Diritti

Referendum indecenti

Fra le ultime indecenti proposte della Lega Nord, sotto forma di emendamenti al pacchetto sicurezza in discussione (ma è un eufemismo, visto lo stato comatoso del nostro parlamento), c’è il progetto di affidare a referendum comunali le decisioni sull’insediamento di…

Fra le ultime indecenti proposte della Lega Nord, sotto forma di emendamenti al pacchetto sicurezza in discussione (ma è un eufemismo, visto lo stato comatoso del nostro parlamento), c’è il progetto di affidare a referendum comunali le decisioni sull’insediamento di nuovi edifici di culto e “campi nomadi”.
Oltre ad essere rozzamente razzista, questa proposta rivela un’allarmante estraneità di quel partito ai princìpi fondamentali della democrazia costituzionale. Per “nuovi edifici di culto”, nella neolingua leghista si deve naturalmente intendere moschee, da tempo nel mirino del partito che esprime il ministro dell’Interno. La Costituzione tutela però la libertà di culto: non c’è referendum che tenga; nessuna maggioranza di voti può limitarla o cancellarla.

La democrazia si distingue dalla dittatura per le tutele che garantisce alle minoranze e l’Italia, semmai, non brilla per tutela della libertà di culto.

Sull’altro punto, i ghetti per ebrei (i “campi nomadi”), siamo di fronte a una speculazione politica di infimo rango, nell’ambito della campagna razzista che ha avuto negli ultimi tempi fra i suoi protagonisti un dirigente leghista di primo piano come il vice sindaco di Treviso Gentilini, responsabile di uno spaventoso comizio alla recente festa del partito delle camicie verdi.

E’ davvero impressionante sapere che il ministro dell’Interno appartiene a un partito capace di concepire simili proposte. E dire che l’onorevole Maroni viene spesso definito un moderato. Sono errori di lettura della realtà che rischiano di portarci lungo sentieri senza ritorno.

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