Interni

Rifugiati: chiusa l’emergenza Nord Africa

Dopo l’ennesima proroga, il ministro dell’Interno dichiara ufficialmente la fine della gestione "commissariale" della presenza in Italia di cittadini provenienti dai Paesi che affacciano sul Mediterraneo attraversati nel 2011 da guerre civili e rivolto popolari. Le loro storie sul numero di settembre 2012 di Ae

L’oggetto della circolare del ministero dell’Interno è chiara: “Chiusura dell’emergenza Nord Africa”. La data è fine febbraio, quando la cosiddetta “emergenza Nord Africa” in Italia non esisterà più. Lo sapevano già i rifugiati, provenienti dalla Libia e dalla Tunisia, che stanno già progressivamente lasciando le strutture di accoglienza, soprattutto al Centro-nord Italia. Sono molti, però, quelli che rimangono ancora dentro comunità d’accoglienza o strutture residenziali.

Quando le dovranno lasciare, saranno costretti a muoversi verso un altro Paese, visto che in Italia per pochi di loro c’è speranze di trovare un lavoro. Per questo il ministero dell’Interno ha scritto alle istituzioni competenti una lettera in cui dà le disposizioni per la “chiusura dell’emergenza”. Le Questure hanno chiesto e ottenuto la possibilità di rilasciare i cosiddetti “titoli di viaggio”, dei documento ottenibili nell’impossibilità di avere un regolare passaporto ma che ha lo stesso valore. Si spera, in questo modo, di facilitare l’uscita dei rifugiati presenti in Italia verso altri Paesi.

I fondi continueranno ad esserci ancora per 60 giorni, ma ammonteranno solamente a 35 euro a rifugiato al giorno, e fra le misure per favorire i percorsi di uscita c’è anche la possibilità di riconoscere 500 euro a ciascun profugo che voglia lasciare le strutture d’accoglienza.

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