Diritti / Attualità

Richiedenti asilo in Israele. L’illusione dei profughi in fuga

La storia di Mutasim Ali, il primo sudanese ad aver ottenuto lo status di rifugiato dal governo di Tel Aviv dopo esser stato detenuto nel deserto per 14 mesi. Eppure quella meta potrebbe evitare a migliaia di persone rotte pericolose
Tratto da Altreconomia 188 — Dicembre 2016
Tel Aviv, maggio 2014. Mutasim Ali, sudanese, all’epoca ancora richiedente protezione in Israele, interviene ad un presidio organizzato da amici e attivisti - foto di Activestills
Tel Aviv, maggio 2014. Mutasim Ali, sudanese, all’epoca ancora richiedente protezione in Israele, interviene ad un presidio organizzato da amici e attivisti - foto di Activestills
"Ero così felice, non credevo che sarebbe successo a me. Una delle ragioni per cui faccio parte di questa lotta è che ognuno di noi dovrebbe ottenere lo status di rifugiato. E so che accadrà perché ce lo meritiamo, è solo una questione di tempo”. Mutasim Ali è seduto a uno dei tavoli del suo caffè preferito, che lui definisce “il mio ufficio”. Siamo a Tel Aviv, tra il quartiere un po’ bohemien di Florentin e la stazione centrale degli...

Per accedere a questo contenuto abbonati o acquista la rivista in digitale


Hai già acquistato la rivista o sei abbonato? Accedi per usufruire dei contenuti.

Newsletter

Iscriviti e ricevi la newsletter settimanale di Altreconomia