Ambiente / Opinioni

Sulle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 manca un dibattito pubblico e trasparente

Ancora una volta siamo di fronte al classico spartito dei “grandi eventi” all’italiana: con la scusa del ritardo si procede a colpi di commissariamenti. Ci rimettono i territori e l’ambiente. L’editoriale del direttore di Altreconomia, Duccio Facchini

Tratto da Altreconomia 248 — Maggio 2022
Il passaggio di testimone da Pechino 2022 a Milano-Cortina 2026 © Sergei Bobylev/TASS/Sipa USA

“Realizzeremo un’edizione impeccabile dei Giochi senza alcun contributo economico pubblico”. Teniamo a mente queste parole di Vincenzo Novari, amministratore delegato della Fondazione Milano Cortina 2026, pronunciate all’inizio di aprile in occasione dell’approvazione del bilancio 2021. Novari ha festeggiato “l’ottimo risultato” (in perdita per 21,2 milioni di euro) che proietterebbe “in avanti” gli organizzatori “con crescente fiducia e ottimismo”.

Gli ha fatto eco il presidente del comitato organizzatore, Giovanni Malagò, prefigurando quello che ci attende: “L’approvazione del bilancio di esercizio con un risultato migliore rispetto alle previsioni è un’ottima notizia. Quella di Milano Cortina 2026, pur essendo una candidatura low cost che utilizzerà oltre il 90% di impianti esistenti o temporanei, richiede degli interventi in tempi rapidi, in ambito infrastrutturale, per recuperare il tempo perduto a causa della pandemia”.

È lo spartito dei “grandi eventi” all’italiana: siamo i migliori ma siamo in ritardo, dobbiamo correre, lasciate fare. Non poteva mancare il commissario straordinario che tutto assume su di sé. E infatti il 23 febbraio 2022 il presidente del Consiglio Draghi -su proposta del ministro delle Infrastrutture Giovannini, e sentito il ministro dell’Economia Franco- ha indicato per decreto il nome di Luigivalerio Sant’Andrea, ovvero l’amministratore delegato della Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 Spa (Simico), costituita a fine novembre 2021 proprio per svolgere tutte le attività di realizzazione delle opere “connesse allo svolgimento” dei XXV Giochi olimpici e paralimpici invernali del 2026.

Con buona pace di Novari, i soci sono tutti pubblici: comanda il governo con il 70% (i ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture hanno pari quota del 35%), seguito dalle Regioni Veneto e Lombardia (ognuna al 10%) e dalle Province autonome di Trento e Bolzano (5% a testa). Al 19 aprile 2022 la sezione “Amministrazione trasparente” della società sembra uno scherzo: l’area “Bandi di gara e contratti” risulta “in allestimento”, così come “Consulenti e collaboratori”, “Pagamenti dell’amministrazione”.

Non si tratta di una semplice disattenzione informatica: a essere sottratto a un percorso pubblico, trasparente e accessibile è infatti l’intero pacchetto delle Olimpiadi. Sono tornate a denunciarlo a metà aprile il Club alpino italiano, Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, la Lega italiana protezione uccelli, Mountain Wilderness Italia, il Touring Club Italiano e il Wwf. Continuano a mancare chiare informazioni sulle opere e sulle “modalità di progettazione e di realizzazione che dovrebbero essere rilasciate con urgenza dai ministeri competenti (Infrastrutture e Transizione ecologica)”.

Alle associazioni di protezione ambientale non è stato dato accesso ai progetti e “nulla si conosce per quanto riguarda in particolare l’attivazione delle procedure di Valutazione ambientale strategica (Vas) nazionale sulle opere essenziali, connesse e di contesto in corso o in preparazione”. Non c’è alcun piano unitario con annesso rapporto ambientale. La percezione delle organizzazioni, ormai più che fondata, è che “si punti al commissariamento straordinario degli interventi per recuperare l’evidente ritardo sulla tabella di marcia dei lavori, tutto ciò a scapito degli impatti ambientali che le opere in corso e in progetto avranno sui territori (Sant’Andrea è attualmente commissario di otto interventi tra cui il prolungamento Ovest della tangenziale di Sondrio e le varianti della statale di Alemagna a Cortina e a Longarone, ndr)”.

Non esattamente questioni secondarie considerato che la maggior parte degli eventi si svolgerà all’interno del perimetro tutelato dalla Convenzione delle Alpi e nel territorio Dolomiti Unesco, “Patrimonio dell’umanità”. Intanto il comitato organizzatore guarda ai privati: a fine marzo la Fondazione Milano Cortina 2026 e Confindustria Servizi Spa hanno siglato un accordo per “favorire la collaborazione tra le due realtà e promuovere le opportunità derivanti dal programma di marketing delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi del 2026”. Si tratterebbe di una “grande vetrina per il Made in Italy”. Poco trasparente.

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