Diritti

POLIZIA CONTRO LA COSTITUZIONE…

POLIZIA CONTRO LA COSTITUZIONE L’udienza di ieri al processo Diaz ci porta una buona notizia – cioè il fatto che il processo va avanti – ma ci fa anche capire qualcosa sulla reale dislocazione dei poteri in Italia e sullo…

POLIZIA CONTRO LA COSTITUZIONE

L’udienza di ieri al processo Diaz ci porta una buona notizia – cioè il fatto che il processo va avanti – ma ci fa anche capire qualcosa sulla reale dislocazione dei poteri in Italia e sullo stato disastroso della nostra costituzione materiale. Il pm Zucca, di fronte a uno scomposto e arrogante attacco degli avvocati difensori sulla questione delle molotov (in pratica intendenvano attribuire ai pm la responsbailità della mancanza dal processo delle due bottiglie!), è andato ben più in là di quanto abbiamo fatto noi stessi, nell’individuare le responsabilità all’interno della polizia. Zucca ha detto che l’indagine sulla sparizione delle due bottiglie – affidate in custodia alla questura di Genova – potrebbe far emergere responsabilità dirette di alcuni degli stessi imputati per la Diaz.

Insomma, qualcuno degli imputati a un certo punto avrebbe deciso di far sparire le molotov, al fine – evidentemente – di intralciare un processo che li riguarda. Questo semplice sospetto, che purtroppo sembra verosimile a tutti, dà l’idea delle difficoltà che stanno incontrando i pm genovesi nel condurre un processo apertamente boicottato da un corpo dello stato. E ancora più inquietante è il silenzio assoluto osservato, di fronte a questa enormità, dal vertice della polizia di stato e dal ministro degli interni,per non parlare di quello della giustizia. 

La domanda da farsi è: ma il ministro dell’interno ha davvero il controllo della situazione? O forse dentro la polizia ci si sente così autonomi e forti da permettersi il lusso di intralciare in ogni modo l’autorità giudiziaria senza avere nulla da temere?

E’ evidente a tutti che qui non stiamo parlando solo del processo Diaz – e già basterebbe a rendere gravissimi questi boicottaggi – ma più in generale dell’effettiva preminenza dei valori costituzionali. La sensazione è che si accettino lo strapotere e la pretesa d’impunità della polizia come un fatto ineluttabile, che dobbiamo subire senza poterlo contrastare. Tace il ministro, tacciono i politici. Ieri ci siamo trovati una ventina, davanti al tribunale, a dire quel che è sotto gli occhi di tutti: costituzione calpestata, un corpo dello stato che con arroganza ostacola l’esercizio dell’azione giudiziaria, magistrati sempre più soli. 

Che altro deve accadere perché ci si accorga della soppressione dell’avvenuta soppressione di alcuni principi costituzionali?

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