Altre Economie / Opinioni

Pensare in modo globale, agire sul territorio

È in discussione al Senato un testo per regolare le attività di lobbying. Uno strumento centrale per processi decisionali trasparenti e inclusivi. La rubrica a cura di Equo Garantito

Tratto da Altreconomia 245 — Febbraio 2022
© Lina Trochez - Unsplash

Il racconto di febbraio (e del nuovo anno con Altreconomia) parte da un neologismo che bene rappresenta il senso e l’agire del Commercio equo e solidale. Glocal, come si legge nel dizionario Treccani, è l’unione di due aggettivi: glo(bal) e (lo)cal. La parola indica un atteggiamento e una visione che si concentrano contemporaneamente sulla dimensione globale o planetaria e su quella locale. È questo il filo conduttore che cercheremo di seguire per continuare a parlare di campagne, di azioni sul territorio, di appuntamenti con respiro internazionale, di uomini e donne che ogni giorno -a tutte le latitudini- si impegnano per un mondo più giusto.

Da una parte, condivideremo con i lettori e le lettrici di Altreconomia le iniziative europee e internazionali; dall’altra, il peso della nostra associazione a livello nazionale grazie al lavoro dei nostri soci (botteghe del mondo, importatori, produttori) in tutta Italia. Senza tralasciare la narrazione del Commercio equo e solidale, i valori e i principi promossi da oltre 60 anni da centinaia di organizzazioni in tutto il mondo: coinvolgono milioni di consumatori e consumatrici che, grazie alle loro scelte responsabili, riescono a dar voce a chi non ce l’ha.

Think global, act local (Pensa globale, agisci locale): uno slogan da decenni ripetuto nel mondo del business e sempre più importante in un mondo interconnesso e digitale. Per noi “equosolidali” non è di certo una strategia di marketing (come per alcuni) ma un modo di essere: è la consapevolezza che le scelte quotidiane di ciascuno di noi possano fare la differenza, che l’educazione e la formazione siano fondamentali per costruire una società solidale, che le conseguenze disastrose dei cambiamenti climatici non debbano preoccupare solo Paesi e popoli lontani, che l’impegno al fianco delle istituzioni locali, nazionali e internazionali, per chiedere in modo chiaro e trasparente politiche sostenibili ed eque vada coltivato e sostenuto.

Trasparenza che, ci auguriamo, possa essere da ora in avanti alla base dell’attività di lobbying nel nostro Paese. Finalmente, proprio qualche settimana fa, dopo 96 progetti di legge falliti, la Camera dei deputati ha approvato in prima lettura il disegno di legge sul lobbying. Ora si attende il passaggio in Senato (sperando che sia migliorato il testo che risente degli effetti negativi di un compromesso al ribasso).

È dal 1976 che si tenta senza successo di regolamentare l’attività di rappresentanza di interessi. Un primo traguardo storico, ottenuto anche e soprattutto grazie all’impegno e alla pressione esercitata dalla coalizione #Lobbying4Change (cui Equo Garantito aderisce insieme a oltre 30 organizzazioni della società civile) che si batte per processi decisionali trasparenti e inclusivi, che garantiscano a tutti i soggetti portatori di interessi la possibilità di contribuire alle scelte fatte dal governo, dal Parlamento e dalle Regioni.

Un tema cruciale per il funzionamento delle nostre democrazie che, ancora una volta, mette al centro il ruolo che ciascuno di noi può avere per una comunità sostenibile ed equa: tanto più è chiara la cornice normativa entro la quale i portatori di interessi possono muoversi, tanto migliore sarà la qualità delle politiche pubbliche.

Il primo passo di un cammino che mira a decisioni più trasparenti e inclusive, capaci di tener conto anche del punto di vista di chi -pur difendendo l’ambiente, la salute, i diritti civili, quelli dei consumatori- viene troppo spesso escluso dal dibattito politico. Una risposta concreta per quel pensare globale e agire locale.

Equo Garantito. Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale è l’associazione di categoria delle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale italiane.

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