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L’anno che verrà

Dicembre 2014 Versione digitale

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Altreconomia dedica la copertina del numero di dicembre 2014 all’anno che verrà, perché entro la fine del 2015 il mondo avrebbe dovuto raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del Millennio, e abbiamo ritenuto fosse giunto il momento di fare il punto. Il risultato: alcuni sono stati centrati, altri restano molto lontani.

Siamo stati in Swaziland, un piccolo Paese africano dove un quarto della popolazione tra i 15 e i 49 anni vive con il virus HIV. Nelle aree rurali, 300mila persone, un quarto della popolazione complessiva, non hanno accesso ai servizi igienici di base. L’industria della canna da zucchero, però, consuma oltre 385 miliardi di litri d’acqua.

Un secondo reportage, questa volta italiano, racconta Venezia, una città che soffre: nella città commissariata, il bilancio comunale taglia spese e servizi per 47 milioni di euro, e intanto -nonostante gli arresti per corruzione- il governo manda avanti i cantieri del Mo.S.E. e si vorrebbe scavare un nuovo canale per favorire l’ingresso in Laguna delle Grandi navi.

Anche in Italia ci sono i bracconieri, e spesso sono cacciatori con tanto di porto d’armi legale. Nel 2013, sono stati accertati ben 732 reati di questo tipo. Il problema? Chi uccide illegalmente un animale può continuare a sparare, pagando solo un’ammenda.

Una rivelazione: la rivoluzione energetica è cosa fatta: l’anno scorso la potenza dei nuovi impianti da rinnovabili ha superato quella “fossile”. Dall’Italia, due storie su come è possibile mettersi in rete e produrre e consumare energia rispettosa dell’ambiente. Le storie di “Retenergie” ed “è nostra”.

Il 2015 è anche l’anno di Expo. A Milano, sui cantieri, sono ancora presenti aziende indagate per gravi episodi di corruzione. Vi raccontiamo perché non funziona il “Protocollo di legalità” adottato, e come si è cercato di porvi rimedio, ormai troppo tardi.

Con una infografica, spieghiamo i limiti del TTIP, il nuovo accordo di liberalizzazione di scambi e investimenti tra UE e USA. In Europa potrebbe causare la perdita di oltre mezzo milione di posti di lavoro.

Infine, sui rifiuti serve prevenzione, non riciclaggio: dal manuale “Zero rifiuti”, nove semplici mosse personali e quotidiane per ridurre la produzione di “materiali post-consumo”; da Parma, l’esempio di una città dove l’inceneritore c’è, ma non serve.

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