Diritti

Tagli al welfare, tagli ai diritti

Mercoledì 13 giugno alcune centinaia di persone con disabilità scenderanno in piazza a Milano per protestare contro i tagli che, negli ultimi anni, hanno progressivamente ridotto gli stanziamenti per le politiche sociali. Per il 2012, infatti, i mancati trasferimenti dallo Stato e dalla Regione hanno comportato per i Comuni lombardi un’ulteriore diminuzione di 100 milioni di euro delle risorse a disposizione.

"Vivo sola dal 2004. In precedenza ero stata in un istituto per sei anni e per altri venti in una comunità autogestita. La vita indipendente è un’esperienza interessante e di sicuro non vorrei tornare indietro”. 

Ida Sala, 57 anni, non riesce a stare ferma. È consigliere di Enil Italia (European network on indipendent living), partecipa alla vita politica di Como (alle ultime elezioni amministrative si è candidata in una lista civica) e svolge attività di volontariato.


Vita indipendente, per Ida, significa proprio questo: “Poter impostare la mia vita come voglio. Ma non faccio niente di speciale -minimizza-. Se potessi andrei più spesso al cinema, ma ho tagliato questa spesa per risparmiare”.
Vita indipendente significa poter vivere a casa propria, assieme alle persone care. Significa potersi alzare al mattino per andare a lavorare, viaggiare, coltivare amicizie e passioni. Potersi sposare con la persona amata e costruire una nuova famiglia. Un diritto sempre più spesso negato.
“I tagli ai fondi sociali hanno inciso in maniera drastica – spiega Marco Rasconi, presidente di Ledha Milano e responsabile del Centro per la vita indipendente-. Di fronte a questa situazione i Comuni tendono a stare immobili, ma le vite delle persone non possono stare in stand by”.



Elisa Vavassori ha 31 anni e non vuole più aspettare. Vive con i genitori a Carugate in provincia di Milano. Ha presentato al suo comune di residenza un progetto di vita indipendente (17mila euro all’anno) per poter andare a convivere con il suo compagno. “Abbiamo le spese da pagare e il mutuo, ma non possiamo trasferirci perché non ho modo di pagarmi un’assistente”, spiega. La sua richiesta è sempre stata respinta dal Comune per mancanza di fondi e “per non creare un precedente”, spiegano dall’amministrazione.

Nell’ambito della campagna “No ai tagli! Sì alla vita indipendente e all’inclusione nella società” Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità) ha voluto raccogliere e divulgare le testimonianze di quattro persone con disabilità per raccontare una quotidianità sconosciuta a tanti, persone comuni e istituzioni. È nato così il reportage “Racconti di vita indipendente”, visibile sul sito “Persone con disabilità” (www.personecondisabilita.it) al seguente link:
http://www.personecondisabilita.it/page.asp?menu1=3&menu2=13&notizia=4

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