Interni

Un Consorzio di idee

Pratiche amministrative, licenze per software gestionali, sportelli condivisi, fondi di rotazione per finanziare le opere pubbliche. L’esempio di Bolzano —

Tratto da Altreconomia 155 — Dicembre 2013

A Bolzano 116 Comuni hanno messo i loro problemi… in comune, e hanno dato vita a una cooperativa di enti locali. Lo strumento lo avevano già: il Consorzio di Comuni della Provincia di Bolzano (Südtiroler Gemeindeverband Genossenschaft, www.gvcc.net) in forma cooperativa, costituito 59 anni fa, che oggi è diventato un importante fornitore di servizi a prezzi calmierati. Alcuni servizi sono stati affidati al Consorzio per realizzare economie di scala su azioni semplici e ripetitive: è il caso, ad esempio, dell’elaborazione delle buste paga. Il Consorzio ha un software specifico per i contratti degli enti locali, tiene conto di tutti gli aggiornamenti contrattuali e normativi, e lo fa una volta sola per tutti i 116 Comuni. Il risultato pratico è che oggi ogni cedolino costa all’ente locale circa 3 euro, che è la metà dei prezzi di mercato della zona.
Il Consorzio mette poi a disposizione di tutti i soci dei professionisti (che provvede in proprio a formare ed aggiornare) e che affiancano i Comuni nella gestione problemi che eccedono l’ordinaria amministrazione, come il supporto all’ufficio tecnico per la realizzazione di impianti sportivi, o la gestione dei problemi legali o tributari. Il che è una garanzia di uniformità di regole e di procedure, più trasparenti per i cittadini e le imprese.

In altri casi ancora il Consorzio opera come una vera e propria centrale d’acquisto: è il caso, ad esempio, del software gestionale per gli enti locali. Un primo vantaggio i comuni lo ottengono acquistando in blocco 116 licenze ed ottenendo per questo condizioni economiche vantaggiose, prevedendo che tutti gli atti siano disponibili in italiano, tedesco e ladino, o si adattino alle specifiche normative che la Provincia autonoma di Bolzano ha in funzione della propria autonomia, e che quindi sono diverse dagli standard dei software gestionali in uso negli altri Comuni italiani. In questo modo, a un costo medio di 2.000 euro all’anno (i Comuni piccoli pagano meno) gli enti si trovano ad avere la licenza, la personalizzazione del programma e l’assistenza continuativa sia online che con tecnici in loco.
Ci sono poi i servizi che i Comuni scelgono di consorziare semplicemente perché sono più efficaci e funzionali ai cittadini, come ad esempio lo Sportello unico per le attività produttive. D’altra parte l’attenzione alla specificità dei Comuni è un elemento importante per un consorzio che è attivamente partecipato dalle amministrazioni che negli organi della cooperativa sono rappresentati direttamente dai sindaci di persona, anche a dimostrazione  dell’interesse che gli enti hanno per questa esperienza: ogni realtà può nominare dei membri che entrano nelle commissioni che valutano gli acquisti da fare così da interpretare al meglio i bisogni particolari di ciascun ente.
Il Consorzio è anche il modo in cui i Comuni adempiono a un obbligo posto dallo Stato: la gestione associata dei servizi per i Comuni piccoli. In Alto Adige i Comuni si sono trovati facilitati dall’esistenza di un consorzio a cui tutti aderiscono. L’incarico al segretario comunale, la gestione della polizia municipale o dei centri di riciclaggio dei rifiuto sono integrati dal Consorzio, e questa condivisione è tanto efficace che i comuni hanno aderito ben oltre la soglia minima posta dalla legge, ed oggi quasi tutti i hanno servizi in comune senza che sia stato speso un euro per costituire aziende speciali.
Le scelte prese in Consorzio si riflettono anche sulle posizioni politiche che i Comuni portano alla Provincia autonoma di Bolzano.

Una prima ricaduta riguarda la scelta dei Comuni di finanziare insieme, anche con il contributo della Provincia, un fondo di rotazione per sostenere le opere pubbliche. Un ulteriore vantaggio per i Comuni deriva dalla scelta provinciale di assumere i vincoli di bilancio del Patto stabilità non a livello dei singoli enti ma in modo aggregato. Così i Comuni a rotazione possono far fronte ad investimenti onerosi di bilancio, trovando comunque nel Consorzio un luogo in cui regolare i rapporti interni, decidere le priorità degli investimenti in modo condiviso, far fronte anche agli inevitabili conflitti trovando in altri ambiti e servizi le compensazioni per i comuni che sono temporaneamente penalizzati. —
 

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