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Stabilità, punto per punto

Analisi della legge che traccia il bilancio dello Stato fino al 2018, approvata nel dicembre del 2015. I diciassette punti chiave tra le “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”, una manovra in deficit che -come hanno scritto i servizi studi di Camera e Senato nel Quadro di copertura-, "comporta un peggioramento dei saldi, implica la prevalenza degli impieghi rispetto alle risorse”

Tratto da Altreconomia 179 — Febbraio 2016

“La presente legge, salvo quanto diversamente previsto, entra in vigore il primo gennaio 2016". Finisce così, al 999esimo comma di un solo articolo, la Legge di Stabilità 2016 (o meglio, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”), approvata definitivamente dal Senato della Repubblica il 22 dicembre scorso, a seguito del 44esimo voto di fiducia posto su un disegno di legge di iniziativa governativa (al 19 gennaio 2016) dall’inizio del Renzi-I (nato il 22 febbraio 2014).
Prima di raggiungere Palazzo Madama per la conta decisiva, il testo di legge è stato emendato alla Camera dei Deputati, anche in profondità. Emendamenti approvati e testo di legge pubblicato in Gazzetta ufficiale alla mano è quindi possibile -dopo una selezione non semplice- illustrare brevemente le misure più importanti e contemporaneamente meno dibattute del provvedimento (con qualche eccezione per quelle che meritano un cenno).
Innanzitutto, però, è utile un riferimento ai saldi della manovra, il raffronto cioè tra risorse e impieghi (l’indebitamento netto). “La natura della manovra -hanno scritto i servizi studi di Camera e Senato nel ‘Quadro di copertura’-, comporta un peggioramento dei saldi, implica la prevalenza degli impieghi rispetto alle risorse”. Nel 2016, 2017 e 2018, gli impieghi (cioè minori entrate e maggiori spese), toccheranno quota 31,8, 32,3 e 30,2 miliardi di euro. Tutto ciò a fronte di un andamento delle risorse (maggiori entrate e minori spese) di 14,1, 13,1 e 14 miliardi di euro. Solo per il 2016 dunque l’indebitamento di cui sopra sarà di 17,7 miliardi di euro.

Il fisco, gli immobili e la patrimoniale perduta. Dagli interventi in materia di fiscalità immobiliare -esenzione dell’IMU (Imposta municipale unica) sui terreni agricoli, abolizione della TASI (Tassa sui servizi indivisibili) sulla prima casa per tutti, eccetto 70mila immobili considerati “di lusso” (tre sole categorie catastali), l’Esecutivo ha messo in conto di rinunciare a entrate pari a 4,5 miliardi solo nel 2016. Una decisione che, come già si è evidenziato a proposito della riforma del catasto (vedi Ae 177), lo stesso Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia aveva severamente bocciato nell’agosto 2013: “L’esenzione dall’IMU dell’abitazione principale avrebbe un effetto fortemente regressivo: il beneficio aumenterebbe al crescere del reddito complessivo. I contribuenti con redditi tra i 75mila euro e i 120mila euro risparmierebbero infatti 455 euro e quelli con redditi superiori a 120mila euro 629 euro. Al contrario, il beneficio per i contribuenti più poveri sarebbe sensibilmente inferiore: per i contribuenti con reddito fino a 10mila euro il risparmio sarebbe di soli 187 euro”. Nel Paese dove l’1% degli italiani controlla quasi un quarto (il 23,4%) della ricchezza nazionale netta (dati Oxfam), non ha trovato spazio la proposta dell’"Imposta sulle grandi ricchezze” avanzata in audizione dalla CGIL (“con aliquote progressive da applicarsi ai patrimoni, mobiliari e immobiliari di entità superiore agli 800mila euro, per colpire le ricchezze immobilizzate del 5% delle famiglie più abbienti e disincentivare il patrimonio improduttivo”).

Le tasse sulle imprese, il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali.
Ammortamento fiscale per chi investe in macchinari e attrezzature, abolizione dell’IMU agricola e su imbullonati, riduzione dell’IRES (Imposta sul reddito delle società). La riduzione della tassazione sulle imprese avviata dalla Legge di Stabilità 2015 -decontribuzioni per nuovi assunti e deduzione per gli assunti a tempo indeterminato- continua. A restituire ossigeno agli ammortizzatori sociali in deroga (cassa integrazione, ad esempio) vanno 250 milioni di euro. “Insufficienti” per i sindacati, che fanno notare come la “precedente copertura di 400 milioni di euro prevista per il 2016 è stata totalmente esaurita nel corso del 2014 e 2015”.

Scuola, la Costituzione e l’emendamento dell’ex ministro.
Maurizio Lupi, ex ministro delle Infrastrutture dimessosi nel marzo 2015 dopo i fatti emersi dall’inchiesta “Sistema” -che ha coinvolto anche l’ex dirigente del ministero dei Lavori pubblici Ercole Incalza-, ha visto approvato uno solo dei suoi emendamenti al testo giunto all’attenzione della Camera dei Deputati. È quello che ha comportato l’incremento del rifinanziamento disposto a decorrere dal 2016 per le scuole paritarie, portandolo, dai 225 milioni di euro previsti a 228 milioni. A “favore degli italiani all’estero”, inoltre, l’onorevole Laura Garavini (Pd) ha proposto (e ottenuto) “la spesa di 1 milione di euro per il 2016, il 2017 e il 2018 finalizzata a contributi alle scuole italiane non statali paritarie all’estero”.

Le risorse a Palazzo Chigi contro la tratta degli esseri umani. Per dar piena attuazione al “Piano nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani”, un emendamento approvato alla Camera e contenuto nel testo definitivo ha destinato al bilancio della presidenza del Consiglio dei ministri una somma pari a 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018.

Giochi a Roma nel 2024, 10 milioni in attesa del referendum.
Nonostante le fortissime perplessità e i ritiri significativi delle candidature di Cracovia, Oslo, Monaco, Amburgo, Boston e Toronto (i casi più recenti), il comma 991 della Stabilità 2016 ha disposto “un contributo pari a 2 milioni di euro per l’anno 2016 e di 8 milioni di euro per l’anno 2017” a favore del Comitato promotore per le Olimpiadi “Roma 2024”.

Ciclovie. Il VEN.TO. è cambiato?
Il comma 640 della Legge di Stabilità prevede lo stanziamento di 17 milioni di euro per il 2016 e di 37 milioni di euro per il 2017 e il 2018 (ciascuno) per la progettazione e realizzazione “di un sistema nazionale di ciclovie turistiche”. Priorità alla Verona-Firenze, Venezia-Torino, alla Ciclovia dell’acquedotto pugliese e al Grande raccordo anulare delle biciclette. 3 milioni di euro nel triennio 2016-2018 per i cammini, gli itinerari turistici a piedi.

Ferrovie dello Stato, l’atto preliminare della privatizzazione.
A dicembre il Governo ha illustrato ai parlamentari l’atto di parziale privatizzazione di Ferrovie dello Stato Italiane (FSI, vedi Ae 178) ma è nella Legge di Stabilità -comma 677- che le opposizioni parlamentari sono riuscite ad inserire una sorta di “atto preliminare” (la definizione è del Sole 24 Ore): “qualora entro il 31 dicembre 2016 si proceda all’alienazione di quote o a un aumento di capitale riservato al mercato del gruppo Ferrovie dello Stato italiane spa”: si tratta di una “relazione che evidenzia in modo puntuale l’impatto economico, industriale e occupazionale derivante dalla privatizzazione”.
Al comma 678, inoltre, la Stabilità prevede il trasferimento dal ministero delle Infrastrutture a FSI -che è subentrata a RFI Spa nella partecipazione di Telt Sas (Tunnel Euralpin Lyon Turin)- delle “risorse già destinate alla realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione”. 

Le risorse del Garante nazionale dei detenuti. Grazie alla commissione Giustizia della Camera, è stato aggiunto il comma 317: “Per il funzionamento del Garante nazionale è autorizzata la spesa di euro 200mila annui a decorrere dall’anno 2016”. A settembre è stato designato a ricoprire tale incarico Mauro Palma, già membro per l’Italia del Comitato europeo per la prevenzione della tortura.

La partita degli oneri di urbanizzazione.
Dopo un susseguirsi di emendamenti, il testo definitivo della Stabilità (comma 737) prevede la possibilità per i Comuni di destinare alla manutenzione del verde o del patrimonio pubblico fino al 100% delle risorse riconosciute da chi realizza un intervento edilizio (oneri di urbanizzazione). Una norma controversa. Se da un lato, infatti, non consente più di stornare genericamente gli oneri alla “spesa corrente”, dall’altro non interrompe la logica perversa che ha visto gli enti locali consumare il suolo libero per “far cassa”.

Amianto, il fondo 24 anni dopo la messa al bando.
A favore degli “eredi di coloro che sono deceduti a seguito di patologie asbestocorrelate per esposizione all’amianto nell’esecuzione delle operazioni portuali nei porti”, si legge al comma 278 della Stabilità, è istitutito il Fondo per le vittime dell’amianto. 10 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2016-2018.

A proposito di cambiamenti climatici.
È flebile l’eco della Conferenza mondiale sul clima che si è tenuta a Parigi tra fine novembre e l’inizio del dicembre scorso. La “questione climatica”, infatti, è pressoché assente dalla Legge di Stabilità, eccetto un comma, il 477. “Al fine di studiare e valutare gli effetti dei cambiamenti climatici, mediante la realizzazione di modelli del sistema climatico italiano e delle sue interazioni con la società e l’ambiente – si legge- […] è autorizzato, a decorrere dall’anno 2016, un contributo annuo di 5 milioni di euro” a favore del Centroeuro-mediterraneo per i cambiamenti climatici.

Frequenze radio-tv, tra Vaticano e Radio radicale.
Per dar seguito a un accordo tra Italia e Città del Vaticano del giugno 2010, è stata autorizzata la spesa di 2,724 milioni di euro. Il nostro Paese metterà gratuitamente a disposizione del Vaticano la possibilità di trasmettere in cambio di canali televisivi internazionali già assegnati a quest’ultimo. Allo stesso tempo, invece, è prorogata -come ogni anno- la convenzione con Radio Radicale (che trasmette i lavori parlamentari) per un valore di 10 milioni di euro solo nel 2016.

Beni confiscati, ossigeno per l’Agenzia. Prossima al suo sesto anno di vita, la claudicante “Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata” potrà contare su un finanziamento annuale “massimo” di 5 milioni di euro (per gli anni 2016, 2017 e 2018).
Evasione fiscale e carte di pagamento. L’innalzamento del tetto ai trasferimenti in denaro contante da 1.000 a 3mila euro è stabilito dai commi 898 e 899. Subito dopo, come fosse un tentativo di ravvedimento rispetto a quella che autorevoli operatori hanno definito essere una misura a favore dell’infedeltà fiscale (il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti su tutti), il deputato Boccadutri (Pd) ha proposto i commi 900 e 901 a sostegno di pagamenti con carte di debito e di credito, prevedendone l’imposizione anche per importi inferiori a 5 euro (eccetto in casi di “impossibilità tecnica”).

Sanità, i tagli al Fondo e al Patto della Salute.
Tra il 2016 e il 2019 è prevista una riduzione del finanziamento alla Sanità per circa 20 miliardi di euro. Quest’anno, inoltre, crollerà il Fondo sanitario -di 2,1 miliardi di euro- e il forte “contributo alla finanza pubblica” chiesto a Regioni e Pubblica amministrazione (3,9 miliardi di euro nel 2017 e 4,9 miliardi per ciascuno degli anni 2018 e 2019) produrrà effetti tangibili sul servizio sanitario.

La centralizzazione degli acquisti (a metà).
Estesa anche ai Comuni al di sotto dei 10mila abitanti la possibilità di affidare direttamente lavori, servizi e forniture per importi dal valore massimo di 40mila (il comma è il 501). Apparente contraddizione del forte accentramento degli acquisti pur previsto nella Legge di Stabilità 2016.

Rifiuti, la proroga al principio “chi inquina paga”. “È prorogata per gli anni 2016 e 2017 la modalità di commisurazione della TARI da parte dei comuni sulla base di un criterio medio-ordinario (ovvero in base alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte) e non sull’effettiva quantità di rifiuti prodotti (cosiddetto metodo normalizzato, nel rispetto del principio ‘chi inquina paga’, sancito dall’articolo 14 della direttiva 2008/98/CE)”. È la sintesi di un emendamento approvato alla Camera e divenuto comma definitivo della Stabilità.

F-35, nel segno della Stabilità. Analizzando gli allegati del provvedimento, la Rete italiana per il disarmo (disarmo.org) ha rilevato lo stanziamento di 13 miliardi di euro per l’acquisto dei 90 cacciabombardieri F-35. È stata quindi superata (e contraddetta) la richiesta parlamentare che prevedeva il dimezzamento del programma. —

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