Diritti

Presidenti e criminali: i predatori della libertà di stampa

Il contatore della libertà di stampa segna per il 2011 già 18 giornalisti uccisi. Il rapporto di Rsf.

Il rapporto fra informazione e qualsiasi forma di potere è stato e sarà sempre un punto focale dei sistemi politici di ogni Paese.

Le forme di ostilità verso i giornalisti e l’informazione libera sono molte, quest’anno la classifica di Giornalisti senza Frontiere ha individuato 38 fra Capi di Stato e signori della guerra che seminano il terrore fra i giornalisti. La lista nera è lunga e contiene nomi e misfatti non solo di leader e organizzazioni criminali di Stati democratici, ma anche di Paesi in cui la democrazia è ancora un miraggio.

E’ curioso vedere come l’ostilità verso l’informazione libera sia patrimonio sempre più "condiviso" fra queste "nature" del potere, leader politici e criminalità organizzata. 

Fra i primi posti della ricerca di Rsf c’è il Nord Africa e il Medio Oriente: la lista fa nomi cognomi e documenta i casi di minaccia o assassinio dei giornalisti. Già nel 2011 sono stati 18 i giornalisti uccisi nel mondo e 151 quelli imprigionati, nonché 158 i cyberdissidenti imprigionati. 

Fra i 38 "predatori" della libertà di stampa abbiamo anche una buona rappresentanza italiana: innanzi tutto la criminalità organizzata, che continua a considerare propri nemici i giornalisti che ne parlano (come Roberto Saviano, Lino Abbate e Rosaria Capacchione), ma anche l’atteggiamento del Primo Ministro italiano, Silvio Berlusconi che dichiarò "che avrebbe voluto strozzare scrittori e autori di cinema  che davano una cattiva immagine dell’Italia parlando di mafia e camorra". 

Fra i predatori più temuti della libertà di stampa il presidente della Bielorussa Aleksandr Lukashenko, colui che, incontrando Silvio Berlusconi, venne investito "dall’alto": "Grazie anche alla sua gente, che so che la ama: e questo è dimostrato dai risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti", disse il premier. Tranne di chi racconta la realtà a cui si chiude, oltre agli occhi, anche la bocca.

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