Ambiente / Attualità

Potenziare il trasporto ferroviario per sostituire i voli a corto raggio

Un report di Greenpeace evidenzia come un terzo dei 150 voli a corto raggio più frequentati dai viaggiatori europei possono essere sostituiti efficacemente da viaggi in treno della durata inferiore alle sei ore. L’associazione chiede di metterli al bando e di investire per potenziare il trasporto su rotaia. Con un’attenzione particolare ai treni notturni

© Daniel Abadia, unsplash

Un terzo dei voli a corto raggio che collegano tra loro diverse città europee possono essere sostituiti efficacemente da viaggi in treno dalla durata inferiore alle sei ore. Tra queste ci sono 14 delle 30 tratte più trafficate d’Europa tra cui la Parigi-Tolosa, la Parigi-Nizza e l’Atene-Salonicco che da sole trasportano più di un milione di passeggeri l’anno. Oltre alla Madrid-Barcellona, alla Francoforte-Berlino e alla Monaco-Berlino. Mentre altre 21 tratte potrebbero essere coperte con un viaggio in treno inferiore alle quattro ore tra cui la Amsterdam-Parigi, la Amsterdam-Francoforte e la Parigi-Francoforte.

È quanto emerge dalla ricerca “Get on track: train alternatives to short-haul flights in Europe” commissionata da Greenpeace Europa a Obc Transeuropa (Obct) che ha analizzato le 150 tratte con una distanza inferiore ai 1.500 chilometri -identificati come voli a corto raggio- più frequentate e che potrebbero essere efficacemente sostituiti da viaggi in treno, in particolare da quelli notturni. “Anche se i voli a lungo raggio (per distanze superiori ai 4mila chilometri, ndr) sono responsabili della maggior parte delle emissioni di CO2 derivanti dal trasporto aereo, e devono quindi essere ridotti, i voli a corto raggio sono in realtà quelli che emettono maggiori quote di CO2 per chilometro per passeggero”, si legge nel report. Per contro, i treni emettono una media di cinque volte meno di anidride carbonica lungo le stesse tratte.

Un volo tra Parigi e Amsterdam, ad esempio, emette 119 chilogrammi di CO2 per passeggero contro gli 11, 5 del treno. “Eppure più di un milione di passeggeri sceglie di volare ogni anno tra queste due città, anche se il viaggio in treno richiede poco meno di tre ore e mezza”, si legge nel report. Un volo tra Francoforte e Berlino emette dodici volte più emissioni rispetto al treno che impiega poco meno di quattro ore per collegare le due città. “Eppure -denuncia Greenpeace- si tratta di uno dei voli più frequentati d’Europa ed è il più frequentato della Germania”. Tra le 150 tratte più battute dai viaggiatori europei, ben 40 interessano l’Italia. Di questi, il 15% può essere efficacemente sostituito da viaggi in treno tra cui il volo Milano-Napoli su cui salgono ogni anno oltre un milione e 300mila passeggeri nonostante ci sia un collegamento diretto via treno di poco superiore alle quattro ore. L’Italia, inoltre, durante la pandemia ha tagliato le tratte notturne tra Venezia, Milano e Parigi .

L’industria aeronautica è una delle più dannose per il clima e per il Pianeta: negli ultimi decenni, sottolinea Greenpeace, l’aviazione è stata la fonte di emissioni di gas serra in più rapida crescita in Europa (+29% tra il 2009 e il 2019). E se il Covid-19 ha assestato un duro colpo al settore, l’industria aeronautica prevede di ritornare ai livelli di traffico aereo pre-Covid entro il 2024, raddoppiando il traffico aereo globale entro il 2037. Ridurre il traffico aereo (e le conseguenti emissioni) è quindi fondamentale per mantenere l’innalzamento delle temperature globali entro 1,5°: “Ma senza un intervento politico per contrastare questa prospettiva di crescita, il settore dell’aviazione avrà consumato il 27% del global carbon budget per mantenere la soglia a 1,5° entro il 2050″, si legge nel report.

Per contribuire al raggiungimento di questo risultato Greenpeace chiede alle istituzioni europee di vietare i voli interni all’Unione che hanno una durata inferiore alle sei ore quando è disponibile un’alternativa su rotaia e di aumentare e migliorare i treni diurni e notturni per accelerare la transizione dall’aereo alla ferrovia. Attualmente, infatti, solo 41 dei 150 voli a corto raggio più frequentati (il 27% del totale) possono contare sull’alternativa di un treno notturno diretto.

Greenpeace sottolinea inoltre come l’industria del trasporto aereo abbia potuto contare nel corso degli anni su una serie di aiuti da parte dei governi (contributi pubblici agli aeroporti, esenzioni fiscali sull’Iva e tassazione ridotta sul cherosene) che hanno portato a tariffe artificialmente basse. “Questa è una delle ragioni principali per cui l’industria ha potuto crescere così rapidamente. Nel frattempo, molti servizi pubblici come i treni notturni o i brevi collegamenti transfrontalieri tra le città europee sono stati trascurati o abbandonati negli ultimi decenni”, sottolinea l’associazione. Che evidenzia come -in generale- i servizi ferroviari in Europa nel 2021 siano peggiorati rispetto al 2019, anche per effetto della pandemia da Covid-19 che ha portato alla cancellazione di diverse tratte ferroviarie tra cui la Madrid-Lisbona e la Hendaye-Lisbona che collegavano il Portogallo con l’estero e la soppressione dei treni notturni tra Venezia, Milano e Parigi. Cancellazioni che si sono aggiunte a una situazione già critica perché anche prima del 2019 molti treni notturni nazionali e internazionali erano stati soppressi, lasciando i passeggeri con poche alternative per percorrere lunghe distanze in Europa. Già nel 2010, ad esempio, erano stati cancellati i collegamenti notturni tra Parigi e Berlino oltre al Parigi-Barcellona-Madrid; ulteriori soppressioni sono arrivate negli anni successivi con la cancellazione del Copenaghen-Amsterdam e del Basilea-Praga.

Oltre al bando ai voli a corto raggio, Greenpeace chiede alle istituzioni europee di riattivare e potenziare le linee ferroviarie diurne e notturne sotto-utilizzati. “I governi nazionali -aggiunge l’associazione-dovrebbero cooperare e l’Ue dovrebbe sostenerli in particolare nello sviluppo di treni transfrontalieri diurni e notturni con obblighi di servizio pubblico. E rendere questi servizi accessibili a tutti, comprese le persone con mobilità ridotta, le famiglie a basso reddito, i ciclisti e tutti gli utenti con esigenze specifiche. La frequenza ferroviaria deve essere migliorata con treni diurni regolari e più di un treno notturno”. Per raggiungere gli obiettivi sono necessari più fondi per il miglioramento e la modernizzazione dell’infrastruttura ferroviaria europea, riaprendo collegamenti ferroviari ed eliminando le strozzature per il traffico transfrontaliero. Infine si chiede di rendere il viaggio in treno più economico e facile dell’aereo: “Questo può avvenire eliminando gradualmente le esenzioni fiscali per il cherosene e l’Iva per le compagnie aree -spiega Greenpeace-. Diminuendo i diritti di accesso ai binari, introducendo tariffe sociali sui treni ed esentando le tratte internazionali dall’Iva (che è ancora applicata ai viaggi internazionali in alcuni Paesi, ndr)”. Non solo i tempi sono maturi, sottolinea l’associazione ambientalista, ma l’opinione pubblica europea è in larga parte favorevole a questo provvedimento: secondo un sondaggio della Banca europea per gli investimenti il 62% degli intervistati è a favore dell’abolizione dei voli a lungo raggio.

 

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