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“Tutti sotto coperta”: la solidarietà delle comunità per i terremotati

Associazione Comuni virtuosi, Rete dei Comuni solidali e Borghi autentici d’Italia lanciano una campagna a sostegno delle comunità del Centro Italia più colpite dai tre eventi sismici di agosto e ottobre 2016 e di gennaio 2017. È finalizzata, in particolare, alla ricerca di alloggi e strutture da mettere a disposizione di chi ha perso la propria casa e la propria stalla

Turbine spazzaneve all’opera ad Amatrice, epicentro del terremoto dell'agosto 2016 - @MinisteroDifesa
Turbine spazzaneve all’opera ad Amatrice, epicentro del terremoto dell'agosto 2016 - @MinisteroDifesa

“Ci ha mosso una sorta di naturale empatia nei confronti delle realtà colpite dal terremoto, che sono quasi tutte piccole, situate nelle aree interne del Paese, e accomunate da una certa assenza delle istituzioni regionali e nazionali, se non quando c’è un’emergenza da gestire”. Marco Boschini è il coordinatore dell’associazione Comuni virtuosi, che insieme alla Rete dei Comuni solidali e a Borghi autentici d’Italia ha lanciato il 23 gennaio la campagna “Tutti sotto coperta”, che -spiega- rappresenta una “tentativo di unire le forze, perché siamo piccoli, ma crediamo che insieme possiamo dare un contributo significativo”.

Il progetto è legato all’ospitalità, e nasce per creare un ponte tra bambini e famiglie colpiti dal terremoto e comunità di accoglienza. “Dopo un paio di giorni, abbiamo già raccolto una disponibilità teorica di un centinaio di alloggi e appartamenti, in particolare grazie ai nostri soci. C’è ovviamente da fare un lavoro di verifica, in merito alle condizioni degli alloggi e alla disponibilità ‘temporale’ degli stessi -sottolinea Boschi-. Sono distribuiti capillarmente, ma la maggior parte sta nei Comuni più vicini alle zona colpite dal terremoto, nelle Marche e in Abruzzo”.

“Tutti sotto coperta” non nasce come strumento complementare rispetto agli interventi già in essere e coordinati dalle istituzioni governative. “Quando abbiamo immaginato questa iniziativa, abbiamo subito contattato la Protezione civile, perché non volevamo trasformarci in un ostacolo per chi già è sui territori a gestire l’emergenza. Stiamo raccogliendo le disponibilità dei Comuni soci delle 3 reti, e grazie all’appello pubblico faremo altrettanto con associazioni, cooperative ma anche privati cittadini. Quindi, a cadenza settimanale, divideremo queste disponibilità per Regioni e comunicheremo le disponibilità ai dipartimenti regionali della Protezione Civile. Saranno loro, in questo modo loro, a far da tramite tra l’offerta che metteremo a disposizioni e l’eventuale domanda”.

L’iniziativa chiama a collaborare enti locali e privati, ed è pensata -spiega Boschini- volutamente per raccogliere una disponibilità di spazi e risorse pubbliche e private, anche perché il messaggio che vorremmo far passare è che il contributo arriva da una comunità intera, che è fatta dall’ente e dalla sua cittadinanza”.

“Ci stiamo attivando, attraverso i sindaci più vicini alle zone colpite dall’emergenza, per avviare anche canali diretti con le amministrazioni, le famiglie, gli allevatori. Secondo alcune segnalazioni, ci sarebbero alcuni casi problematici legati alla lentezza dei canali istituzionali, mentre in alcuni casi c’è bisogno di velocità, rapidità e tempi di reazione rapidi -conclude Boschini-. Per rispondere a queste esigenze, sfrutteremo anche le risorse raccolte sul conto economico dedicato, aperto presse Banca Etica, il cui obiettivo è quello di adottare micro-progettualità per superare l’emergenza. L’utilizzo delle risorse verrà ovviamente rendicontato in modo trasparente”.

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