smentite, che la “prova” sta conducendo a una menomazione, in prospettiva al superamento, delle democrazie liberali.

Gli interventi in corso – si pensi alla cosiddetta Direttiva rimpatri dell’Unione europea o al diritto speciale per gli immigrati che si sta insediando in tutta Europa – venno nella medesima direzione: meno diritti, meno libertà, una forma inedita di apartheid. All’interno della Chiesa, che pure continua a mantenere una relazione ambigua col potere politico, e non solo in Italia, questa consapevolezza è diffusa anche ai più alti livelli, come si vede da questa e da molte altre prese di posizione.

Nel mondo laico, nella politica democratica si finge di non vedere e di non sapere. Perciò un intervento come quello di Nozza è visto con favore dall’attuale, inerme opposizione parlamentare, che vi vede un danno d’immagine per il governo Berlusconi  e quindi – indirettemente – un vantaggio per sé. E’ quello che traspare dalle dichiarazioni, ad esempio, del ministro ombra Marco Minniti. Il quale non si rende conto (finge di non rendersi conto) che la sua parte politica è parte integrante di questo processo di imbarbarimento civile che sta distruggendo l’etica e la forma della democrazia.

Almeno l’Osservatore Romano dimostra d’essere al corrente della gravità della questione.

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