Diritti

TUTTI TERRORISTI…

TUTTI TERRORISTI Eversivi e più pericolosi dei terroristi islamisti: il "moderato" ministro Pisanu, spalleggiato dallo "statista" che presiede il consiglio dei ministri, non ha perso l’occasione per additare al mondo il mostro che minaccia tutti: i  "no global". L’allarme rosso scaturisce…

TUTTI TERRORISTI

Eversivi e più pericolosi dei terroristi islamisti: il "moderato" ministro Pisanu, spalleggiato dallo "statista" che presiede il consiglio dei ministri, non ha perso l’occasione per additare al mondo il mostro che minaccia tutti: i  "no global". L’allarme rosso scaturisce dalle proteste – piccoli presidi, piccole manifestaizoni – organizzati in coincidenza con le Olimpiadi invernali di Torino, che vengono considerate dai nostri leader politici, anche d’opposizione, come un evento di portata storica (ma lo sanno che riguardano solo sci, bob a due e altri sport non proprio di massa?).

Questa escalation di criminalizzazione preventiva, rivolta verso un universo indistinto, che sotto l’etichetta "no global" riunisce – nella visione del moderato ministro dell’interno – tutto ciò che ha a che fare con la protesta e la mobilitazione politica: dai centri sociali alla gente della Val di Susa, passando per gli immancabili "anarco-insurrezionalisti". Tutti eversivi e peggio dei terroristi. Verrebbe da chiedere a Pisanu d’essere più preciso, di fare nomi, cognomi e soprattutto di indicare episodi, comportamenti, capi d’accusa concreti. Ma il punto è proprio questo: l’obiettivo è creare un clima di rifiuto e di criminalizzazione verso qualsivoglia espressione organizzata di dissenso e di protesta.

Pisanu trova facili alleati nei Ciampi e nei Fassino perché il luogo comune della pericolosità della protesta "extra parlamentare" (dalla Val di Susa al Ponte di Messina, fino a… Porto Alegre) spaventa una classe politica che sente di non riuscire più a intepretare lo spirito dei tempi e di incontrare grandi difficoltà a "governare" un mondo in vorticosa trasformazione. In questa situazione, l’allarme-eversione è l’altra faccia del radicamento in corso di una cultura autoritaria, trasversale alle principali forze politiche.

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