Diritti

Quando Firenze cacciò i lavavetri

E’ appena uscito "Lavavetri", un libro che nasce da un’esperienza di mobilitazione diretta e poi è diventato una sorta di storia della frenesia securitaria che ha investito l’Italia. La tesi di fondo del libro è che il cedimento della cultura…

E’ appena uscito "Lavavetri", un libro che nasce da un’esperienza di mobilitazione diretta e poi è diventato una sorta di storia della frenesia securitaria che ha investito l’Italia. La tesi di fondo del libro è che il cedimento della cultura democratica – quindi l’accettazione del terreno ‘legge e ordine’ indicato dalla destra, abilissima a "governare la paura" – ha dato un contributo essenziale alla legittimazione sociale del ‘discorso razzista’.

L’ordinanza del Comune di Firenze fu un punto di svolta perché sancì l’ingresso incondizionato del centrosinistra sul terreno del "governo della paura", in concorrenza con la destra. Molti altri sindaci si sentirono legittimati a imitare Firenze, capoluogo della rossa Toscana, e di lì a poco il Partito democratico nascente si sarebbe reso protagonista di clamorose campagne: vedi il pacchetto sicurezza approvato dal governo Prodi il giorno dell’aggressione a Giovanna Reggiani e la successiva crociata contro l’immigrazione dalla Romania.

Quest’impostazione è clamorosamente fallita sotto tutti i profili: elettorale, con i ripetuti successi della destra (vedi le politiche del 2008 e l’ascesa di Alemanno a Roma); culturale, con la sinistra che è smarrita di fronte a temi come l’immigrazione, i diritti di cittadinanza, la convivenza urbana; etico, con il silenzio di fronte alle discriminazioni crescenti e al razzismo entrato nel senso comune.

C’è un altro modo? C’è. E nel libro ci sono i racconti di Paola Reggiani (sorella di Giovanna) e della comunità valdese fiorentina a testimoniarlo, come fa anche Alessandro Santoro, prete di frontiera e protagonista della lotta nonviolenta contro l’ordinanza. Ma intanto va detta una cosa, e cioè che la cultura democratica, la sinistra, il cattolicesimo progressista devono fare una seria autocritica e riscoprire i propri valori – eguaglianza, solidarietà, diritti universali – i quali, oltretutto, sono i più adatti per affrontare le sfide della società multiculturale.

Questo libro vuol essere un piccoli contributo in quella direzione. Per ora ne hanno parlato Liberazione e l’Espresso. Per acquistarlo, oltre che in libreria, si può andare nei siti dei due editori:

Terre di Mezzo

Edizioni Piagge

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